degrado e sporcizia parcheggio cimitero
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Vita di città

Noi con l’Italia Andria: «Illegittime e inopportune le recenti ordinanze sindacali antisporcaccioni»

«Perché questa amministrazione governa la città da oltre otto anni e sembra che solo oggi si sia accorta dei problemi legati alla inciviltà dei propri abitanti?»

«Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una moltiplicazione di articoli e post su social network autocelebrativi della capacità di perseguire "gli sporcaccioni", ultima frontiera dell'attività posta in essere dall'amministrazione». Lo dichiara in una nota Noi con l'Italia in merito alle recenti ordinanze antisporcaccioni emanate dal Sindaco di Andria.

«Sia ben chiaro, non legittimiamo né giustifichiamo il comportamento di chi insozza la città. Anzi, riteniamo che sporcare il bene comune sia frutto di inciviltà ed ignoranza, impeti che animano il fare di chi non tiene al decoro della città in cui vive.

Questo impeto poliziesco, tuttavia, inizia ad apparire sospetto in termini di opportunità e, a tratti, illegittimo, dal momento che prende di mira chi offre servizi alla cittadinanza attraverso il lavoro svolto quotidianamente nelle proprie attività commerciali.

Sospetto, perché questa amministrazione governa la città da oltre otto anni e sembrerebbe che solo oggi si sia accorta dei problemi legati alla inciviltà dei propri abitanti. Non sarà forse questo un tentativo di distogliere l'attenzione da problemi ben più seri, quali quelli legati alla tenuta delle casse comunali o alla mancanza di manutenzioni stradali o ancora al declino delle attività culturali?

Peraltro, questo modo di ergersi a paladini della giustizia ambientale parrebbe evidenziare che sino ad oggi la Polizia Municipale non abbia svolto alcuna attività di repressione nei confronti di chi viola le norme sull'igiene pubblica; cosa che, al contrario, ci risulta non vera, poiché il corpo di Polizia Municipale di Andria ha sempre svolto con dignità e competenza il proprio dovere, a prescindere dall'assessore di turno.

Le recenti ordinanze "antisporcaccioni", a nostro parere, sembrano essere caratterizzate da profili di illegittimità, in quanto palesemente in contrasto con gli articoli 3 e 14 del D.Lgs 285 del 1992 (Codice della Strada) che individua i marciapiedi quali parti della strada destinata ai pedoni (e non un'area privata) e stabilisce chi debba occuparsi della manutenzione e della pulizia (gli enti proprietari, ovvero, nel nostro caso, il Comune di Andria).

L'illegittimità di ordinanze con simile impostazione (che ordinano al privato esercente di sostituirsi al Comune nell'esercizio di funzioni ad esso spettanti) è stata sancita sia dall'Anci (con propri pareri) sia dalla Corte di Cassazione, attribuendo in via esclusiva all' Ente proprietario il compito di manutenere e pulire le strade e le parti di suolo pubblico ad esse connesse.

L'ordinanza ci appare, infine, inopportuna, poiché se il cittadino sporca, l'esercente paga. Non capiamo il nesso che lega il colpevole ed il punito, posto che per l'incuria e l'inciviltà del cittadino-avventore a risponderne debba essere l'esercente. Specie in un periodo in cui, com'è noto a tutti, l'economia non è nel suo periodo più florido e gli esercenti andrebbero messi nelle condizioni di lavorare al meglio (e non essere presi a bersaglio per questioni di propaganda).

Senza contare, in ultimo, che a volte si diventa sporcaccioni "per necessità": privare la cittadinanza delle necessarie dotazioni per il conferimento dei rifiuti (pensiamo, tra l'altro, all'eliminazione dei cassonetti nelle zone di campagna), appare un'abile "trappola" per fare cassa.

Pertanto ci appare doveroso che il Primo Cittadino, forse mal consigliato, ritiri in autotutela in particolare l'ordinanza n. 390 del 27/08/2018, anche al fine di evitare inutili contenziosi che vedrebbero il Comune soccombere (con ulteriore aggravio di spese), e ponderi in maniera più appropriata il modo di indurre la cittadinanza al rispetto del decoro e dell'igiene pubblica: se un cittadino sporca la città, la colpa non è certo attribuibile all'esercente che gli ha somministrato una bevanda!».
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