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Turismo: masserie, cammini e oleoturismo, traino della destagionalizzazione in Puglia

Enormi le potenzialità del turismo legato alle produzioni olivicole e olearie

Masserie, cammini e oleoturismo sono il traino della destagionalizzazione turistica in Puglia, che si avvale anche di 23 percorsi di Turismo DOP in Puglia, legati a 24 prodotti DOP e IGP, con il coinvolgimento di 13 Consorzi sui 24 riconosciuti ufficialmente, attività che coinvolgono 16.300 operatori DOP e IGP, un richiamo per visitatori in periodi diversi dell'anno, favorendo la diversificazione stagionale dei flussi turistici. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in occasione del talk organizzato da Terranostra e Campagna Amica della Puglia al TTG di Rimini, il salone del turismo, sulle esperienze autentiche in Puglia tra cammini, masserie e oleoturismo, con il presidente di Terranostra Puglia, Antonio Baselice, Antonio Greco, direttore di PugliaOLive e il cuoco contadino Beppe Zullo, ambasciatore della cucina esperienziale, che si è esibito in un cooking show, dall'insalata di cacioricotta su letto di borragine, con tartufo nero della Daunia e olio EVO di Peranzana alle orecchiette di grano arso con zucca, sapori dell'orto, in salsa di marasciuoli.

Sono enormi le potenzialità del turismo legato alle produzioni olivicole e olearie, con il 74% di turisti e viaggiatori interessati all'oleoturismo e alla degustazioni guidate, ad eventi ed attività artistiche negli oliveti per il 42%, oltre al 'pick your own' con la raccolta delle olive con le proprie mani e alla produzione del proprio olio nel 64% delle preferenze. Oggi i turisti chiedono di vivere un'esperienza e l'olio può diventare un volano di grande attrazione del turismo esperienziale in campagna, nei frantoi e nelle masserie storiche di cui la Puglia è ricca. Sono sempre aperte 'le adozioni a distanza' degli ulivi in Puglia – aggiunge Coldiretti Puglia - in modo che il consumatore abbia certezza che la bottiglia di olio extravergine di oliva provenga proprio dalle olive dell'albero prescelto e adottato.

"ll successo di una vacanza – dice Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti – dipende dal cibo per il 35% e gli agriturismi coniugano al meglio i prodotti tipici all'eccellenza alla bellezza delle masserie storiche e del paesaggio. Il turismo pugliese non è solo mare, piuttosto volano per lo sviluppo di tutto il territorio, elemento di promozione del paesaggio, della cultura e degli stessi prodotti agroalimentari locali".

Il 32% dei turisti enogastronomici italiani, infatti, ritengono la Puglia una delle 3 migliori regioni italiane per il turismo enogastronomico, un gradimento legato alla qualità dei cibo, ma anche alle masserie contadine che propongono le ricette tipiche della tradizione regionale, con gli agriturismi che registrano un aumento esponenziale degli ospiti sia per la ristorazione che per l'alloggio. Il 23% dei turisti italiani dichiarano di avere in programma un viaggio in Puglia per turismo enogastronomico – aggiunge Coldiretti Puglia – ma già oltre il 20% dei turisti italiani afferma di aver visitato la Puglia in maniera mirata per vivere esperienze enogastronomiche.

A far crescere l'appeal turistico della Puglia c'è anche il boom del turismo lento legato ai cammini che aumenta in Puglia del 45% - dice Coldiretti Puglia – grazie anche ai percorsi di oleoturismo ed enoturismo e vola il valore della multifunzionalità a 1,1 miliardi di euro con l'agriturismo che traina la crescita e le attività connesse agricole che raggiungono il 20% del PIL agricolo regionale.

I cammini sono sicuramente la nuova frontiera del turismo lento, brevi vacanze alla scoperta dei territori con ciclovie, ippovie, sentieri, vie di pellegrinaggio che formano una fittissima rete di percorsi alla scoperta degli angoli più segreti del Belpaese. In particolare cresce il numero di cammini ma anche di "credenziali", ovvero di passaporti che attestano lo status di viaggiatore lento, con le donne che camminano che sono il 58,02%, rispetto al 41,98% degli uomini;·il 79% del totale (il campione di riferimento qui è di 7032 persone) sono in età da lavoro, solo il 6,76% è studente o pensionato;· la fascia d'età tra i 50 e 70 anni è il 45,55%, quella fra i 30 e 40 il 33,53%, al primo posto ci sono i lombardi, al secondo i veneti, quarti i piemontesi, mentre terzi si posizionano proprio i pugliesi.
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