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Sicurezza sul lavoro: In aumento gli infortuni nelle campagne

A darne notizia è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Inail gennaio–ottobre 2025

Gli incidenti da ribaltamento dei trattori e le morti per schiacciamento restano una piaga nelle campagne pugliesi, dove gli infortuni aumentano dell'1,4%, con 27 casi e due vittime mortali in più rispetto all'anno precedente, spingendo l'incremento dei fondi per la sicurezza con il bando Isi che porta le risorse per l'acquisto di nuovi mezzi agricoli da 90 a 248 milioni di euro. A darne notizia è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Inail gennaio–ottobre 2025, con i fondi del bando ISI per i trattori che triplicano per consentire l'acquisto di nuovi mezzi dotati dei più moderni strumenti di sicurezza.

Attraverso il coordinamento tra Masaf, Inail, Ismea e Crea, i trattori più datati ancora in circolazione saranno adeguati agli standard di sicurezza più recenti mediante l'installazione di dispositivi di protezione aggiuntivi. Gli interventi di ammodernamento dei trattori agricoli e forestali saranno finanziati con uno stanziamento di 10 milioni di euro provenienti dal bilancio Inail 2025. I fondi sono destinati alle micro, piccole e medie imprese dei settori agricolo, agroindustriale, agromeccanico e agroalimentare, una platea stimata in oltre 5mila imprese che rappresentano l'ossatura del comparto e che incontrano maggiori difficoltà nel sostenere i costi di adeguamento ai nuovi standard di sicurezza.

"Quando si affronta il tema della sicurezza – sottolinea Romano Magrini, responsabile lavoro di Coldiretti – non basta richiamare l'innovazione tecnologica, l'intelligenza artificiale o i dispositivi più avanzati. La sicurezza è innanzitutto una questione culturale. Senza una reale consapevolezza del rischio non può esistere una prevenzione efficace. Serve una cultura della sicurezza che parta dalla scuola, entri nei luoghi di lavoro e coinvolga l'intera società". In agricoltura, evidenzia Coldiretti Puglia, le criticità sono ancora più accentuate a causa dell'età media elevata degli operatori, della vetustà dei macchinari, della conformazione complessa dei terreni e dell'autonomia gestionale degli imprenditori agricoli, tutti fattori che aumentano il rischio di infortuni, soprattutto quelli mortali.
"I fatti di cronaca parlano chiaro – prosegue Magrini – ribaltamenti su pendii, guasti meccanici, cadute da scale precarie, incidenti durante lavorazioni svolte in solitudine. In questi contesti la tecnologia può dare una mano, ma non potrà mai sostituire la preparazione, la formazione e l'attenzione quotidiana". Magrini ricorda inoltre che "negli ultimi anni si è investito molto nella formazione, riuscendo a ridurre il numero degli infortuni". Un'attenzione particolare va riservata anche ai lavoratori dipendenti, soprattutto quelli a tempo determinato e stranieri, che risultano maggiormente esposti ai rischi. "Spesso – osserva Magrini – non riescono ad accedere a percorsi formativi adeguati nei brevi periodi di assunzione". Da qui la necessità di rafforzare informazione e formazione, considerate leve fondamentali per un cambiamento strutturale, che vada oltre il semplice adempimento normativo e punti alla tutela della vita e della salute.
Coldiretti è impegnata da tempo sul fronte della prevenzione con piani formativi per RSPP, corsi aziendali sull'uso sicuro dei macchinari agricoli, consulenze per la valutazione dei rischi e campagne di informazione diffuse sul territorio. Ma, avverte Magrini, serve un salto di qualità complessivo: "È indispensabile rafforzare la collaborazione tra enti pubblici, associazioni datoriali, sindacati ed enti bilaterali. I bandi Inail per il rinnovo dei macchinari sono uno strumento importante, ma devono essere più accessibili. L'EBAN investe risorse rilevanti nella formazione e molte EBAT forniscono DPI e supportano gli RLST, ma tutto questo, da solo, non è ancora sufficiente".

Tra le priorità individuate da Coldiretti c'è una maggiore attenzione alle imprese agricole a conduzione diretta. La formazione deve essere concreta, efficace e realmente accessibile. Servono inoltre piani di comunicazione strutturali e continui, non limitati alle fasi emergenziali, e la rimozione di ostacoli normativi come il vincolo del "de minimis", che limita l'utilizzo dei fondi interprofessionali per la formazione obbligatoria in agricoltura.
"Se vogliamo davvero salvare vite – conclude Magrini – dobbiamo rimettere la sicurezza sul lavoro al centro di un nuovo patto educativo, economico e sociale, con determinazione, umiltà e un impegno costante su informazione e formazione".
Incentivare l'innovazione resta fondamentale per innalzare i livelli di sicurezza nel lavoro agricolo, ma molto resta ancora da fare. Per questo, ribadisce Coldiretti, è necessario proseguire con decisione sulla strada della semplificazione, della trasparenza, dell'innovazione tecnologica e della formazione, accompagnando le imprese nello sforzo di prevenzione. Importanti, in questo senso, le risorse messe a disposizione da Inail per il rinnovo e l'ammodernamento del parco macchine.
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