Istituto “Antonio Quarto di Palo” di Andria dei Padri Trinitari
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Attualità

Vertenza Centro di Riabilitazione Quarto di Palo: CGIL, CISL e UIL replicano all'ARIS Puglia

«I mancati adeguamenti tariffari imputabili alla Regione Puglia, stanno vessando gli interessi basilari dei lavoratori»

In una nota, la FP CGIL BAT, la CISL FP Bari Bat e la UIL FPL Bari Bat Puglia chiariscono i termini della vertenza in atto con il Centro di Riabilitazione Quarto di Palo e replicano all'ARIS Puglia.

«In seguito al comunicato stampa emesso dall'ARIS Puglia in data 24 giugno 2025, si rende necessario fare le seguenti precisazioni. Anzitutto, lo stato di agitazione sindacale dei lavoratori del Centro di Riabilitazione Quarto di Palo, indetto per il 1 luglio 2025, con Sit-in innanzi alla Prefettura di Barletta, è ampiamente giustificato ed anzi ormai improcrastinabile. Infatti, a differenza di quanto sostiene l'associazione religiosa, il Centro Riabilitativo Quarto di Palo, nello specifico, non sta assolutamente applicando i dettami della D.G.R. 1490/2022 della Regione Puglia.

Tralascia di evidenziare la citata associazione che i lavoratori del settore domiciliare hanno sì visto un incremento salariale sulla scorta dei parametri del contratto ARIS – AIOP 2022 ma non altro. Pertanto, esclusivamente a questo personale dipendente del Centro Riabilitativo Quarto di Palo sono state effettivamente adeguate le retribuzioni ma non già il contratto, che resta sempre il pregresso e obsoleto ARIS 2012, con tutto ciò che ne consegue in termini di ore lavorative, garanzie e quant'altro. In aggiunta a ciò, deve farsi notare come la stragrande maggioranza dei lavoratori di Quarto di Paolo, non siano sul settore domiciliare, bensì in altri settori quali quello ambulatoriale, seminternato e centro diurno, in particolar modo. E per tutti questi lavoratori nulla è cambiato dall'anno 2012 (anno a cui risale il contratto ARIS attualmente vigente) ! D'altra parte, per ciò che attiene la circostanza che il Presidio di Riabilitazione Antonio Quarto di Palo, unitamente e tutti i Centri Pugliesi, non percepiscono alcun incremento tariffario sulla base dei regolamenti regionali pregressi, questo non giustifica la mancata applicazione di una norma regionale che, è bene sottolineare, resta valida e pienamente efficace da un punto di vista strettamente giuridico. Il profilo squisitamente tariffario, poi, attiene prioritariamente agli interessi delle organizzazioni datoriali e non a quelle dei lavoratori. Pertanto, non comprendere che dalla mancata applicazione della Delibera di Giunta Regionale n.1490/2022 derivino gravi profili di disparità di trattamento dei lavoratori vuol dire non vedere lo stato delle cose. Ma v'è di più! I ricorsi avanzati innanzi al TAR Puglia dall'ARIS afferiscono presunte illegittimità di una normativa regionale che comunque allo stato si ribadisce resta valida ed efficace. Non può sottacersi, altresì, come le istanze cautelari di sospensione dell'efficacia della citata D.G.R. siano state tutte integralmente rigettate dal TAR della Puglia, con ciò confermando in toto la piena validità ed efficacia esecutiva della normativa impugnata. E la D.G.R. 1490/2022 ha un chiaro ed inequivocabile intento: esplicitare la volontà del governo regionale nel voler riconoscere quale CCNL di lavoro per la sanità privata accreditata della salute mentale e della riabilitazione ex art. 26 il CCNL AIOP ! Ancora, se è pur vero che la svalutazione monetaria ha colpito il nostro paese negli ultimi anni, quest'ultima incide in maniera ancor più grave sulle tasche dei lavoratori dipendenti del presidio Antonio Quarto di Palo che, a fronte di uno stipendio mensile fermo ad oltre un decennio addietro, si trovano loro malgrado ad affrontare spese sempre più insostenibili. Per di più, l'accordo ponte intercorso il 24/01/2024 con l'ARIS Puglia è solo un granello nel mare magno della pesante situazione lavorativa che i lavoratori tutti del centro di riabilitazione in oggetto vivono quotidianamente, volendo tacere i numerosi disservizi e problematiche interne, in special modo del settore seminternato. D'altra parte, l'ARIS Puglia offende una norma costituzionale quale l'art. 36 Cost. il quale espressamente recita "Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa." Orbene, i numerosi argomenti sostenuti nel comunicato stampa dell'ARIS non fanno altro che avvalorare l'illegittimità, anche costituzionale, dei comportamenti tutti perpetrati dagli enti datoriali che, a fronte di mancati adeguamenti tariffari imputabili alla Regione Puglia, stanno vessando gli interessi basilari dei lavoratori. Queste sono, solo in parte, le motivazioni dello stato di agitazione! In ultimo, se si è arrivati ad indire un sit-in di tal portata è proprio perché il tempo del dialogo è ormai finito».
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