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Centro "Quarto Di Palo"
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Stato di agitazione dei lavoratori del Centro di Riabilitazione "Quarto di Palo", interviene il gestore

La nota dell'ARIS, l'Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari Sede Regionale Puglia e Basilicata

Novità sulla vertenza dei dipendenti del Centro di Riabilitazione "Quarto di Palo" di Andria. Registriamo l'intervento dell'ARIS Puglia, ovvero dell'Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari Sede Regionale Puglia e Basilicata cui aderisce l'istituto andriese.

In una nota, «prendendo atto dello stato di agitazione dei lavoratori del Centro di Riabilitazione Quarto di Palo, indetto per il 1 luglio 2025 con Sit-in innanzi alla Prefettura di Barletta, comunica quanto segue.
- Il Presidio di Riabilitazione "Antonio Quarto di Palo" in Andria e ogni altro Centro Riabilitativo ARIS presente in Puglia, in ossequio a quanto previsto dalla Delibera di Giunta della Regione Puglia n. 1490/2022, sta regolarmente applicando ai lavoratori che effettuano prestazioni domiciliari e TRIP, il contratto ARIS – AIOP (personale non medico) del 08.10.2020.
Corre l'obbligo al contempo di evidenziare che nella Regione Puglia i Regolamenti nn. 12/2015 e 22/2019 non sono operativi, in attesa del completamento della fase transitoria prevista dagli stessi (pre-intese e riaccreditamenti). Pertanto lo stesso Presidio di Riabilitazione A. Quarto di Palo, unitamente e tutti i Centri Pugliesi, non percepiscono alcun incremento tariffario prevedibile per siffatti regolamenti.
Inoltre, in data 24.01.2024 l'ARIS (a livello Nazionale) per andare incontro alle esigenze di tutti i lavoratori, ha sottoscritto unitamente a CGIL FP, CISL FP e UIL FPL, un accordo ponte che rinnova il CCNL ARIS Centri di Riabilitazione e RSA, il quale prevede un importante incremento retributivo in favore dei lavoratori, la cui incidenza economica - ad oggi - è sostenuta dai bilanci dei Centri di Riabilitazione, non essendo previsto alcun adeguamento tariffario a copertura dei maggiori costi di personale.
Ma vi è più: ad oggi l'ARIS Puglia ha proposto una serie di ricorsi al TAR Puglia, poiché le tariffe previste per i suddetti regolamenti (approvate con la ridetta DGR n. 1490/2022), che in teoria - a regime - dovrebbero coprire i maggiori costi anche di personale, risultano errate nei calcoli ed inadeguate a remunerare gli stessi lavoratori.
Da stime effettuate gli incrementi tariffari pensati dalla Regione Puglia risulterebbero inferiori del 25% circa rispetto ai costi di produzione e di personale, senza considerare che dall'ultimo incremento tariffario (DGR n. 2185/2021) ad oggi si è registrata una svalutazione monetaria del 20% circa (indice ISTAT FOI), senza che alcun adeguamento al maggiore livello dei costi dovuto all'inflazione sia stato compensato da adeguamenti tariffari.
Orbene, non si comprendono dunque le motivazioni dello stato di agitazione da parte delle stesse Organizzazioni Sindacali che nel 2024 hanno sottoscritto con l'ARIS l'accordo di incremento salariare, oggi applicato da tutti i Presidi di Riabilitazione Pugliesi ARIS.
L'ARIS Puglia, pertanto, restando sempre disponibile ad un dialogo auspica - di contro - azioni sinergiche con i sindacati dei lavoratori e la Regione Puglia, al fine di revisionare i succitati regolamenti regionali, mai entrati in vigore ed ormai obsoleti di circa 10 anni, migliorando l'efficienza, l'efficacia e la qualità del servizio sanitario offerto alla collettività, con una riduzione delle liste d'attesa e maggiore presa in carico dei pazienti, nonché un adeguato incremento tariffario per far fronte alla corretta remunerazione di tutti i fattori produttivi».
  • Comune di Andria
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  • prefettura barletta andria trani
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