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Puglia al secondo posto per parti cesarei. La fotografia delle gravidanze nel Tacco d'Italia

Secondo il “Rapporto annuale sull’evento nascita” si diventa mamme sempre più tardi, intorno ai 33 anni

In Puglia nel 2015 ci sono stati 31.562 parti soprattutto con taglio cesareo e di donne con una età compresa tra i 30 e i 39 anni. E' la fotografia che emerge dal "Rapporto annuale sull'evento nascita in Italia", a cura dell'Ufficio di Statistica, che illustra le analisi dei dati rilevati per l'anno 2015 dal flusso informativo del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP). Quello che balza agli occhi leggendo cifre e grafici è il fatto che in Puglia, rispetto alle altre regioni, si fa ancora troppo ricorso al parto cesareo. Il tacco d'Italia infatti è al secondo posto in Italia per ricorso a questa tecnica, con il 42,9 % dei parti. Un risultato di poco inferiore alla Campania in cui si registra addirittura un 50% dei casi. Rispetto al luogo del parto esiste un'elevata propensione all'uso del taglio cesareo nelle case di cura accreditate, in cui si registra tale procedura in circa il 48% dei parti contro il 31,9% negli ospedali pubblici.

Secondo la rilevazione del 2015, su un totale di 500 punti nascita, si registra un numero di parti in ospedale pari al 100,2% ed un numero di nati vivi pari al 99,8% di quelli registrati presso le anagrafi comunali nello stesso anno. L' 89,1% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati, il 10,9% nelle case di cura private e solo lo 0,1% altrove (altra struttura di assistenza, domicilio, etc). L'età media della madre in Puglia, così come nelle altre regioni è di 32,8 anni mentre scende a 30,1 anni per le cittadine straniere. I valori mediani sono invece di 33 anni per le italiane e 30 anni per le straniere. L'età media del primo figlio è per le donne pugliesi, come anche di quelle delle altre regioni, tra i 30 e i 39 anni. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media invece intorno ai 28,4 anni. Delle donne che hanno partorito nell'anno 2015 il 43,8% ha una scolarità medio alta, il 28,6% medio bassa ed il 27,6% ha conseguito la laurea. Fra le straniere prevale invece una scolarità medio bassa (46,4%).

L'analisi della condizione professionale evidenzia che il 55,4% delle madri ha un'occupazione lavorativa, il 29,6% sono casalinghe ed il 13% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione. La condizione professionale delle straniere che hanno partorito nel 2015 è per il 52,9% quella di casalinga a fronte del 62,2% delle donne italiane che hanno invece un'occupazione lavorativa. Nell'87% delle gravidanze il numero di visite ostetriche effettuate è superiore a 4 mentre nel 73,9% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. Ma se sono soprattutto le mamme ad accompagnare le figlie dal medico durante la gravidanza, in sala parto che succede? Secondo il rapporto, e qui tutte le regioni sono piuttosto allineate, la donna ha accanto a sé al momento del parto (esclusi i cesarei) nel 92,27% dei casi il padre del bambino, nel 6,36% un familiare e nell'1,37% un'altra persona di fiducia. Resta da capire quanti di questi padri hanno gradito questa opportunità e quanti in realtà ne avrebbero fatto volentieri a meno.
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