Comune di Andria panoramica. <span>Foto Francesco Casiero </span>
Comune di Andria panoramica. Foto Francesco Casiero
Politica

Intergruppo: "Il primato oscuro di Andria, 21 autorizzazioni ZES e il vuoto dei controlli"

L'intergruppo consiliare chiede chiarezza

"In risposta alle recenti dichiarazioni del dott. Vincenzo Caldarone, l'Intergruppo Consiliare "Ambiente, Salute e Cultura" -composto dall'avv. Coratella Michele - Mov. 5 Stelle; l'avv. Coratella Vincenzo – Mov 5 Stelle, l' avv. Di Lorenzo Michele – Indipendente di sinistra e dal dott. Grumo Gianluca di Azione- esprime una posizione più cauta e riflessiva su quanto sta avvenendo con le Zone Economiche Speciali (ZES) ad Andria. Dietro i numeri celebrati come "vitalità imprenditoriale" si nasconde una realtà preoccupante: procedure accelerate che bypassano il Comune, varianti urbanistiche non tracciate, oneri e garanzie per la collettività non verificati. Andria è al primo posto nel Mezzogiorno per progetti ZES: 21 autorizzazioni rilasciate e 55 in istruttoria. Questo primato, tuttavia, non può essere valutato solo in termini quantitativi, ma deve essere analizzato per la sua qualità amministrativa e per i suoi effetti sul territorio. Quello che viene presentato come un risultato positivo rischia, in realtà, di essere l'ennesimo capitolo di una pericolosa cultura della deroga, che svuota le competenze dell'ente locale e sostituisce la pianificazione partecipata con autorizzazioni calate dall'alto.

Il Paradosso del successo senza struttura
Questo record di autorizzazioni è il sintomo di una procedura che funziona proprio perché è derogatoria. Lo Sportello Unico Digitale (SUD) ZES, centralizzato a livello nazionale, autorizza interventi senza che il Comune di Andria abbia il tempo e gli strumenti per condurre un'istruttoria decente. Le pratiche vengono spesso valutate in assenza del parere tecnico dell'ente locale, l'unico a conoscere a fondo le dinamiche del proprio territorio, o in alcuni casi vengono approvate con valutazioni superficiali che giustificano cicli produttivi incompatibili con le norme del PRG.

Il Buco Nero delle Varianti Urbanistiche
La normativa ZES prevede che la determinazione della conferenza di servizi costituisca automaticamente variante urbanistica, senza necessità di delibera consiliare. Ma quante di queste varianti sono state prodotte? Come vengono registrate nel PRG? È dovere dell'Intergruppo chiedere conto di questa assenza di tracciabilità, che rappresenta una grave lesione del principio democratico di governo del territorio. Allo stesso modo, le autorizzazioni vengono rilasciate senza che siano mai state chiarite questioni fondamentali per la cittadinanza: gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria sono stati correttamente calcolati? Chi pagherà le opere di urbanizzazione necessarie? Con quali garanzie, come convenzioni sottoscritte prima dell'inizio dei lavori, il Comune tutela l'interesse pubblico? La ZES si disinteressa di questi adempimenti, che rimangono in capo al Comune, il quale sembra non esercitare i propri poteri di controllo.

La pianificazione sostenibile è partecipata, non derogatoria
Una corretta pianificazione sostenibile richiede il confronto partecipato per trasformare le aree libere del PRG, organizzando una corretta rete viaria, assicurando i servizi a rete e collegando armoniosamente i nuovi comparti con la città esistente. L'attuale approccio, invece, rischia di favorire unicamente l'interesse del privato, scaricando sulla collettività futuri costi per sopperire a carenze infrastrutturali e inquinamento aggiuntivo.

L'esperienza di Bari è un monito
Non si tratta di allarmismi. A Bari il Comune ha dovuto opporsi formalmente a progetti ZES che prevedevano edifici di 45 metri senza piani esecutivi e destinazioni d'uso speculative, mascherate da attività produttive. La procedura semplificata rischia di diventare un cavallo di Troia per eludere le regole fondamentali.

La nostra posizione
L'Intergruppo ribadisce che lo sviluppo è necessario, ma deve essere democratico, controllato e rispettoso delle regole. Chiediamo pertanto all'Amministrazione comunale:
1.Trasparenza immediata su tutte le varianti urbanistiche già prodotte dalle autorizzazioni ZES e sulle modalità della loro registrazione.
2.Verifica stringente del pagamento di tutti gli oneri di urbanizzazione e della sottoscrizione delle convenzioni necessarie a tutela del patrimonio comunale.
3.Un'assunzione di responsabilità nell'esercitare i poteri di controllo e nell'opporsi, seguendo l'esempio di altre città, a procedure che svuotano la potestà urbanistica dell'ente locale.

Celebrare un primato numerico senza garantire i controlli non significa portare sviluppo, ma aprire la porta a una speculazione mascherata da progresso. La vera sfida per Andria è invertire questa rotta, riaffermando il ruolo centrale del Comune e della comunità nelle scelte che disegnano il futuro della città", conclude l' Intergruppo consiliare "Ambiente, Salute e Cultura".
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  • Intergruppo Ambiente Salute e Cultura
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