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Contenzioso Dehors, il TAR dà ragione al Comune di Andria

Le tariffe sono state applicate correttamente

Nei giorni scorsi Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza) ha pronunciato sentenza sul ricorso proposto da Unionecommercio Puglia - Unione Italiana Imprese del Commercio, Turismo e Terziario Indipendenti e 12 esercizi commerciali titolari di occupazioni di suolo pubblico con strutture destinate alla somministrazione all'aperto (dehors), contro il Comune di Andria, con cui si chiedeva l'annullamento della delibera di Giunta n. 237/2024 con cui il Comune di Andria ha approvato le tariffe e i coefficienti moltiplicatori per l'anno 2025 del Canone Unico Patrimoniale e della delibera di Consiglio Comunale n.1/2025, con cui il Comune ha approvato le modifiche al Regolamento per la disciplina del Canone Unico Patrimoniale.

Il TAR ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Secondo il Giudice Amministrativo "l'Ente ha costantemente applicato, sin dall'introduzione del canone unico nel 2021, una riduzione del 30 percento sulla tariffa deliberata per i dehors permanenti. Tale prassi, considerata unitamente alla manovra tariffaria complessiva, conferma l'orientamento del Comune verso un punto di equilibrio tra le esigenze di gettito e la sostenibilità del prelievo per gli operatori economici del settore della somministrazione. La complessiva condotta dell'Ente, nelle sue diverse articolazioni (fissazione delle tariffe, applicazione dei coefficienti, riconoscimento della riduzione), configura una policy tariffaria orientata alla gradualità, non ravvisandosi alcun intento punitivo o emulativo nei confronti della specifica categoria dei titolari di dehors". Con questa sentenza termina il braccio di ferro tra il Comune ed alcuni operatori commerciali, attraverso alcune associazioni di categoria, che ritenevano di essere stati destinatari, nel febbraio2025, di avvisi di pagamento recanti importi ritenuti sproporzionati rispetto alle annualità precedenti.

In verità, in più circostanze l'Assessore alle Finanze, sia durante il Consiglio Comunale, sia durante gli incontri con le più rappresentative associazioni di categoria aveva spiegato le ragioni che avevano comportato la rivisitazione delle tariffe approvate, come accaduto nell'ultimo tavolo tecnico, tenutosi ad aprile 2025 con Confcommercio, Confesercenti e un rappresentante degli operatori del Contro Storico. Ciononostante una dozzina di operatori si è rifiutata di pagare il Canone vigente ritenendo che "la manovra tariffaria avrebbe prodotto un incremento sproporzionato e irragionevole del prelievo sui dehors, utilizzando tale categoria come strumento compensativo in assenza di adeguata motivazione e nel mancato rispetto dei principi di proporzionalità e buona amministrazione" (si legge nella sentenza).
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