
Attualità
Alberi rinsecchiti in centro e nei parchi: Andria paga per gli anni di scarsa manutenzione
Non sono solo i pini malati della villa comunale a richiedere attenzione
Andria - domenica 18 gennaio 2026
6.35
Aiuole desolatamente vuote, come a piazza Imbriani, o con un albero ormai morto da anni, il caso di via Cappuccini o con i soli pali di sostegno rimasti a ricordare che un tempo erano stati piantumati in quel luogo dei giovani arbusti, come per l'aiuola di via Macchie di Rose, nella parte retrostante il Camposanto.
Sono alcuni casi, eloquenti, della non edificante condizione in cui versa il verde pubblico cittadino. Casi non generalizzati, sia ben inteso, che purtroppo si vanno a sommare alle recenti cadute di pini malati avvenute nella pineta della villa comunale. Cadute di alberi molto pericolose per la pubblica incolumità, non solo ad Andria, come ad esempio quella avvenuta e filmata della palma abbattutasi a Trani su un'autovettura in transito. Eventi causati da combinazioni di fattori come maltempo (venti forti, piogge intense, siccità), problemi radicali (marciumi fungini, danni meccanici da scavi, compattazione del suolo), malattie, parassiti e invecchiamento, che compromettono la stabilità dell'albero, spesso con segnali visibili come rami secchi o tagli scorretti.
Andria ha visto negli ultimi decenni pagare uno scotto negativo in fatto di superficie destinata a verde. E' prevalsa la logica del cemento. Pochissimi interventi per la realizzazione di nuove aree a verde, mentre quelle presenti pagano un conto drammatico per una scarsa o episodica manutenzione, come ad esempio il caso della magnolie di corso Cavour.
Non è un caso se Andria, tra i capoluoghi di provincia pugliesi, è agli ultimi posti, se non all'ultimo, per percentuale di aree a verde pubblico pro capite. Per fortuna registriamo costantemente iniziative locali di volontariato per la cura e la piantumazione di specie arboree autoctone e più resistenti per affrontare i cambiamenti climatici o gli attacchi dei parassiti, ma senza alcun dubbio servono iniziative più incisive per garantire con la salute anche una maggior dotazione di verde urbano. Troppo pochi i finanziamenti comunali o quelli intercettati per colmare questo gap. Andria ha bisogno di un deciso cambio di rotta, cominciando ad esempio a riempire di verde gli standard urbanistici a ciò destinati, ancora troppi desolatamente vuoti.
Sono alcuni casi, eloquenti, della non edificante condizione in cui versa il verde pubblico cittadino. Casi non generalizzati, sia ben inteso, che purtroppo si vanno a sommare alle recenti cadute di pini malati avvenute nella pineta della villa comunale. Cadute di alberi molto pericolose per la pubblica incolumità, non solo ad Andria, come ad esempio quella avvenuta e filmata della palma abbattutasi a Trani su un'autovettura in transito. Eventi causati da combinazioni di fattori come maltempo (venti forti, piogge intense, siccità), problemi radicali (marciumi fungini, danni meccanici da scavi, compattazione del suolo), malattie, parassiti e invecchiamento, che compromettono la stabilità dell'albero, spesso con segnali visibili come rami secchi o tagli scorretti.
Andria ha visto negli ultimi decenni pagare uno scotto negativo in fatto di superficie destinata a verde. E' prevalsa la logica del cemento. Pochissimi interventi per la realizzazione di nuove aree a verde, mentre quelle presenti pagano un conto drammatico per una scarsa o episodica manutenzione, come ad esempio il caso della magnolie di corso Cavour.
Non è un caso se Andria, tra i capoluoghi di provincia pugliesi, è agli ultimi posti, se non all'ultimo, per percentuale di aree a verde pubblico pro capite. Per fortuna registriamo costantemente iniziative locali di volontariato per la cura e la piantumazione di specie arboree autoctone e più resistenti per affrontare i cambiamenti climatici o gli attacchi dei parassiti, ma senza alcun dubbio servono iniziative più incisive per garantire con la salute anche una maggior dotazione di verde urbano. Troppo pochi i finanziamenti comunali o quelli intercettati per colmare questo gap. Andria ha bisogno di un deciso cambio di rotta, cominciando ad esempio a riempire di verde gli standard urbanistici a ciò destinati, ancora troppi desolatamente vuoti.





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