Marmo Vs D'Ambrosio
Marmo Vs D'Ambrosio
Politica

Quando il dibattito politico corre sui... social

Lancio di accuse e pungenti stilettate tra il forzista Marmo ed il deputato pentastellato D'Ambrosio

Un vivace dibattito da far rimpiangere i confronti politici delle tribune elettorali, nelle quali, Mamma Rai, in quel bel tempo che fu, in totale regime monopolista, aveva come moderatore insuperabile quel giornalista di razza che fu Jader Jacobelli (un nome che ai giovani può non dir nulla). Forse solo lui ieri sera avrebbe potuto tenere a freno il forzista capogruppo regionale, Nino Marmo, ed il deputato pentastellato, Giuseppe D'Ambrosio, che tra temi di politica locale e vicende nazionali particolarmente delicate quali l'ILVA di Taranto, si sono letteralmente scontrati, all'arma bianca su fb, con post che sembravano più sanguigne stilettate che pungenti note di carattere politico.

E' stato Giuseppe D'Ambrosio che ha voluto rimarcare il ruolo che il capogruppo forzista ha assunto in questi anni di amministrazione di centro destra a Palazzo San Francesco, ad Andria.

"Nino Marmo. Consigliere regionale pugliese di Forza Italia e consigliere comunale ad Andria.

Consigliere regionale da 23 anni(!!!) ed anche assessore regionale pugliese.
Consigliere comunale ad Andria da decenni ed anche Presidente del Consiglio comunale ed ora anche "bella addormentata nel bosco" del dissesto di giorginiana memoria di cui è pienamente complice!
Poltronista da far invidia a quelli di Maria De Filippi!!!

Dopo tutti questi anni in cui potevi fare qualcosa per Taranto (anche governando l'Italia con il tuo partito e la Regione!) e ci hai regalato questo disastro, assieme a tutta la classe politica che in questi anni ti ha accompagnato, fai anche il predicatore?!
Ma un po' di sana vergogna no?!

Abbiamo fatto un primo passo su Ilva, abbiamo fatto il massimo nella situazione peggiore che potessimo ereditare ma questo è solo il primo passo, perché Taranto e i Tarantini saranno tutelati e tra circa due settimane Luigi Di Maio sarà a Taranto per spiegare come.

Voi intanto, attaccati da decenni alle vostre poltrone, e lei caro consigliere regionale e comunale Nino Marmo ne è un grande esempio, fareste meglio a non parlare perché così rendete evidente quanto siete stati dannosi e inutili per i pugliesi in tutti questi anni.
Abbiate la decenza di tacere e farci lavorare".


Non è rimasto a corto di argomenti il presidente Marmo, che da politico navigato, ha saputo introdurre la conversazione su uno dei temi più delicati della politica nazionale, quella vicenda ILVA di Taranto che sta creando non poco dibattito tra le compagini politiche ed all'interno degli stessi pentastellati.

"Caro D'Ambrosio, come sempre le sue parole confermano le mie tesi. Non sapendo come rispondere sull'Ilva cerca di menarla in caciara con questo post pieno di livore su di me e sui miei anni in politica. Dato che non è la prima volta che lo fa, ci tengo a mettere le cose in chiaro: Io sono stato sempre eletto dai cittadini, sempre. Non ho mai avuto posti assicurati o paracadute. I cittadini hanno barrato e scritto il mio nome sulla scheda. Se in questi anni ho ricevuto la loro fiducia forse qualcosa di buono l'ho fatto. La politica per alcuni, e per me senza dubbio, non è mercimonio o arricchimento come lei volgarmente cerca di farla passare. E se pensa di spaventarmi, con questo atteggiamento da bullo da quattro soldi, o di lapidarmi in pubblica piazza con me ha sbagliato proprio. Sarò sempre qui a rintuzzarla e a spiegare alle persone chi siete realmente. Parlando alla testa e non alla pancia.

Venendo al punto, perché io ci arrivo al punto a differenza sua. Quello che "voi" avete fatto su Ilva non è altro che l'attuazione del piano Calenda che è un buon piano che tiene insieme riconversione e occupazione. Il punto è che in campagna elettorale avete preso i voti promettendo la chiusura. Avete usato la rabbia dei cittadini di Taranto a fini elettorali sapendo benissimo che non potevate fare quello che andavate promettendo. E vi siete spinti così avanti nella vostra posizione che in questi ultimi mesi avete cercato qualsiasi pretesto pur di far saltare il banco, fino ad addurre un presunto parere contrario dell'Avvocatura dello Stato.

Si vada a rivedere il mio comunicato di Luglio in cui criticavo le esternazioni dei suoi collegi 5stelle che continuavano a parlare di chiusura e criticavo il modo di fare del suo Ministro di Maio.

Pretendere delle scuse da parte sua sarebbe troppo, mi permetta però di dirle una cosa. Il suo modo di rispondere è tipico di chi non ha argomenti e non si riesce a confrontare. Questo non si addice a un Parlamentare o meglio si addice a quei parlamentari su cui voi vi scagliavate e volevate cacciare. Lo volevate così tanto che alla fine ne avete preso il posto, diventando esattamente uguali. Rincorsi a Taranto dalla folla inferocita".


E la controreplica, se così possiamo chiamarla, ma siamo convinti che altri momenti di acceso confronto non mancheranno di esserci già nei prossimi giorni, ha permesso a D'Ambrosio non solo di rintuzzare alle accuse di Marmo ma addirittura di ricordare momenti della vita politica cittadina, ai più sconosciuti, rendendoli di pubblico dominio.


"Caro Consigliere regionale e comunale Nino Marmo,
Livore io?!
Io che una volta rischiai le botte perché lei urlava aizzando i suoi amici galoppini davanti ad una mia protesta ad un comizio dell'allora candidato Presidente della Provincia Francesco Ventola e per poco questi non mi menarono e fui salvato dall'allora assessore De Feo? Noooo, non mi permetterei mai di superarla.

Ricordi ameni a parte, nessuno ha mai messo in discussione il suo consenso elettorale ma piuttosto parlavo di quello di cui dovrebbe sentirsi politicamente responsabile ma ormai dopo che sta facendo "la bella addormentata nel bosco" sul fallimento del Comune di Andria, causato dal suo amico Sindaco Giorgino, ho perso le speranze che lei possa essere così onesto intellettualmente da prendersi le sue responsabilità politiche.

A differenza sua, NOI invece, le nostre responsabilità ce le prendiamo tutte e abbiamo affrontato un problema che in tre mesi non è certamente stato causato da noi ma che abbiamo promesso di risolvere e risolveremo.
Il primo passo non è stato possibile farlo come volevamo, ma abbiamo migliorato il disastro di un accordo fatto a favore dell'azienda ed a discapito di Taranto e dei lavoratori.

Lei quando parla di Calenda e dice che noi abbiamo fatto la stessa cosa, dice il falso, cosa che ultimamente fa spesso per nascondere i suoi fallimenti!

Lo stabilimento Ilva era stato già venduto con un contratto sottoscritto nel 2017 e tenuto nascosto dal precedente Governo. Un contratto che prevedeva meno garanzie ambientali e non prevedeva alcun accordo sindacale.

Gara rivelata illegittima per eccesso di potere come dimostrato prima dall'ANAC e poi dall'Avvocatura dello Stato. Ma per l'annullamento non basta, per legge, l'illegittimità; serve un interesse pubblico concreto ed attuale che non si è verificato, in quanto i fatti risalgono a circa due anni fa. Due anni in cui è successo di tutto. I due anni del delitto perfetto.
Inoltre, se anche una sola azienda avesse chiesto di poter essere reintegrata nella gara, avremmo potuto annullarla per opportunità. Ma l'unica altra cordata che partecipò a questa gara, oggi, dopo due anni, non esiste più.

Cosa abbiamo ottenuto con la trattativa del Ministro Di Maio rispetto a Calenda ed alle sue menzogne?

1. Abbiamo ottenuto che l'aumento della produzione di acciaio, oltre sei milioni di tonnellate annue, sia condizionato alla dimostrazione da parte dell'azienda, documentata al Ministero dell'Ambiente, che le emissioni complessive di polveri dell'impianto non superino i livelli collegati alla produzione a 6 milioni. In conformità ai limiti che pone l'ARPA Puglia.

2. Per il problema della diffusione delle polveri: rispetto alla scadenza iniziale del 2021, è stato ottenuto l'anticipo della copertura dei parchi minerari entro il 2019. Per la prima volta sono stati fissati anche i tempi intermedi per la copertura dei parchi: entro aprile 2019 l'azienda sarà obbligata a coprire il 50% della zona del parco più vicino al quartiere Tamburi.

3. Sul piano occupazionale si partiva da 10000 assunzioni e centinaia di esuberi, si è arrivati a 10700 con zero esuberi: tutti i dipendenti riceveranno una proposta di lavoro. All'ILVA di Taranto non si applicherà il Jobs Act: gli operai saranno assunti mantenendo integro l'articolo 18 e tutti i diritti pregressi, anche quelli economici e di anzianità.

4. Taranto ha bisogno di una legge speciale per ripartire dopo decenni in cui si è giocato con la vita delle persone e dei lavoratori. Una vera riconversione economica, partecipata dai cittadini, che impegnerà il Governo nel destinare risorse straordinarie per il rilancio di questa città, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio e con una serie di azioni legislative mirate.

Come ho detto questi sono solo i primi passi e la rabbia dei tarantini è comprensibile perché esasperati da decenni di false promesse della sua classe politica che invece di fare silenzio ora specula sulla loro rabbia.
Ma noi siamo onesti e convinti che questi siano solo i primi passi per avviare finalmente Taranto ed i tarantini ad una vera riconversione e bonifica di un territorio in cui sono state fatte le peggiori porcherie.

Noi ci mettiamo la faccia, sempre!
E andremo in piazza rispettando e accettando la rabbia dei tarantini ma chiedendo loro di farci provare a impostare il cambiamento.
Quello vero, che comporta tempo e difficoltà evidenti ma che va verso la risoluzione definitiva di un disastro!

Voi invece, lei e tutti gli amministratori regionali degli ultimi 20 anni, dovreste avere gli attributi di andare in piazza a Taranto e chiedere scusa per quello che avete fatto ai tarantini!
Lei consigliere Marmo dovrebbe avere gli attributi per andare in piazza e spiegare ai cittadini andriesi perché in questi anni non si è reso conto del disastro che, lei ed il suo amico Giorgino, stavate provocando ad Andria.
Magari alla fine della spiegazione sarebbe bello se entrambi chiedeste insieme scusa ai cittadini andriesi e annunciaste le vostre dimissioni.

Vabbè, so che non farete nessuna delle due cose, per cui stia sereno, sia a Taranto che ad Andria in piazza ci andremo noi, anche a prenderci le parolacce dei cittadini ma con la testa alta e la speranza".


Un vibrante dibattito sui social che ha fatto passare in secondo piano le ultime sedute della massima assise cittadina, anche questa ricca di accese e sanguigne polemiche.
  • nino marmo
  • giuseppe d'ambrosio
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