refezione scolastica
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Politica

Mensa scolastica: "Cittadini ancora presi in giro"

La consigliera comunale Giovanna Bruno (Pd - Progetto Andria) chiede che si metta fine "a questa manfrina"

Le questioni che riguardano la scuola, ovvero la mensa ma non solo, ancora al centro del dibattito politico cittadino. Registriamo l'intervento della consigliera comunale del Pd - Progetto Andria Giovanna Bruno che chiede di mettere"fine a questa manfrina".

"Non c'è pace in quest'anno scolastico, è davvero il caso di dirlo.
Archiviato, solo momentaneamente, il disagio dei libri di testo arrivati tardi, con soluzioni-tampone cui scuole, librai e famiglie hanno dovuto far ricorso per necessità, a tenere banco è indiscutibilmente la questione mensa scolastica.
Parte, non parte, quando parte, come parte, quanto costa, perché costa di più; e ancora: i bambini entrano prima, i bambini escono dopo ma sempre prima degli anni passati, i bambini devono portare un pasto consistente, i bambini possono portare il pranzo da casa, i bambini non possono portare il pranzo da casa per motivi igienico-sanitari. E poi: in una scuola è partito il servizio in auto-gestione, in un'altra non può partire, in un'altra ancora i genitori non sono d'accordo ma in quell'altra lì sarebbero d'accordo visto che si pagherebbe solo 1,50 euro o al massimo 3 euro per pranzo completo", chiarice la Bruno.
E ancora, "Andando avanti: perché alcuni dirigenti danno una informazione e altri ne danno differenti? Perché in alcune scuole circolano fogli/sondaggio sulla refezione, in altri istituti questo foglio non circola ancora ma circolerà? Perché circola? Chi lo ha commissionato? A che scopo? Perché i genitori dovrebbero esprimersi sulla loro volontà di aderire alla mensa a tariffe maggiorate? Perché le tariffe sono aumentate senza consultazione alcuna? Sono legittime o illegittime queste maggiorazioni? Tante domande, zero risposte. Insomma, già solo scriverla questa storia è una grande confusione. Interpretarla e spiegarla ai cittadini confusi, un'impresa impossibile.
Sullo sfondo, come se non bastasse, l'agitazione di piazza. Legittima, spontanea ma, purtroppo, non sufficiente a far comprendere a questa amministrazione che la deve smettere!
La deve smettere di dire continue menzogne su questo argomento; di prendere tempo a danno dei nostri figli; di pesare ancora sulle tasche dei contribuenti.
La deve smettere di recitare e deve assumersi la responsabilità, per una volta, di dire la verità : la mensa NON PUÒ PARTIRE, non ci sono i presupposti. E se dovesse partire, conti alla mano per tempi tecnici di gara e azioni correlate, non sarebbe prima di fine gennaio e/o metà febbraio. Ciò significherebbe ad anno ormai quasi in fase di completamento, quando le famiglie si saranno già date un assetto che non possono nuovamente modificare, quando i bambini avranno già avuto tanti danni in termini di contrazione dell'attività didattica.
Insomma, ci vuole un po' di dignità quando si amministra, ci vuole un minimo di correttezza. Almeno un minimo.
Chiediamo che si metta la parola FINE a questa manfrina, tutta e solo attribuibile a questa maggioranza di centro-destra che ha clamorosamente fallito, anche su questo", conclude la consigliera comunale.
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