
Attualità
Fermare i cantieri e riaprire il confronto: il Liceo "Nuzzi" di Andria fa muro contro il piano PINQUA
Sotto accusa il progetto PINQUA nei pressi della stazione Sud. Le famiglie chiedono lo stop ai cantieri: «A rischio la sicurezza e la vivibilità degli studenti da settembre
Andria - mercoledì 8 luglio 2026
17.49
Fermare i cantieri, riaprire il confronto istituzionale e tutelare la vivibilità di una comunità scolastica che, dal prossimo settembre, rischia di vedere stravolta la propria quotidianità. È questo il fulcro della mobilitazione spontanea nata nel cuore dell'estate tra le famiglie del Liceo Scientifico "R. Nuzzi" di Andria, preoccupate per l'impatto dei lavori legati al piano comunale PINQUA "Terra" nei pressi della stazione di Andria Sud. Una mobilitazione che ha appena trovato una sponda legale e istituzionale solidissima nel documento ufficiale firmato dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) e dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dell'istituto. Quella che era nata come una protesta logistica dei genitori si è così trasformata in una formale contestazione sindacale, basata su precise violazioni normative e sul diritto alla salute.
I timori, sollevati inizialmente in seno al Consiglio d'Istituto, si sono concretizzati quando le ruspe hanno fatto il loro ingresso nell'area del liceo, a seguito del decreto definitivo di esproprio firmato dal Comune lo scorso 11 marzo. Da allora, lo sbancamento dei suoli è proceduto in modo serrato per intercettare le scadenze tecniche dei fondi PNRR, costringendo però la scuola a subire quotidianamente polveri, rumori e vibrazioni. Sul punto, la RSU e il RLS sollevano una criticità pesantissima: ad oggi non è stato redatto né condiviso con l'istituto alcun Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI), in aperta violazione del Testo Unico sulla Sicurezza. Senza questo piano condiviso, che l'art. 26 del D.lgs. 81/2008 impone per ridurre al minimo i rischi tra un cantiere esterno e un'attività lavorativa preesistente, la regolare attività didattica e lavorativa di docenti e personale ATA risulta gravemente compromessa.
Al centro della contesa c'è la realizzazione di un parcheggio di scambio per gli autobus e di una nuova rotatoria, un'infrastruttura che sta sorgendo proprio sui terreni che una vecchia pianificazione della Provincia BAT aveva destinato ai campi sportivi esterni e a una piscina interrata del liceo. Quest'ultima, parzialmente costruita, è bloccata da un complesso contenzioso legale con la ditta appaltatrice. Il paradosso urbanistico è evidente: mentre si sperava nel completamento di una succursale che attende la parola "fine" dal lontano 2014, il nuovo intervento del Comune rischia di bloccare tutto definitivamente, privando la scuola di spazi vitali all'aperto e pregiudicando il futuro collaudo delle strutture sportive. I sindacati ricordano infatti che, secondo i parametri ministeriali del D.M. 18/12/1975, un istituto con questa popolazione scolastica dovrebbe disporre di almeno 23.000 metri quadri di spazi verdi e attrezzati; un requisito polverizzato dal nuovo progetto, che riduce l'area utile a poco più di 10.000 metri quadri, quasi interamente occupati dall'edificio principale.
Oltre alla drastica riduzione degli spazi, il progetto introduce forti incognite sulla vivibilità quotidiana dal prossimo autunno. Il terminal bus previsto a ridosso delle aule e della pista di atletica minaccia di trasformarsi in un'emergenza sanitaria e ambientale: il continuo transito di mezzi pesanti esporrà studenti e docenti a livelli insostenibili di smog e inquinamento acustico proprio sotto le finestre delle classi. A ciò si aggiunge il nodo della sicurezza stradale: la nuova rotatoria all'uscita del sottopasso spingerà l'area di manovra dei pullman a ridosso dell'ingresso posteriore dell'istituto, introducendo pesanti rischi per l'incolumità dei pedoni negli orari di punta, senza contare le preoccupazioni strutturali per i profondi scavi stradali adiacenti alla nuova ala della scuola.
Richiamando il Codice Civile, secondo cui gli edifici scolastici fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato e il servizio dell'istruzione deve prevalere sulla viabilità ordinaria, la RSU e il RLS chiedono formalmente l'immediata sospensione dei cantieri in virtù del principio di precauzione. La palla passa ora al Comune di Andria: resta da capire se Palazzo di Città accoglierà l'appello urgente per l'apertura di un tavolo tecnico volto a individuare varianti progettuali, o se la corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti europei avrà il sopravvento sui diritti costituzionali alla salute e alla sicurezza del mondo della scuola.
I timori, sollevati inizialmente in seno al Consiglio d'Istituto, si sono concretizzati quando le ruspe hanno fatto il loro ingresso nell'area del liceo, a seguito del decreto definitivo di esproprio firmato dal Comune lo scorso 11 marzo. Da allora, lo sbancamento dei suoli è proceduto in modo serrato per intercettare le scadenze tecniche dei fondi PNRR, costringendo però la scuola a subire quotidianamente polveri, rumori e vibrazioni. Sul punto, la RSU e il RLS sollevano una criticità pesantissima: ad oggi non è stato redatto né condiviso con l'istituto alcun Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI), in aperta violazione del Testo Unico sulla Sicurezza. Senza questo piano condiviso, che l'art. 26 del D.lgs. 81/2008 impone per ridurre al minimo i rischi tra un cantiere esterno e un'attività lavorativa preesistente, la regolare attività didattica e lavorativa di docenti e personale ATA risulta gravemente compromessa.
Al centro della contesa c'è la realizzazione di un parcheggio di scambio per gli autobus e di una nuova rotatoria, un'infrastruttura che sta sorgendo proprio sui terreni che una vecchia pianificazione della Provincia BAT aveva destinato ai campi sportivi esterni e a una piscina interrata del liceo. Quest'ultima, parzialmente costruita, è bloccata da un complesso contenzioso legale con la ditta appaltatrice. Il paradosso urbanistico è evidente: mentre si sperava nel completamento di una succursale che attende la parola "fine" dal lontano 2014, il nuovo intervento del Comune rischia di bloccare tutto definitivamente, privando la scuola di spazi vitali all'aperto e pregiudicando il futuro collaudo delle strutture sportive. I sindacati ricordano infatti che, secondo i parametri ministeriali del D.M. 18/12/1975, un istituto con questa popolazione scolastica dovrebbe disporre di almeno 23.000 metri quadri di spazi verdi e attrezzati; un requisito polverizzato dal nuovo progetto, che riduce l'area utile a poco più di 10.000 metri quadri, quasi interamente occupati dall'edificio principale.
Oltre alla drastica riduzione degli spazi, il progetto introduce forti incognite sulla vivibilità quotidiana dal prossimo autunno. Il terminal bus previsto a ridosso delle aule e della pista di atletica minaccia di trasformarsi in un'emergenza sanitaria e ambientale: il continuo transito di mezzi pesanti esporrà studenti e docenti a livelli insostenibili di smog e inquinamento acustico proprio sotto le finestre delle classi. A ciò si aggiunge il nodo della sicurezza stradale: la nuova rotatoria all'uscita del sottopasso spingerà l'area di manovra dei pullman a ridosso dell'ingresso posteriore dell'istituto, introducendo pesanti rischi per l'incolumità dei pedoni negli orari di punta, senza contare le preoccupazioni strutturali per i profondi scavi stradali adiacenti alla nuova ala della scuola.
Richiamando il Codice Civile, secondo cui gli edifici scolastici fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato e il servizio dell'istruzione deve prevalere sulla viabilità ordinaria, la RSU e il RLS chiedono formalmente l'immediata sospensione dei cantieri in virtù del principio di precauzione. La palla passa ora al Comune di Andria: resta da capire se Palazzo di Città accoglierà l'appello urgente per l'apertura di un tavolo tecnico volto a individuare varianti progettuali, o se la corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti europei avrà il sopravvento sui diritti costituzionali alla salute e alla sicurezza del mondo della scuola.



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