
Attualità
Clima: più alberi in città aiutano ad abbassare le temperature fino a 1,5 gradi
E nella classifica ISTAT pubblicata da Coldiretti, Andria resta la cenerentola della Puglia per dotazione di verde urbano per abitante
Andria - sabato 11 luglio 2026
5.40
Rafforzare e riqualificare parchi, giardini e alberature rappresenta una scelta strategica perché può contribuire ad abbassare la temperatura media urbana fino a 1,5 gradi, migliorando la salute dei cittadini, la qualità della vita e contrastando gli effetti dell'inquinamento atmosferico. È quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati dell'ultimo report ISTAT sull'ambiente urbano, mentre la regione continua a fare i conti con ondate di calore sempre più intense, bollini arancioni e rossi e temperature che in molte aree interne sfiorano i 40 gradi.
Nei capoluoghi pugliesi la disponibilità media di verde urbano si ferma a soli 10,8 metri quadrati per abitante, meno di un terzo della media nazionale pari a 35,7 metri quadrati pro capite, confermando la Puglia tra le regioni con la minore dotazione di verde urbano. Taranto registra la disponibilità più elevata con 14,4 metri quadrati per abitante, seguita da Brindisi con 11,9, Lecce con 9,6, Bari con 9,2, Foggia con 9, Trani con 8,8, Barletta con 8,4 e Andria con 7,4 metri quadrati per abitante.
Nei capoluoghi pugliesi sono censiti quasi 140 mila alberi. Bari guida la classifica con oltre 30 mila alberi, seguita da Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi, mentre Barletta e Andria chiudono la graduatoria con circa 15 mila esemplari. Anche il rapporto tra alberi e popolazione evidenzia ampi margini di miglioramento: Bari dispone di 9,7 alberi ogni 100 abitanti, Taranto di 10,9, Foggia di 14,4, Andria di 15,4, Barletta di 16,2, Lecce di 20,7 e Brindisi di 21,3 alberi ogni 100 residenti. Tra le diverse tipologie di aree verdi, i parchi urbani rappresentano la quota più consistente e Bari si distingue con una superficie destinata a parchi superiore alla media.
Proprio nei centri urbani dove il verde è più scarso si avvertono maggiormente gli effetti delle alte temperature, considerato che alberi e aree verdi svolgono infatti un ruolo fondamentale – insiste Coldiretti Puglia - nel mitigare il caldo grazie all'ombra prodotta dalle chiome e ai processi naturali di traspirazione e fotosintesi, che contribuiscono a raffrescare l'ambiente circostante.
Di fronte a un clima sempre più estremo – sottolinea Coldiretti Puglia – investire nella tutela e nell'incremento del patrimonio verde è una priorità. Un grande parco urbano può ridurre la temperatura dell'area circostante da uno fino a tre gradi rispetto alle zone prive di vegetazione. Più ampia è la copertura verde, maggiori sono i benefici in termini di benessere delle persone, adattamento ai cambiamenti climatici e contrasto ai fenomeni di siccità e desertificazione. Un'area verde urbana di circa 1.500 metri quadrati è in grado di abbassare mediamente la temperatura di 1,5 gradi, estendendo i propri effetti positivi anche alle aree circostanti.
Il verde urbano rappresenta inoltre uno strumento essenziale nella lotta all'inquinamento atmosferico. Secondo un'analisi Coldiretti, una pianta adulta può assorbire ogni anno tra 100 e 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di vegetazione riesce a sottrarre fino a 20 tonnellate di anidride carbonica. Tra le specie autoctone più efficaci figurano farnia, leccio, carpino bianco, acero campestre, tiglio, frassino maggiore e pioppo, insieme ad arbusti come rosa canina, alloro, ligustro, corniolo e biancospino.
Per affrontare con efficacia la sfida dei cambiamenti climatici è necessario ripensare in modo strutturale gli spazi urbani – aggiunge Coldiretti Puglia – incentivando la diffusione del verde pubblico e privato in una regione che continua a registrare una delle più basse disponibilità di verde urbano del Paese. Un impegno che riguarda anche le campagne, dove negli ultimi vent'anni è scomparsa quasi una pianta da frutto su quattro tra pesche, albicocche, agrumi e altre colture frutticole, mentre la Xylella ha devastato milioni di ulivi, con pesanti conseguenze non solo economiche e produttive, ma anche ambientali per il ruolo svolto dagli alberi nell'assorbimento della CO₂ e nella mitigazione del clima. Numerosi studi confermano infatti il contributo della frutticoltura – conclude Coldiretti Puglia - alla tutela ambientale grazie alla capacità delle piante di sequestrare anidride carbonica, un beneficio che può essere ulteriormente rafforzato attraverso pratiche agricole sempre più orientate alla sostenibilità e alla salvaguardia del territorio.
Nei capoluoghi pugliesi la disponibilità media di verde urbano si ferma a soli 10,8 metri quadrati per abitante, meno di un terzo della media nazionale pari a 35,7 metri quadrati pro capite, confermando la Puglia tra le regioni con la minore dotazione di verde urbano. Taranto registra la disponibilità più elevata con 14,4 metri quadrati per abitante, seguita da Brindisi con 11,9, Lecce con 9,6, Bari con 9,2, Foggia con 9, Trani con 8,8, Barletta con 8,4 e Andria con 7,4 metri quadrati per abitante.
Nei capoluoghi pugliesi sono censiti quasi 140 mila alberi. Bari guida la classifica con oltre 30 mila alberi, seguita da Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi, mentre Barletta e Andria chiudono la graduatoria con circa 15 mila esemplari. Anche il rapporto tra alberi e popolazione evidenzia ampi margini di miglioramento: Bari dispone di 9,7 alberi ogni 100 abitanti, Taranto di 10,9, Foggia di 14,4, Andria di 15,4, Barletta di 16,2, Lecce di 20,7 e Brindisi di 21,3 alberi ogni 100 residenti. Tra le diverse tipologie di aree verdi, i parchi urbani rappresentano la quota più consistente e Bari si distingue con una superficie destinata a parchi superiore alla media.
Proprio nei centri urbani dove il verde è più scarso si avvertono maggiormente gli effetti delle alte temperature, considerato che alberi e aree verdi svolgono infatti un ruolo fondamentale – insiste Coldiretti Puglia - nel mitigare il caldo grazie all'ombra prodotta dalle chiome e ai processi naturali di traspirazione e fotosintesi, che contribuiscono a raffrescare l'ambiente circostante.
Di fronte a un clima sempre più estremo – sottolinea Coldiretti Puglia – investire nella tutela e nell'incremento del patrimonio verde è una priorità. Un grande parco urbano può ridurre la temperatura dell'area circostante da uno fino a tre gradi rispetto alle zone prive di vegetazione. Più ampia è la copertura verde, maggiori sono i benefici in termini di benessere delle persone, adattamento ai cambiamenti climatici e contrasto ai fenomeni di siccità e desertificazione. Un'area verde urbana di circa 1.500 metri quadrati è in grado di abbassare mediamente la temperatura di 1,5 gradi, estendendo i propri effetti positivi anche alle aree circostanti.
Il verde urbano rappresenta inoltre uno strumento essenziale nella lotta all'inquinamento atmosferico. Secondo un'analisi Coldiretti, una pianta adulta può assorbire ogni anno tra 100 e 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di vegetazione riesce a sottrarre fino a 20 tonnellate di anidride carbonica. Tra le specie autoctone più efficaci figurano farnia, leccio, carpino bianco, acero campestre, tiglio, frassino maggiore e pioppo, insieme ad arbusti come rosa canina, alloro, ligustro, corniolo e biancospino.
Per affrontare con efficacia la sfida dei cambiamenti climatici è necessario ripensare in modo strutturale gli spazi urbani – aggiunge Coldiretti Puglia – incentivando la diffusione del verde pubblico e privato in una regione che continua a registrare una delle più basse disponibilità di verde urbano del Paese. Un impegno che riguarda anche le campagne, dove negli ultimi vent'anni è scomparsa quasi una pianta da frutto su quattro tra pesche, albicocche, agrumi e altre colture frutticole, mentre la Xylella ha devastato milioni di ulivi, con pesanti conseguenze non solo economiche e produttive, ma anche ambientali per il ruolo svolto dagli alberi nell'assorbimento della CO₂ e nella mitigazione del clima. Numerosi studi confermano infatti il contributo della frutticoltura – conclude Coldiretti Puglia - alla tutela ambientale grazie alla capacità delle piante di sequestrare anidride carbonica, un beneficio che può essere ulteriormente rafforzato attraverso pratiche agricole sempre più orientate alla sostenibilità e alla salvaguardia del territorio.


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