comunità del Liceo Carlo Troya
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Scuola e Lavoro

Il liceo Carlo Troya contro la violenza sulle donne

"Emersa l'esigenza di confrontarsi su una questione che riguarda la quotidianità di ciascuno di noi o dei nostri vicini"

Dopo il minuto di silenzio per Giulia Cecchettin e per tutte le donne vittime di violenza di martedì 21 scorso alle ore 11.00, ieri, 24 novembre 2023, si è tenuta presso il Liceo "Carlo Troya" un'importante Assemblea di Istituto che ha costituito una rilevante occasione di partecipazione democratica degli studenti per l'approfondimento di un tema di stringente attualità: la violenza sulle donne.
In questi ultimi giorni, a partire dai recenti drammatici fatti di cronaca, i principali canali di comunicazione italiani sono concentrati sulla riflessione sulla violenza fisica, psicologica, economica e sessuale perpetrata ai danni delle donne. Si tratta di un tema che valica i confini delle ideologie e delle parti, perché interessa la violazione dei diritti umani, e che tutta la comunità del Liceo Carlo Troya, in particolare gli studenti, ha sentito come urgente e improrogabile.

È emersa, infatti, l'esigenza di confrontarsi su una questione che riguarda la quotidianità di ciascuno di noi o dei nostri vicini, più o meno consapevolmente, ma, soprattutto, si è avvertita la necessità di ascoltare e di dialogare con professionisti specializzati.
È proprio per questo che la scuola ha avuto l'onore di ospitare i Dottori Davide Porro, psicologo, educatore, pedagogista steineriano, Gabriella D'Avanzo, Silvia Caterino, Gioacchino Colasanto, operatori di Flexus CUAV (Centro Uomini Autori Violenza) BAT, che hanno dato il loro prezioso contributo a sviluppare un argomento tanto delicato e attuale come quello sulla violenza sulle donne.

L'intervento degli psicologi è partito dalla drammatizzazione di una situazione che appartiene alla quotidianità: i dottori hanno messo in scena una frequente dinamica di controllo dell'uomo sulla donna a partire dall'uso del cellulare, quindi della sfera più personale di ciascuno. La riflessione, perciò, si è sviluppata intorno alla necessità di saper riconoscere i piccoli segni di abuso psicologico, sociale che, poi, nei casi limite possono esplodere in episodi di violenza fisica conclamata. I dottori hanno, quindi, ricordato l'esistenza dei centri antiviolenza e, in particolare, hanno dato indicazioni sul centro di Andria, e l'importanza di rivolgersi a questi luoghi di consulenza e accoglienza, per segnalare situazioni abusanti e iniziare, eventualmente, percorsi di riabilitazione.

Si è trattato di un discorso collettivo e responsabile, del racconto di situazioni difficili e dell'immaginazione di situazioni di equilibrio e di parità tra uomini e donne, della affermazione del bisogno di forza comune, di azione comune.
L'obiettivo della giornata è stato, infatti, quello di acquisire consapevolezza su specifiche dinamiche relazionali e definire buone prassi, che possano spostare l'attenzione sull'importante ruolo della prevenzione nell'ambito del contrasto al fenomeno della violenza sulle donne e sulla protezione delle stesse.

Proprio nell'ottica di un'azione concreta che parta dal quotidiano, il Liceo Carlo Troya oggi, sabato 25 novembre 2023 ospiterà, altresì, rappresentanti della Polizia di Stato che, all'ingresso dell'istituto, distribuiranno, con la dirigente Guarino Dora, brochure informative per conoscere, prevenire e contrastare il fenomeno. Questa distribuzione è stata fortemente voluta e sostenuta dal questore, dott. Roberto Pellicone. Proseguiranno nella mattinata, all'interno delle classi, riflessioni e condivisioni.

Si arricchisce, perciò, attraverso il confronto democratico degli studenti con gli specialisti e il contributo delle istituzioni cittadine, un'azione concreta che il Liceo Carlo Troya sente, peraltro, di mettere in atto quotidianamente da sempre, mediante lo studio e, in particolare, mediante l'accesso alla letteratura.

Tutta la comunità, infatti, è profondamente convinta che la letteratura sia un veicolo silenzioso ma potentissimo di apprendimento dei sentimenti, perché, come tempo fa ha dichiarato il filosofo Umberto Galimberti: "Ma dove si imparano i sentimenti? – per poi rispondersi – In famiglia, ma soprattutto a scuola. Una conoscenza che non viaggia attraverso l'istruzione, ma l'educazione, che parte dall'impulso e non dalla nozione. L'impulso – sottolinea Galimberti– è la più primitiva delle cariche emotive e ha come linguaggio il gesto".

È per questo, dunque, che in tempi oscuri di disorientamento generale della società che attribuisce notevoli responsabilità anche alla scuola, per la comunità del Carlo Troya risuonano davvero significative le parole del protagonista del romanzo di Philip Roth "Il professore di desiderio", David Kapesh, che dice ai suoi studenti "Adoro insegnare letteratura. Di rado mi sento così bene come quando sono qui con le mie pagine di appunti, i miei testi sottolineati e persone come voi. Per me non c'è altro nella vita che valga l'ora di lezione. (...) Una volta usciti di qui accadrà di rado, se non mai, che qualcuno vi parli o vi ascolti nel modo in cui vi parlate e ascoltate fra voi e con me in questa stanzetta spoglia e luminosa. Ed è altrettanto improbabile che troviate altrove un'opportunità di discutere senza imbarazzo di ciò che più contava per uomini in sintonia con le fatiche del vivere come Tolstoj, Mann e Flaubert. Dubito che vi rendiate conto di quanto è emozionante sentirvi parlare con fervore e schiettezza di solitudine, malattia, desiderio, perdita, sofferenza, delusione, speranza, passione, amore, terrore, corruzione, sventura e morte…è commovente."


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