delega all'Innovazione Tecnologica, ai Servizi Demografici e alle Pari Opportunità
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Il Comune a portata di click: l’Andria del futuro secondo Dina Liso

Intervista alla neo-assessora: pari opportunità, innovazione tecnlogica, borgo Montegrosso e contrade

Un ingresso nelle stanze del Comune carico di emozione, ma con la consapevolezza di dover tradurre subito i progetti in risposte concrete. Abbiamo rivolto alcune domande a Dina Liso, da poco nominata Assessora con delega alle Pari Opportunità, innovazione tecnologica, borgo Montegrosso e contrade nella giunta guidata dalla sindaca Giovanna Bruno. In questa intervista scritta rilasciata ad AndriaViva, la neo-esponente del governo cittadino traccia le linee guida di un mandato che unisce Transizione Digitale e Pari Opportunità, con un obiettivo chiaro: semplificare la vita dei cittadini.

Proveniente dal mondo aziendale, l'impatto con la macchina pubblica ha richiesto un rapido cambio di prospettiva. «Nel privato spesso i problemi si affrontano e si risolvono rapidamente; nella pubblica amministrazione, invece, ogni procedura segue percorsi ben definiti, regolati da norme necessarie a garantire trasparenza e tracciabilità», spiega Liso. Un sistema più complesso, che richiede tempi diversi, ma che ha come fine ultimo la tutela dell'interesse collettivo.

La priorità assoluta dell'agenda dei primi cento giorni riguarda la sanificazione dei tempi di attesa, a partire dagli uffici demografici, congestionati dalle richieste di rinnovo delle carte d'identità. La recente decisione del Consiglio dei Ministri di eliminare la scadenza del 3 agosto 2026 per i documenti cartacei alleggerirà la pressione, ma la vera svolta sarà strutturale. L'assessorato è già al lavoro per implementare nuovi strumenti digitali e potenziare il portale ministeriale, permettendo di prenotare gli appuntamenti direttamente da casa. «L'obiettivo è semplice: utilizzare la tecnologia per rendere il Comune più accessibile, più efficiente e più vicino alle persone», rilancia l'assessora, aggiungendo un punto fermo: «L'innovazione tecnologica e l'intelligenza artificiale bisogna governarla e non subirla. Solo così potremo essere centrali nel corretto funzionamento delle stesse». Tra le mosse immediate figurano l'implementazione dell'applicazione Municipium e l'accesso ai documenti via SPID.

L'idea di Smart City di Dina Liso si gioca su interventi quotidiani e sicurezza: videosorveglianza intelligente contro l'abbandono di rifiuti e atti vandalici, sensori per il monitoraggio ambientale e, soprattutto, il completamento del "gemello digitale" della città, una mappa virtuale e aggiornata per programmare con precisione la cura del verde e le manutenzioni stradali.

Tuttavia, innovazione non deve fare rima con esclusione. Per contrastare il digital divide, il settore ha avviato il riuso tecnologico dei PC comunali dismessi, che saranno donati ad associazioni, parrocchie ed enti del terzo settore per favorire l'accesso dei soggetti più fragili. Parallelamente, si spinge per l'alfabetizzazione digitale e per il rifinanziamento, da parte della Regione Puglia, dei quattro "Punti di Facilitazione Digitale" attivi in città. «Si tratta di un modello di prossimità che intendiamo rafforzare e rendere strutturale», precisa l'assessora.

La stessa logica di inclusione guiderà il rapporto con le periferie e le contrade. Per Borgo Montegrosso l'impegno è quello di una presenza regolare per rompere l'isolamento e connettere la frazione al tessuto urbano. Oltre al rilancio dei servizi e alla programmazione di eventi culturali, il nodo cruciale resta la mobilità. L'assessora ha confermato di voler aprire un tavolo di confronto con i gestori del trasporto regionale, in tandem con gli uffici preposti, per potenziare le corse dei bus, ad oggi largamente insufficienti.

Una visione complessiva che punta a ridisegnare l'Andria del futuro in chiave sostenibile e sicura, senza dimenticare lo sviluppo turistico basato su strumenti immersivi e tridimensionali per raccontare Castel del Monte e il centro storico. Ma per Dina Liso la tecnologia resta un mezzo, non il fine: «L'innovazione deve procedere di pari passo con la cultura: cultura della legalità, della partecipazione attiva e della corresponsabilità dei cittadini. Solo così sarà possibile un vero cambio di passo per la città, in cui tecnologia e comunità crescono insieme»
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