Estate, mare lido balneare. <span>Foto Vincenzo Cassano</span>
Estate, mare lido balneare. Foto Vincenzo Cassano
Turismo

Si aprono le vacanze di luglio dopo il pienone registrato a giugno, con 13,5 milioni di italiani in partenza

La Puglia si presenta alla stagione estiva 2026 con un trend di crescita già consolidato nei primi mesi dell’anno

Si aprono le vacanze di luglio dopo il pienone registrato a giugno, con una forte presenza di turisti europei sempre più attratti dall'offerta rurale e dalle masserie pugliesi e con il mare che si conferma la meta preferita degli italiani cresce anche in Puglia la domanda di vacanze esperienziali legate alla campagna, alle masserie e alle eccellenze agroalimentari del territorio. È quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dell'indagine Coldiretti/Ixè che fotografa l'esodo estivo di luglio, con 13,5 milioni di italiani in partenza per le vacanze.

La Puglia si presenta alla stagione estiva 2026 con un trend di crescita già consolidato nei primi mesi dell'anno. Nel primo trimestre 2026 la regione registra un aumento degli arrivi del +3,1% e delle presenze del +8% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati dell'Osservatorio turistico regionale su base ISTAT/SPOT. A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale, con arrivi stranieri in aumento del +12% e presenze del +18%, segno di un interesse sempre più forte verso la destinazione Puglia.

Il dato conferma un percorso di crescita già avviato nel 2025, anno in cui la regione ha raggiunto 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze, con un incremento a doppia cifra e un peso sempre maggiore del turismo estero, che rappresenta ormai una componente strategica per l'economia turistica regionale. Accanto ai numeri, cambia anche il modo di vivere la vacanza in Puglia – aggiunge Coldiretti Puglia – dove cresce infatti la domanda di turismo lento e sostenibile, con le masserie e gli agriturismi sempre più al centro dell'esperienza turistica, con oleoturismo, enoturismo, degustazioni di prodotti tipici, laboratori di cucina contadina e percorsi tra ulivi monumentali e borghi rurali che rappresentano oggi una delle principali motivazioni di viaggio.

La crescente ricerca di esperienze autentiche sostiene il successo degli agriturismi pugliesi, secondo i dati ISTAT, con la Puglia che conta oltre 900 agriturismi, distribuiti in tutto il territorio regionale, dalle masserie della Valle d'Itria al Gargano, dal Salento alla Murgia, con un'offerta che va ben oltre il semplice pernottamento. Un patrimonio che trova forza in un sistema agricolo e agroalimentare unico, con 61 prodotti DOP, IGP, 414 prodotti tradizionali e una delle più grandi concentrazioni di ulivi del Mediterraneo, elementi che rendono il turismo enogastronomico una leva fondamentale per lo sviluppo delle aree interne. La rete dell'ospitalità rurale pugliese, composta da agriturismi e masserie distribuite su tutto il territorio regionale – aggiunge Coldiretti Puglia - continua a rafforzarsi come alternativa sempre più richiesta rispetto al turismo tradizionale, intercettando visitatori italiani e stranieri in cerca di autenticità.

"L'andamento positivo delle presenze registrate a giugno nelle masserie pugliesi conferma un trend ormai consolidato: il turismo rurale non è più un'alternativa marginale, ma una componente centrale dell'offerta turistica regionale. Sempre più visitatori, italiani e stranieri, scelgono la Puglia non solo per il mare, ma per vivere esperienze autentiche a contatto con l'agricoltura, i prodotti tipici e i territori", afferma Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia.

Il turismo rurale non è più un segmento di nicchia, ma una componente strutturale dell'offerta turistica regionale - conclude Coldiretti Puglia – con la crescita dei flussi, soprattutto internazionali, che dimostra che il valore dell'agricoltura non è solo produttivo ma anche culturale ed economico. Ogni esperienza in masseria, ogni prodotto acquistato direttamente in azienda e ogni visita nei territori rurali contribuisce a generare reddito, occupazione e presidio delle aree interne.
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