Urban Mobility Andria
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Attualità

Urban Mobility Andria entra a far parte di RIME la Rete Italiana Mobilità Equa

Ridurre il tasso di motorizzazione per aumentare la sicurezza stradale

"La strada è lo spazio pubblico che condividiamo ogni giorno. Chiedere che le strade diventino sicure per tutti i cittadini non dovrebbe essere necessario. Eppure, oggi è non solo necessario, ma anche urgente. Noi esistiamo per questo."
«Dobbiamo considerare la sicurezza stradale come una scienza applicata e come tale basata su metodi scientifici per analizzare, comprendere e prevenire gli incidenti nonché per incentivare il cambiamento delle abitudini di mobilità. La raccolta e l'analisi di dati e tendenze pertanto deve essere sempre il primo passo sia nell'affrontare il dibattito sulla sicurezza stradale sia nel disegno di politiche pubbliche che mirino a rendere le strade più sicure e più vive», fanno sapere da Urban Mobility Andria.
La nascita di RIME, la Rete Italiana Mobilità Equa, ha come obiettivo quello di:
  • rappresentare in Italia il diritto alle scelte di mobilità,
  • dimezzare entro il 2030 le vittime della violenza stradale,
  • rendere le strade più giuste, inclusive e vivibili per tutti i cittadini,
  • ridurre la dipendenza dall'automobile privata e potenziare il trasporto pubblico,
  • contrastare la mobility poverty come fattore di diseguaglianze territoriali e sociali,
  • dare forza alla democrazia dello spazio pubblico come spazio vivibile e collettivo, di relazione, gioco e generatore di salute.
«Sappiamo che le abitudini di mobilità sono influenzate dalla disponibilità di offerta – condivide il Presidente di Urban Mobility Andria, Antonio Leonetti - per ridurre il tasso di motorizzazione – e quindi aumentare la sicurezza stradale – è necessario che il servizio di trasporto pubblico urbano e interurbano sia capillare, efficiente, affidabile, accessibile, economico e che la rete di infrastrutture e servizi per la mobilità attiva (a piedi e in bicicletta) sia progettata a realizzata secondo principi di linearità, continuità e confortevolezza. La transizione verso forme di mobilità più sostenibili – ottenibile attraverso la ridistribuzione dello spazio pubblico – riduce anche l'inquinamento e le malattie cardiovascolari correlate».
«Pensiamo che le scelte delle istituzioni e il discorso pubblico debbano sempre partire dai dati – condivide il socio Fondatore Riccardo Figliolia - la sicurezza stradale può essere considerata una scienza applicata e come tale si basa su metodi scientifici per analizzare, comprendere e prevenire gli scontri stradali nonché per incentivare il cambiamento delle abitudini di mobilità. La raccolta e l'analisi di dati e trend pertanto deve essere sempre il primo passo sia nell'affrontare il discorso sulla sicurezza stradale, sia nel disegno di politiche pubbliche che mirino a rendere le strade più sicure e più vive.
Riconosciamo che serve rispetto e pazienza, per cambiare "insieme" – afferma il socio Fondatore Domenico Zingaro - per essere efficace e sistemico il cambiamento delle abitudini di mobilità e della sicurezza stradale richiede il contributo di tutti: istituzioni, cittadini, forze dell'ordine, aziende e associazioni. Serve un approccio basato sul dialogo, sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza che ogni trasformazione urbana e culturale ha bisogno di tempo per essere accolta e interiorizzata. Solo costruendo un senso di responsabilità collettiva e promuovendo confronto libero da pregiudizi possiamo rendere le nostre strade più sicure e vivibili».
«Possiamo cominciare a rendere le strade più sicure cambiando il modo in cui ne parliamo – condivide il socio fondatore Gianmarco Fasciano - Non esistono le fatalità: salvo rarissimi casi ogni scontro stradale che determina feriti e morti ha delle precise cause che producono tragiche conseguenze ed è importante raccontare questo legame. La responsabilizzazione di chi si trova alla guida di veicoli a motore affinché adotti comportamenti prudenti e lo faccia in condizioni psicofisiche adeguate – infatti – può e deve avvenire anche con le parole che scegliamo di usare, nei discorsi di tutti i giorni e attraverso i media».
  • Comune di Andria
  • riqualificazione urbana
  • ciclovie urbane
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