"I referendum sulla giustizia", incontro di approfondimento ad Andria
Convegni

"I referendum sulla giustizia", incontro di approfondimento ad Andria sul voto del 12 giugno

Appuntamento promosso dalla Presidenza del consiglio comunale e moderato dal Consigliere comunale avv. Raffaele Losappio

Si è svolto mercoledì 24 maggio ad Andria, nella Sala Consiliare a Palazzo di Città e nell'ambito del calendario di eventi promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale, l'incontro di approfondimento "I referendum sulla giustizia. Un approdo (liberale?) demandato ai cittadini nel silenzio del legislatore", e moderato dal Consigliere Comunale Avv. Raffaele Losappio. Un appuntamento di informazione sui cinque referendum abrogativi in tema di giustizia per i quali gli elettori italiani saranno chiamati alle urne domenica 12 giugno; gli argomenti nello specifico riguardano: misure cautelari, separazione delle funzioni dei magistrati, elezione del Consiglio superiore della magistratura, consigli giudiziari, incandidabilità dei politici condannati. Dopo i saluti dell'avv. Giovanna Bruno, Sindaco di Andria e del dott. Giovanni Vurchio, Presidente del Consiglio Comunale, sono intervenuti i relatori:
- dott.ssa Raffaella Cafagna, magistrato in servizio presso l'Ufficio GIP - GUP del Tribunale di Bari;
- prof. avv. Giuseppe Losappio, professore ordinario di Diritto Penale presso l'UNIBA "Aldo Moro";
- avv. Giangregorio De Pascalis, Presidente della Giunta della Camera penale "Giustina Rocca" di Trani, aderente all'Unione Camere Penali Italiane.

«I contributi dei relatori intervenuti – afferma il consigliere comunale avv. Raffaele Losappio - hanno consentito di sviluppare una approfondita riflessione su temi di grande complessità tecnica. Sono certo che iniziative come questa contribuiscano ad informare i cittadini, consentendone la consapevole partecipazione alla vita democratica, anche attraverso lo strumento referendario». . Della Legge Severino sull'incandidabilità dei politici condannati ha parlato più diffusamente il prof. Giuseppe Losappio: «È un tema delicato che coglie un problema del sistema politico italiano, ovvero il rapporto tra magistratura e politica. Credo sia l'occasione per riflettere sul mancato funzionamento della responsabilità politica».
In merito alla separazione delle funzioni dei magistrati, l'avv. De Pascalis ha spiegato: «La riteniamo necessaria per una funzionalità ottimale del nostro sistema processuale che è tipicamente accusatorio. Abbiamo necessità di un giudice terzo che sia equidistante dalle parti, con due concorsi separati (e non più unico) per creare gli organici della magistratura requirente e della magistratura giudicante, senza possibilità di passaggio dall'una all'altra. In questo modo, si possono garantire appieno le funzioni giudiziarie del Pubblico Ministero e quelle giurisdizionali del Giudice, per una migliore efficienza del processo riducendo le percentuali di errore. Più sono tecniche e professionali la parte d'accusa e quella di difesa, più si riduce, secondo questa nota impostazione, la percentuale che si verifichino errori giudiziari. In questo contesto anche le prove addotte dalle parti nel procedimento sono ispirate ad un tendenziale accertamento del fatto-reato. Una assoluta equidistanza ed indifferenza tra le parti del processo, pubblica e privata, e l'organo giudicante consentirebbe il riconoscimento della centralità della giurisdizione quale garanzia di tutti i diritti coinvolti nella vicenda processuale».

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