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Dalla Regione 11 mln di euro per riqualificare beni immobili confiscati alla criminalità organizzata

Presentato l’Avviso Pubblico “Puglia Beni Comuni”

L'impegno della Regione Puglia nella costruzione di una cultura della legalità prosegue e si rafforza con l'adozione di "Puglia Beni Comuni", l'Avviso pubblico sul riutilizzo sociale dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Attraverso una dotazione finanziaria di 11 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessora Viviana Matrangola, il bando consentirà di finanziare progetti di riqualificazione culturale, urbana e sociale di beni immobili localizzati nel territorio pugliese e trasferiti, dopo la confisca, al patrimonio indisponibile dei Comuni.

La misura, adottata dalla Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni e Antimafia sociale della Regione Puglia, è finanziata nell'ambito della Sub-Azione 8.2.2 del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 ("Riuso di beni immobili, compresi beni confiscati alla criminalità organizzata, e/o terreni se strettamente funzionali e connessi ad una struttura utile a creare spazi di comunità"). La call resterà aperta per 100 giorni a partire dalla pubblicazione ufficiale dell'Avviso, che avverrà nei prossimi giorni.

"Puglia Beni Comuni" si rivolge ai Comuni pugliesi assegnatari di un bene confiscato affinché assumano l'impegno formale di gestirlo direttamente o tramite affidamento in concessione a titolo gratuito per un periodo di almeno 5 anni, con l'obiettivo di costruire spazi di comunità che favoriscano lo sviluppo delle relazioni sociali e la ricucitura del tessuto urbano.

Le proposte progettuali – definibili anche attraverso processi di consultazione pubblica, partecipazione della cittadinanza e co-progettazione con gli enti del terzo settore – dovranno realizzare iniziative nei beni, capaci di promuovere l'inclusione sociale e contribuire allo sviluppo locale, facilitando l'accesso delle comunità ai servizi sociali, culturali e ricreativi e favorendo, tra l'altro, sinergie tra i servizi istituzionali e i servizi territoriali. I progetti potranno riguardare uno o più dei seguenti ambiti tematici:
  • attività finalizzate alla produzione di beni e/o all'erogazione di servizi, in assenza di scopo di lucro, in favore delle fasce marginali della popolazione (es. servizi di co-housing anziani/giovani, inclusione immigrati, disabili, donne e minori vittime di violenza, servizi di supporto alla genitorialità, mediazione familiare, sportelli di ascolto, gruppi di auto mutuo aiuto, ecc.);
  • riutilizzo di fabbricati con annesso terreno ubicati in aree urbane per lo svolgimento di attività legate anche agli orti urbani, collettivi, didattici e/o socio-terapeutici, in linea con quanto prescritto dalla L. R. 19 febbraio 2024, n. 10 "Orti di Puglia. Disposizioni in materia di orti urbani, collettivi, didattici e socio-terapeutici e modifiche in materia di governo e uso del territorio" o di attività legate agricoltura sociale non a prevalenza agricola;
  • recupero funzionale di alloggi da destinare a progetti pilota per percorsi di vita indipendente rivolti a disabili (es. ideazione e realizzazione di strumenti di domotica tecnologicamente avanzati per l'autonomia delle persone con gravi disabilità, ecc.);
  • recupero funzionale di alloggi da destinare a progetti pilota rivolti a soggetti vulnerabili (es. donne vittime di violenza, minori non accompagnati, ex detenuti, migranti ecc.)
  • interventi di cittadinanza sociale (es. attivazione della cittadinanza attiva, centri di aggregazione sociale, attività sportive, culturali e ricreative, formazione civica, ecc.);
  • tutela e valorizzazione del territorio attraverso la realizzazione di spazi aperti urbani inclusivi (es. teatri all'aperto, spazi di condivisione, spazi per la socialità, campi da gioco, ecc.);
  • attività di co-working solidale per nuove esperienze autonome e produttive di lavoro (es. inteso come luogo che soddisfa i bisogni di uno spazio di lavoro condiviso con la possibilità di avere uno spazio creato a misura di bambine/i a supporto della genitorialità, priva di una rete familiare supportiva).
Ogni soggetto proponente potrà presentare una sola proposta riguardante un unico bene confiscato. Ciascun progetto potrà essere finanziato da un minimo di 250 mila euro fino a un massimo di 1 milione di euro, a copertura delle spese tecniche e di rifunzionalizzazione e allestimento dei beni, fatta salva la facoltà per il proponente di integrare l'entità del contributo con risorse aggiuntive, nel rispetto delle indicazioni dell'Avviso.

Il bando individua criteri di premialità nella selezione delle proposte progettuali (qualità funzionale, co-progettazione, rigenerazione urbana, innovatività, attenzione alle fasce deboli) e fissa tempi rapidi per l'avvio dei lavori sui beni (massimo 9 mesi dalla sottoscrizione del Disciplinare) e per l'individuazione dei soggetti gestori (massimo 3 mesi da fine lavori).

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