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Coronavirus: mercato nero per fiori e piante, allarme prezzi capestro -50%

Appello di Coldiretti Puglia alle forze dell’ordine per reprimere il mercato parallelo

Un mercato nero che va sgominato per salvare le vendite di fiori e piante per la Festa della Mamma, ultimo appuntamento della primavera importante per i floricoltori pugliesi, dopo una stagione disastrosa con il crac causato dall'emergenza Coronavirus. E' l'appello di Coldiretti Puglia alle forze dell'ordine per reprimere il mercato parallelo di fiori e piante che ha aggiunto nelle ultime settimane il danno alla beffa sulle spalle degli imprenditori floricoli con prezzi capestro al ribasso fino al -50%, ben al di sotto dei costi di produzione.

"Con la riapertura graduale dei cimiteri e l'approssimarsi della Festa della Mamma, è nato un pericoloso mercato parallelo dei fiori, con aste al super ribasso, profittando della condizione di necessità dei produttori e dell'aumento delle richieste per il via libera alla commercializzazione. Per questo risultava vitale riaprire il Mercato dei Fiori di Terlizzi, che ripartirà il 5 maggio, sotto le pressioni dei produttori che hanno minacciato l'occupazione della struttura e la richiesta di risarcimento dei danni se lo storico polo delle contrattazioni non fosse stato riaperto senza ulteriori indugi dall'amministrazione comunale", afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Il Mercato dei fiori di Terlizzi riaprirà solo martedì 5 maggio alle ore 4,00 con un tira e molla durato settimane – riferisce Coldiretti Puglia – che segue alla ripartenza dei mercati dei fiori di Taviano il 29 aprile e Leverano il 30 aprile, dopo oltre 1 mese di fermo a causa dell'emergenza Coronavirus.
Il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia di Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari – aggiunge Coldiretti Puglia - con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo, e altre realtà aziendali sparse nel resto della regione, registra il crollo degli ordini e il blocco totale dei mercati esteri ed internazionali con punte fino al 100%.

Il settore sviluppa in Puglia una Produzione Lorda Vedibile di oltre 300 milioni di euro – riferisce Coldiretti Puglia - con un risvolto occupazione di oltre 2 milioni di giornate di lavoro. Il risultato dell'emergenza con il blocco delle vendite è stato di quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai dove – conclude la Coldiretti – sono crollati gli acquisti di fiori recisi, di piante fiorite in vaso, le produzioni tipiche della primavera e si sono fermate anche le vendite e l'export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale.
"Servono interventi urgenti per indennizzare le imprese florovivaistiche per l'ingente danno diretto e ridare liquidità alle aziende – incalza il presidente Muraglia - attraverso la dichiarazione di stato di calamità, con una declaratoria specifica per il comparto florovivaistico, l'aumento del fondo rotativo che dispone al momento di una dotazione di 10 milioni di euro, del tutto insufficiente a dare sostegno alle imprese florovivaistiche, il sostegno in de minimis alle imprese e lo snellimento delle procedure per lo smaltimento del prodotto invenduto".
L'erogazione di finanziamenti da parte delle banche alle aziende in difficoltà a causa dell'emergenza Coronavirus, con le opportunità previste dal cosiddetto Dl Liquidità (decreto legge 8 aprile 2020), attraverso cui lo Stato si fa garante, interessa sia le aziende agricole che presentano il bilancio sia quelle che presentano la semplice dichiarazione Iva prevede diversi canali per l'attivazione dei quali è possibile rivolgersi alla Rete Agricorporatefinance (www.agricorporatefinance.it) promossa da Coldiretti che aiuta ad evitare pericolose file alle filiali delle banche e a ridurre la burocrazia.
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