ospedale Lorenzo Bonomo
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“Bonomo” di Andria senza guardia medica per trasfusioni. Marmo (FI): “Manine invisibili completano il misfatto”

Dal 24 agosto l’ospedale ha perso un ennesimo pezzo essenziale per un servizio sanitario

"Dal 24 agosto l'ospedale Bonomo di Andria ha perso un ennesimo pezzo essenziale per un servizio sanitario degno di questo nome: su iniziativa del direttore del Dipartimento Immunotrasfusionale, la struttura non ha più la guardia medica attiva del reparto, disponendo anche che le richieste urgenti notturne e festive siano garantite da Barletta. Orbene, il direttore del Dipartimento o non sa o finge di non sapere che per legge le richieste di sangue urgenti devono essere evase entro un'ora. Il che è decisamente impossibile da Andria a Barletta perché in questi casi, in un ospedale di Emergenza-Urgenza, accade quanto segue:

- il reparto inoltra la richiesta cartacea al tecnico di turno al SIT (non più al medico);

- il tecnico, ricevuta la richiesta, deve chiamare un autista disponibile, oppure uno reperibile che prenda la richiesta per portarla materialmente al SIT di Barletta;

- giunto a Barletta, l'autista attende che siano eseguite le prove di compatibilità e torna ad Andria consegnando le sacche di sangue all'USVD;

- qui il tecnico chiama il reparto richiedente per il ritiro;

- se nel frattempo le condizioni del paziente dovessero richiedere ulteriori unità di sangue, bisognerebbe fare la stessa trafila che mediamente dura non meno di due ore. E' successo l'altra sera a seguito di una richiesta del reparto di rianimazione.

In sintesi, questa nuova organizzazione rischia di mettere in pericolo l'incolumità stessa dei cittadini assistiti. Bene, domanda semplice: per una persona mediamente normale, è compatibile tutto ciò con i tempi stringenti di un ospedale classificato per fronteggiare urgenze ed emergenze?

Questo è il risultato del lungo lavoro di demolizione del dottor Peres, condotto subdolamente con cattiveria e perfidia nel corso di questi anni. Un'opera avviata sottraendo apparecchiature alla unità di Andria. Un vero capo dipartimento dovrebbe adoperarsi per garantire le attività a sostegno dei reparti e non distruggerle.

Nel settore Trasfusionale l'errore è strategico, e aveva visto bene il DG Gorgoni nel far attribuire la struttura complessa ad Andria, perché inserita nel contesto di un presidio per urgenza emergenza, e la Regione avrebbe dovuto mantenere questa organizzazione. Ma qualcuno è andato a brigare e le solite manine invisibili compiono il misfatto.

Questo modo barbaro di gestire la sanità è sfuggito anche al Dipartimento regionale e alle varie direzioni sanitarie aziendali?

In passato si era mantenuta la guardia a tutti i costi e i medici erano solo 8. Attualmente sono 12 a Barletta e 6 ad Andria, quindi basterebbe riequilibrare anche con 10 a Barletta e 8 ad Andria. Ma chi pratica oggi l'equilibrio e la saggezza?

Peres è stato furbo: si è portato a Barletta (dopo essersi portato quasi tutto) quel poco che rimaneva e cioè anche la lavorazione delle unità prodotte.

Andria sarà l'unico ospedale italiano dedicato all'emergenza - urgenza senza guardia medica attiva. Bisogna aspettare un altro evento tragico per affermare "lo avevamo detto?". Lo spiegherà alle famiglie l'artefice di tutto questo e chi ne ha dato mandato".
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