Andrea Barchetta
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Politica

Barchetta (FdI): "Dott. Napolitano, candidatura politica, ma anche espressione della miglior società civile in quanto medico stimato"

Parla il consigliere provinciale e capogruppo cittadino di Fratelli d'Italia

A poche ore dall'ufficializzazione della candidatura a sindaco per la coalizione del centrodestra, del medico pediatra Sabino Napolitano, abbiamo intervistato il consigliere provinciale e capogruppo consiliare di Fratelli d'Italia, il commercialista Andrea Barchetta, attuale componente del Consiglio nazionale dell'ANCI.

D. E' toccato a Fratelli d'Italia esprimere il candidato sindaco per la coalizione del centrodestra alle comunali di primavera ad Andria. Una scelta di partito quella di Napolitano o condivisa con gli altri partner della coalizione?
R. Il centrodestra ha riscoperto le ragioni dell'unità, decidendo di convergere su un profilo di Fratelli d'Italia, che non è soltanto una forza di governo a livello nazionale, ma nel tempo ha costruito una solida presenza sul territorio, oggi sinonimo di credibilità.
In questo quadro, il partito ha manifestato con chiarezza la propria disponibilità a fare la sua parte e ad affrontare la sfida che ci attende, mettendo in campo un proprio candidato nella persona del segretario cittadino, il dott. Napolitano: candidatura politica, ma anche espressione della miglior società civile in quanto medico stimato. Di personalismi e tatticismi nessuna traccia: ciò ha permesso di arrivare a una scelta rapida, che fornisce alla coalizione tutto il tempo necessario per incontrare i cittadini e raccontare le nostre proposte per Andria. Un ottimo punto di partenza, che infonde entusiasmo in vista di una competizione, quella delle Comunali, che mi vedrà nuovamente impegnato a servizio della nostra città.

D. In questi cinque anni di sindacatura di Giovanna Bruno l'opposizione del centrodestra è parsa sfilacciata e poche volte coesa su alcune questioni. Perché secondo lei è accaduto? Troppe anime e troppi protagonismi o piuttosto interessi trasversali?
R. Io credo contino i fatti: in consiglio comunale l'opposizione di centrodestra si è sempre ritrovata unita in fase di votazione. Negli ultimi tempi è stato avviato un percorso di ricucitura più strutturale fra tutte le anime dello schieramento, per rilanciare in maniera ancora più sinergica l'attività di opposizione all'amministrazione Bruno: penso ai temi più caldi, come le norme urbanistiche. Sintomo di costanza, studio, preparazione: condizione essenziale per chi si candida a guidare Andria.


D. Dalle appena trascorse regionali, il Pd sta vivendo uno dei momenti più critici degli ultimi anni. Le spaccature sono più evidenti che mai. Crede che questa situazione potrà incidere sul corso della campagna elettorale per le comunali 2026?
R. Si ricandidano a governare, ma sono più divisi che mai. Questa situazione non può continuare: la città paga le conseguenze delle loro spaccature. Quando andranno alle urne, gli andriesi troveranno una città in posizione defilata rispetto ai più grandi comuni della Provincia su molti aspetti come sanità, cultura, turismo, sicurezza, sviluppo urbano e ambientale. Diminuiscono i servizi, ma aumentano le tasse: siamo la quinta città in Italia con il rincaro più alto della Tari. Credo che inciderà principalmente questo nella scelta degli elettori.

D. Lei ricopre anche la carica di consigliere provinciale. La linea politica è sembrata in questi anni con Lodispoto presidente, non solo dettata dal centrosinistra ma che qualcuno dei consiglieri del centrodestra fosse adagiato sulle posizioni della maggioranza. La macchina amministrativa, toccata da vicende giudiziarie non è stata all'altezza delle problematiche legate alle materie di competenza provinciale. Cambierà questa situazione? Il centrodestra sta già pensando ad un suo candidato che ridia smalto a questa istituzione, dopo la parentesi grigia degli ultimi anni?
R. Come noto le Province sono state purtroppo depotenziate dalla riforma Delrio, voluta dal PD. Una volta subentrato in consiglio provinciale, ho avuto la dimostrazione di ciò che denunciavo da tempo: Andria è stata messa in secondo piano rispetto ad altri centri durante la gestione del presidente Lodispoto. Ora i sindaci del Partito Democratico, tra cui Giovanna Bruno, chiedono un passo indietro, dopo però averlo sostenuto. Regna poi molto disinteresse: in una seduta mi sono ritrovato senza alcun rappresentante della maggioranza Bruno a elencare proposte su interventi di messa in sicurezza delle strade provinciali. Auspicando che il Consiglio torni ad essere eletto dai cittadini, credo che il centrodestra abbia il dovere di ritornare a governare l'ente così come ben fatto nei primi 5 anni dalla sua fondazione. Nell'ultima tornata, avevo promosso in prima persona la candidatura del Sindaco di Spinazzola Patruno, sulla base di un principio di condivisione, e non di disparità, fra i territori.


D. Quali, secondo lei le questioni che il centrodestra deve affrontare e possibilmente risolvere? Due in ambito comunale ed altrettanti in ambito provinciale?
R. In ambito comunale occorre lavorare per garantire una città accessibile e sicura per tutti: ad oggi ci sono quartieri completamente abbandonati; non più solo la periferia, anche il centro e le zone pedonali. Bisogna in primis restituire ad Andria una visione: basta provvedimenti spot, sì a interventi che rientrino in una prospettiva più ampia e sappiano coniugare rigenerazione urbana e attività produttive, cultura e turismo. Sono stanco di vedere giovani fuggire dalla nostra città. La Provincia Bat ha poche competenze, deve iniziare ad esercitarle seriamente: investire sul potenziamento della rete viaria, supportare le iniziative che molti privati stanno realizzando in chiave produttiva e turistica, intervenire con fermezza sul tema dell'edilizia scolastica. Basta inefficienze.

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