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Anche dalla Puglia alla manifestazione per difendere la salute degli italiani

Necessario anche rilanciare i consumi alimentari con un occhio attento alle etichette e contro gli sprechi

Mercoledì 19 marzo, a partire dalle ore 9,00, migliaia di agricoltori della Coldiretti, provenienti dalle campagne italiane e anche dalla Puglia, sfileranno per le strade di Parma per difendere la salute degli italiani. La manifestazione attraverserà il centro della città con le bandiere gialle dell'organizzazione e quelle dell'Unione Europea, unite dallo slogan "Facciamo luce". Il corteo partirà da Piazza della Repubblica per raggiungere la sede dell'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), l'ente che esamina le richieste di autorizzazione dei novel food. La comunità scientifica sul tema è concorde nel segnalare i rischi legati ai cibi ultraformulati, considerati l'anticamera dei cibi creati in laboratorio e sollecita ulteriori approfondimenti su sicurezza, valore nutrizionale e impatto sulla salute a lungo termine, ribadendo la necessità di procedere con prudenza.

Nel dibattito sui cibi creati in laboratorio, Coldiretti, da sempre impegnata nella trasparenza, nella qualità e nella sicurezza alimentare, non si oppone al progresso, ma chiede maggiore rigore scientifico nella valutazione dei nuovi alimenti per tutelare la salute dei cittadini, in linea con un approccio responsabile e coerente con i valori europei.

Per l'occasione Coldiretti ha anche lanciato la campagna digitale #facciamoluce, per informare i consumatori sui potenziali rischi di questi prodotti e promuovere un'alimentazione consapevole, radicata nella tradizione agricola italiana. Attraverso sticker simbolici a forma di lampadina e contenuti mirati, l'iniziativa invita a riflettere su ciò che arriva sulle nostre tavole e a dare voce ai dubbi sollevati dalla comunità scientifica.

E intanto, è necessario rilanciare i consumi alimentari in una situazione in cui a causa dell'aumento dei prezzi le famiglie hanno tagliano le quantità di cibo e bevande acquistate pur spendendo di più per la fiammata del carrello della spesa, ma va anche incentivato il consumo consapevole con un occhio attento alle etichette e contro gli sprechi, quando in Puglia finiscono in pattumiera 250 tonnellate di cibo all'anno. È quanto ha afferma proprio Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata mondiale dei Diritti dei Consumatori (World Consumer Rights Day), ispirata dal presidente John F. Kennedy, il quale inviò un messaggio speciale al Congresso degli Stati Uniti il 15 marzo del 1962, in cui ha affrontato formalmente la questione dei diritti dei consumatori.

"Devono essere date risposte ai cittadini che ancora non riescono ad accedere al cibo – afferma Coldiretti Puglia – attraverso serie e concrete politiche del cibo locale che facciano arrivare i prodotti agricoli e agroalimentari dalle campagne in città. Intanto, le preoccupazioni ambientali spingono nuovi stili di vita ed un approccio ai consumi più consapevole in Puglia, con il 35,7% dei pugliesi che acquista prodotti a Km0, il 15% prodotti biologici ed il 38,8% legge attentamente le etichette, tra i dati più alti d'Italia. L'affermazione dei mercati dei contadini nelle città ha consentito di ridurre la distanza tra produttore e consumatore rafforzando il legame tra aree rurali e aree urbane con un importante patrimonio di biodiversità che dalle campagne si trasferisce in città, con informazione sull'etichettatura degli alimenti".

Il cibo locale è divenuto anche uno strumento 'salva tasche' per i consumatori – aggiunge Coldiretti Puglia - perché i prodotti provengono dal territorio regionale e non subiscono eccesivi rincari per il trasporto, per il rapporto qualità-prezzo, perché la stagionalità e la biodiversità garantiscono che i prodotti non siano importati con l'effetto a valanga del caro prezzi.
Oltre a garantire la maggiore freschezza dei prodotti e tagliare gli sprechi, la filiera corta riduce anche i tempi di trasporto e, con essi, il consumo di carburanti e le emissioni in atmosfera, tagliando le intermediazioni con un rapporto diretto che avvantaggia dal punto di vista economico agricoltori e consumatori.
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