Scompare Nicola Fusiello, il nonno di Andria
Scompare Nicola Fusiello, il nonno di Andria
Attualità

Scompare Nicola Fusiello, il nonno di Andria

Avrebbe compiuto 104 anni il prossimo mese. A 19 anni la partenza per il fronte, la guerra e la prigionia

E' scomparso nel pomeriggio di oggi, domenica 27 aprile, Nicola Fusiello, classe 1921, il nonno di Andria. Avrebbe compiuto 104 anni il prossimo mese.

Non ha mancato di sorreggere i suoi figli e parenti nella sua breve parentesi ospedaliera. "Sto bene, non preoccupatevi per me", le parole dette fino a questa mattina ai suoi congiunti che lo hanno assistito presso il "Lorenzo Bonomo" di Andria, dov'era giunto 48ore prima.

Uomo forte e tenace, figlio di agricoltori ed egli stesso coltivatore diretto, Nicola si è sempre preoccupato (non solo occupato!) dei suoi terreni nei quali coltivava olive, uva, mandorle e grano. Lunghe e faticose le giornate trascorse in campagna, soprattutto durante il raccolto del frumento, quando si rimaneva a riposare la notte nei trulli, lontano da Andria, per riprendere all'alba l'attività agreste. Aveva 19 anni quando fu costretto dalla dittatura fascista ad arruolarsi. Dovette lasciare Andria, la famiglia ed il lavoro, i suoi sogni. La guerra lo costrinse a rivedere tutto: nel 1940 venne arruolato nella Guardia di Frontiera ed inviato a combattere in Africa. Due anni di guerra e poi la cattura nei pressi di El Alamein.

Venne quindi condotto in Egitto in un campo di prigionia inglese: qui trascorse ben quattro anni di detenzione dove imparò a fare il calzolaio. Gli anni di prigionia sembrano essere quasi una vacanza al confronto di quello che trova a Napoli e quindi in Italia, quando viene rimpatriato con altri connazionali nel 1946. La miseria, quella nera, la mancanza di cibo, la gente che per un chilo di farina era pronta a compiere anche azioni riprorevoli, ricordi bene impressi nella memoria, che Nicola ha raccontato in più occasioni, anche agli studenti di alcuni istituti superiori di Andria. Anni del dopoguerra vissuti riprendendo anche i contatti sociali, che lo portano a conoscere Don Riccardo Zingaro, il prete dei contadini. Da allora è rimasto, fino a quando le gambe gli hanno permesso di essere autonomo, vicino anche idealmente alla Comunità dei Braccianti.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, non poteva non apprezzare la sua vivacità, la fervida memoria ed il profondo attaccamento alla vita, sorretto dalla Fede, dal profondo e mai sopito amore verso la moglie Lucia Pastore, prematuramente scomparsa, dalla quale ha ricevuto quattro figli, Rosa, Riccardo, Grazia ed Isabella.

«Eravamo schiavi, perché un prigioniero è uno schiavo – ha raccontato nonno Nicola - Ho trascorso 14 giorni senza mangiare. Eravamo come cavalli in una stalla. Se ci portavano da mangiare, mangiavamo altrimenti rimanevamo a digiuno» e aggiunge «Una frase che sentivo ripetere spesso è voi non lavorate e voi non mangiate». Parole tremende che non ha mai dimenticato.

Il sindaco avv. Giovanna Bruno e l'intera Amministrazione comunale si stringono affettuosamente alla famiglia Fusiello, per la scomparsa del compianto Nicola, il più longevo cittadino andriese al momento, con i suoi 104 anni vissuti all'insegna della dedizione al lavoro e ai suoi cari.
"Ancora vivo il ricordo dei suoi 100 anni, dei suoi racconti, del suo garbo. Vicinanza particolare alla figlia, il Prefetto di Macerata Isabella Fusiello, cui due anni addietro è stata conferita la cittadinanza onoraria andriese, rafforzando ulteriormente il suo legame alla città federiciana, a cui presta sempre attenzione e spiccato senso di appartenenza", ha commentato la Sindaca Giovanna Bruno.

Da domani mattina, lunedì 28 aprile, sarà allestita la camera ardente presso la Casa Funeraria autorizzata dei Fratelli Capogna, in via Caio Svetonio 19 (zona PIP). Le esequie saranno celebrate martedì 29 aprile, alle ore 16 presso la parrocchia di Santa Maria Vetere, quartiere cittadino dove la Famiglia Fusiello ha origine.
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