Provincia Barletta Andria Trani
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Politica

Provincia BAT: urne aperte nel caos, tra inchieste, veleni e il fuoco delle intimidazioni

Tra fiamme intimidatorie e macerie politiche, la BAT al voto per un Consiglio che nasce già con la data di scadenza

C'è qualcosa di profondamente surreale nel vedere una classe politica che si affanna a cercare consensi tra le macerie di un ente che essa stessa ha contribuito a demolire. Ma oggi il "disturbo" si fa tragico: il fuoco divampato ieri sera sotto casa del presidente Bernardo Lodispoto, che ha avvolto l'auto della moglie, trasforma una crisi istituzionale in un bollettino di cronaca nera. Scusate il disturbo, dunque, se oggi ricordiamo che questo voto di "secondo livello" avviene mentre l'odore acre del fumo si mescola a quello di inchieste giudiziarie, bilanci bocciati e dimissioni di massa. Si vota per una poltrona che, per molti, durerà quanto un battito di ciglia prima delle comunali di maggio. È l'estremizzazione di una politica che gioca a scacchi con le istituzioni mentre le fondamenta bruciano – letteralmente – e la dignità amministrativa è finita da tempo fuori tempo massimo.

Cronaca di una vigilia di fuoco - La tensione politica nella Provincia BAT ha raggiunto il punto di rottura nella serata di ieri, 11 aprile. A meno di 24 ore dall'apertura dei seggi, l'auto della moglie del Presidente Bernardo Lodispoto è stata data alle fiamme davanti alla sua abitazione. Sul posto sono intervenuti d'urgenza i Vigili del Fuoco e le forze dell'ordine. Sebbene le cause siano ancora in corso di accertamento, l'ombra dell'atto intimidatorio grava pesantemente sulla consultazione odierna, esasperando un clima già reso elettrico dallo scontro istituzionale dei mesi scorsi.

Tre liste per un Ente decimato - In questo contesto di emergenza democratica, sono tre le compagini che si contendono oggi -urne aperte dalle ore 8.00 alle 20.00- i seggi di piazza San Pio X (totale 26 candidati):
La Lista del Presidente: 10 candidati. "Avanti con la BAT" é composta da quattro consiglieri tranesi – Angela Bartucci, Patrizia Cormio, Savino Cormio e Saverio De Laurentis – e da sei consiglieri di Margherita di Savoia: Grazia Damato, Salvatore Lattanzio, Vanessa Natola, Salvatore Piazzolla, Francesca Santobuono e Savino Tesoro.
Il Centrosinistra: 9 candidati. Gianluca Sanguedolce di Andria, Federica Cuna di Trani, Edmondo Valente, Carla Mazzilli e Gianni Naglieri di Bisceglie, Lucia Marzia Bucci di Canosa di Puglia, Cinzia Petrignano e Vincenzo Todisco di San Ferdinando di Puglia, ed Emanuele Quarta di Margherita di Savoia.
Il Centrodestra: 7 nomi. Quattro espressioni di Fratelli d'Italia – Pasquale Di Trani, Bruna Glionna, Marta Patruno e Michele Vitrani – due di Forza Italia, Giorgia Preziosa e Pasquale Di Noia, e uno della Lega con Pietro De Angelis.

Il terremoto di febbraio, il paradosso del calendario e del voto ponderato- Le elezioni odierne nascono dal collasso di febbraio, quando 11 consiglieri su 12 si dimisero in blocco, provocando la decadenza del Consiglio. Un atto di forza legato alla bocciatura del bilancio e alle ombre di un'inchiesta giudiziaria che vede indagati il Presidente e due consiglieri. Lodispoto ha però resistito, definendo la manovra un "esercizio da asilo nido" orchestrato per colpirlo personalmente a causa dei suoi passati posizionamenti politici regionali.

Mentre i grandi elettori (sindaci e consiglieri) votano con il sistema del peso ponderato, resta l'incognita cronologica: molti degli eletti di oggi potrebbero decadere già a giugno se non rieletti nei rispettivi comuni di Andria e Trani (mentre il Comune di Minervino Murge è commissariato), le cui amministrative sono ormai alle porte. In definitiva, quella che si sta consumando oggi nelle urne della provincia Bat assomiglia terribilmente alla ristrutturazione di un attico in un palazzo che ha le fondamenta allagate e il portone in fiamme. Si discute di chi debba occupare le stanze più alte e di equilibri di potere, mentre l'edificio istituzionale imbarca acqua e subisce l'attacco del fuoco. Il rischio è che stasera la BAT non consegni al territorio una nuova governance, ma soltanto una squadra di arredatori che osserva le macerie, pronta a traslocare prima ancora che il fumo dell'ultima intimidazione si sia diradato
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