ospedale Bonomo di Andria
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Attualità

Dal 1° giugno sospensione totale delle sedute operatorie programmate in regime di elezione

Nota sindacale CIMO-Fesmed, a firma del Segretario aziendale Francesco Saveriano

Una nota sindacale CIMO-Fesmed, a firma del neo Segretario aziendale Francesco Saveriano interviene sul provvedimento d'urgenza del dott. Nicola Di Venosa dell'Unità complessa di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale "Lorenzo Bonomo" di Andria, sulla decisione di sospendere le sedute operatorie programmate in regime di elezione.

In una nota inviata al Commissario dell'Asl Bt, Tiziana Dimatteo ed alla Direzione Medica dell'ospedale "Lorenzo Bonomo" di Andria, Emanuele Tatò, l'organizzazione sindacale che raggruppa i medici ospedalieri "esprime profonda preoccupazione, sconcerto e ferma costernazione a seguito del drammatico provvedimento d'urgenza adottato dalla UOC di Anestesia e Rianimazione del P.O. di Andria in data 26 maggio, che sancisce, a partire dal 1° giugno 2026, la sospensione totale di tutte le sedute operatorie programmate in regime di elezione.

"Ci troviamo di fronte all'ennesimo atto che decreta -sottolinea la nota del CIMO Fesmed-, nei fatti, il progressivo smantellamento e la drammatica riduzione operativa di un Ospedale che vanta una grande tradizione di eccellenza in ambito chirurgico e medico dell'urgenza/emergenza di un vasto territorio. Tutto questo sta avvenendo nel silenzio e nell'indifferenza totale delle istituzioni e della politica locale e regionale, un atteggiamento inaccettabile che ferisce il territorio, i cittadini e l'intera comunità. È una vera e propria sconfitta per tutti. Lo è per le straordinarie professionalità mediche e sanitarie che in questo ospedale operano ogni giorno con dedizione, e lo è per tutti noi che in questo progetto di sanità pubblica abbiamo fermamente creduto e per il quale ci siamo impegnati con immensi sacrifici. La sopravvenuta e assoluta carenza di personale medico e la drastica contrazione dell'organico dei colleghi anestesisti e rianimatori, citate nella nota d'urgenza, non sono eventi imprevedibili, bensì il risultato di una mancata programmazione e di una gestione che ha ignorato i ripetuti campanelli d'allarme lanciati anche da questa organizzazione sindacale. Ridurre l'attività chirurgica d'elezione per garantire a stento la terapia intensiva, i parti indolore e le urgenze emergenze significa privare l'utenza del diritto fondamentale alla cura e costringere i medici rimasti a turni massacranti, aumentando esponenzialmente il rischio clinico e il burnout".

"La sospensione delle attività chirurgiche programmate -prosegue Saveriano-, infatti, rappresenta un provvedimento eccezionale che testimonia l'attuale incapacità del sistema di garantire contemporaneamente 1) la copertura dei turni di terapia intensiva; 2) il funzionamento del blocco operatorio; 3) la gestione delle emergenze-urgenze; 4) La continuità dei servizi essenziali.
Tale situazione, infatti, rischia di determinare importanti ripercussioni sui tempi di attesa dei pazienti, sull'accesso alle cure chirurgiche; sulla qualità dell'assistenza, sulle condizioni psicofisiche degli operatori sanitari; sull'esposizione a potenziali rischi clinici e professionali.
​ Non possiamo accettare che la risposta a una crisi di personale sia una "dolorosa rimodulazione" che di fatto paralizza i reparti chirurgici.
​Per tali ragioni, la CIMO-Fesmed chiede un incontro urgente e straordinario con la Direzione della Asl Bt, anche mediante un tavolo di confronto con le altre organizzazioni sindacali, volto a individuare soluzioni alternative *immediate*, mobilitando personale o attivando procedure d'urgenza (es. prestazioni aggiuntive adeguate, graduatorie attive anche di altre Asl , mobilità d'urgenza) che non penalizzino esclusivamente il Presidio Ospedaliero di Andria. Si chiede altresì che sia eseguita una verifica puntuale delle condizioni operative e dei carichi di lavoro attualmente gravanti sul personale in servizio".​

La nota dell'Organizzazione sindacale diffida l'Amministrazione dal porre in essere soluzioni tampone che possano gravare ulteriormente sulla salute psico-fisica dei medici superstiti ed annuncia che, in assenza di risposte concrete e immediate volte al ripristino delle sedute operatorie e alla sicurezza dei lavoratori, attiverà ogni forma di tutela sindacale e legale consentita. Il sipario sul P.O. di Andria non può e non deve calare nell'indifferenza generale. Noi medici del P.O. di Andria non lo permetteremo", conclude la nota del CIMO - Fesmed.
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