Spagnoletti grida al tracollo dell’agricoltura. <span>Foto Riccardo Di Pietro</span>
Spagnoletti grida al tracollo dell’agricoltura. Foto Riccardo Di Pietro
Territorio

Onofrio Spagnoletti Zeuli: “La distruzione della nostra olivicoltura”

Il Conte contadino spiega le ragioni di una crisi che diventa una protesta generale

Una campagna olivicola anomala quella che si appresta a vivere la Puglia, con Andria in particolare, considerata una delle capitali europee dell'olivicoltura di qualità.
All'assenza di misure di tutela del prodotto di qualità, le importazioni incontrollate e di dubbia provenienza, una proposta di revisione della PAC visionaria e sconsiderata che danneggia irreparabilmente l'olivicoltura che garantisce occupazione, che è fra le maggiori colture a creare positività ambientali e che è fra i pochi comparti che, in questo momento storico, garantisce un minimo di economia ai territori come il nostro.
A tutto questo si vanno a sommare alle assurde quotazioni attuali delle olive e dell'olio, le scarse rese dell'olio estratto, un'offerta di manodopera non sempre coerente con le richieste.
Sono queste le drammatiche questioni su cui si incentrano le proteste degli olivicoltori, insieme alla preoccupante insicurezza di chi vive ed opera in campagna, luoghi sempre più spesso al centro di episodi di criminalità organizzata se non preda di mire egemoni di controllo del territorio, da parte di ingenti capitali provenienti dal malaffare, che tenta spregiudicatamente di accaparrarsi terreni ed aziende in difficoltà: tutte questioni che non potranno che acuirsi se si continua con queste politiche che porteranno alla distruzione dell'olivicoltura.

NON PROTEGGERE L'OLIVICOLTURA SIGNIFICA CREARE UN PROBLEMA SOCIALE IRREPARABILE A TUTTO IL TERRITORIO: NON SOLO PER L'AGRICOLTURA, NON SOLO PER I COLLABORATORI AGRICOLI, MA PER TUTTO IL TERRITORIO!!
Onofrio Spagnoletti Zeuli, il Conte contadino, imprenditore del settore, la cui famiglia è legata al territorio ed all'amore per le nostre produzioni tipiche da generazioni, ha deciso di affrontare con altri operatori del settore, attraverso l'indizione di una sorta di stati generali del settore primario, cercando di mettere intorno ad un tavolo tutti i protagonisti di questa filiera, di cui ancora molti non comprende la rilevanza sociale, economica ed ambientale.
Il 19 novembre è infatti in programma ad Andria, presso la sala ricevimenti "Nymphaeum" un'assemblea generale cui interverranno, con produttori, frantoiani, commercianti, associazioni ed organizzazioni di categoria, l'assessore regionale all'Agricoltura, Donato Pentassuglia ed i Sindaci del territorio. Con i Primi cittadini sono chiamata ad intervenire i rappresentanti parlamentari del territorio. A loro l'onere/onore di sostenere le ragioni di questa vibrante protesta, che vede su un unico fronte tutti i protagonisti di questo comparto nevralgico. Un gioco di squadra quindi, che deve necessariamente sostenere quelli che sono i problemi del comparto, forse negligentemente sottaciuti, forse barattati per altre questioni agricole, sui tavoli di Bruxelles e della Capitale.

"Siamo all'emergenza olivicola, siamo nelle condizioni di dire che ormai si rischia di dover abbandonare le nostre terre, le nostre produzioni –sottolinea il Conte Onfrio Spagnoletti Zeuli, alla vigilia di questo cruciale appuntamento-. Se ciclicamente dobbiamo affrontare problemi legati alle difficoltà della nostra agricoltura, oggi siamo giunti alla così detta tempesta perfetta, ovvero una serie di concomitanti eventi sfavorevoli che stanno facendo precipitare la situazione. Come se non bastasse la xylella, le vane promesse di interventi a favore del comparto, l'assoluta mancanza di considerazione da parte dell'Unione Europea, rischiamo di veder scomparire l'olivicoltura nella nostra regione, con tutte le ripercussione di ordine sociale, economico ed ambientale. Quella che è la distesa di ulivi più affascinante d' Europa si sta avviando a divenire una tetra rappresentazione di quello che è cominciato con l'abbandono delle campagne. Le problematiche le conosciamo bene tutti, le ricette per risolverle ci sono. Le nostre proposte saranno fattibili e reali. Cosa si aspetta ad intervenire? Possibile che non si comprende il rischio che questo territorio sta correndo? Proveremo ancora una volta -prosegue il Conte Spagnoletti Zeuli- , tutti insieme, tutti i soggetti coinvolti ad affrontarlo in maniera complessiva. La nostra speranza guarda al futuro, al benessere, alla salubrità ed alla prosperità di questo territorio. Noi vogliamo essere i custodi di questo habitat, preservando un patrimonio colturale unico nel suo genere, ma per fare questo abbiamo bisogno di interventi, seri e soprattutto definiti. Lo chiediamo con dignità e forza di spirito, come siamo stati abituati a fare nel nostro lavoro, caparbiamente, mai domi, sicuri che l'agricoltura rappresenta la vita, la natura, il nostro pianeta, quel bene che appartiene a tutti noi".
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