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Cronaca

Maestra accusata di violenze sui suoi alunni. Parla il difensore: "Il processo non è affatto concluso"

L'avvocato Carmine Di Paola: "Insegnante amata e difesa dalla quasi totalità della classe ed attaccata da una sparuta minoranza di genitori prima e di alunni poi"

Dall'avvocato Carmine Di Paola riceviamo e pubblichiamo:
"Faccio riferimento all'articolo pubblicato su AndriaViva, mercoledì 18 maggio u.s., intitolato "Condannata in Appello la maestra di Andria accusata di violenza contro i suoi alunni".
Avendo difeso l'insegnante 60enne in questione, sia in primo grado di giudizio, sia in fase di impugnazione (proposta dal P.M. e dalle parti civili), ho necessità di evidenziare alcune anomalie del processo, a mio avviso gravi, che lo caratterizzano a prescindere da quello che possa essere il suo esito finale. Nello specifico:
Le intercettazioni audiovisive sono state realizzate in violazione delle norme procedurali che le disciplinano. Il che ha determinato non soltanto una clamorosa illegittimità formale sinora ignorata dai Giudici (di 1° e 2° grado), ma anche una riproduzione infedele dei filmati. E' un aspetto rilevante della vicenda giudiziaria, che sarà adeguatamente trattata con il ricorso in Cassazione.
Le presunte persone offese e cioè i minori presuntivamente maltrattati dalla insegnante non furono ascoltati al tempo in cui i fatti si verificarono (2014-2015). E tanto ancora in violazione di una precisa previsione normativa, che sostanzialmente impone al P.M. di far esaminare i minori-quando si proceda per il reato di maltrattamenti a loro carico- nell'immediatezza attraverso lo strumento procedimentale dell'incidente probatorio.
Le medesime persone offese sono state ascoltate dalla Corte di Appello di Bari, che ne ha disposto l'esame, solamente nel 2022 e cioè a distanza di otto anni(!) dai fatti. Con testimoni cresciuti nel frattempo (diciassettenni) e ben preparati sullo spartito dell'accusa (essendo ben note le posizioni di accusa e difesa, proclamate ripetutamente e ribadite in più sedi). Con buona pace del requisito, irrinunziabile, della spontaneità.
Il processo, comunque, non è affatto concluso. Tutt'altro! Ovviamente io sono portatore di una verità di parte. Rimane, sul piano oggettivo, la realtà -questa sì acclarata senza possibilità di equivoci- di una insegnante amata e difesa dalla quasi totalità della classe ed attaccata da una sparuta minoranza di genitori prima e di alunni poi. Il processo penale diventa a volte -anzi sempre più spesso- uno specchio deformante che fa diventare colpevoli anche soggetti innocenti.
Appuntamento alla prossima puntata", conclude il suo intervento l'avv. Carmine Di Paola.
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