
Eventi e cultura
Fa tappa nella Cattedrale di Andria la rassegna “Il Suono delle Pietre. Itinerario concertistico tra le vie della Puglia”
Organizzata dalla Camerata Musicale Barese è in programma sabato 6 giugno alle ore 20
Andria - giovedì 4 giugno 2026
8.39
Andria si appresta a vivere un appuntamento artistico particolarmente suggestivo. Sabato 6 giugno alle ore 20 nella suggestiva Cattedrale di "Santa Maria Assunta in Cielo" nel cuore del centro storico andriese, vedrà protagonisti della serata musicale la violista Eleonora De Poi e l'organista Simone Vebber, interpreti di primo piano del panorama concertistico internazionale. Violista di straordinaria sensibilità interpretativa, Eleonora De Poi si è esibita in prestigiose sale internazionali come il Wiener Konzerthaus e il Royal Concertgebouw. Attualmente è Prima Viola del Teatro Carlo Felice di Genova e collabora con importanti istituzioni orchestrali europee, tra cui l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Considerato uno dei più autorevoli organisti italiani della sua generazione, Simone Vebber svolge un'intensa attività concertistica nei principali festival internazionali, da Parigi a Tokyo. Vincitore di numerosi concorsi europei, è docente di Organo presso il Conservatorio "Gaetano Donizetti" di Bergamo e apprezzato interprete di un repertorio che spazia dalla musica antica alla contemporanea.
Il programma del concerto dal titolo Suggestioni romantiche, sarà costruito attorno al dialogo sonoro tra viola e organo: due strumenti profondamente diversi ma sorprendentemente complementari per colore, profondità e capacità espressiva.
Il concerto si apre con la Fantasia per viola e organo di York Bowen, composta nel 1906. Musicista britannico nato nel 1884 e formatosi alla Royal Academy of Music di Londra, dove divenne successivamente docente di pianoforte, Bowen fu tra i più convinti sostenitori della viola come strumento solista, collaborando strettamente con il celebre violista Lionel Tertis, destinatario di molte sue composizioni. In questa pagina la viola esplora una tessitura ampia e virtuosistica, mentre l'organo, strumento che Bowen conosceva profondamente grazie alla sua esperienza presso la St John's Church di Upper Holloway, assume un ruolo strutturale e architettonico di grande rilievo. Segue il celebre ciclo Märchenbilder op. 113 di Robert Schumann, composto nel 1851 durante il periodo trascorso dal compositore a Düsseldorf come direttore musicale cittadino. Dedicati a Wilhelm Joseph von Wasielewski, violinista e primo biografo di Schumann, i quattro brani vengono proposti nella versione per viola e organo realizzata da Simone Vebber, che conserva integralmente l'articolazione originale dell'opera. Le indicazioni espressive – dal Nicht schnell iniziale al conclusivo Langsam mit melancholischem Ausdruck – restituiscono tutta la dimensione intima e narrativa della scrittura schumanniana, mentre l'organo sostituisce il pianoforte valorizzando cromatismi, tensioni armoniche e colori timbrici tipici dell'ultimo Schumann. Il percorso prosegue con Corale e Allegro dalla Sonata per viola e organo di Marco Anzoletti, violinista, compositore e didatta nato a Trento nel 1867. Allievo di Gaetano Coronaro al Conservatorio di Milano, Anzoletti dedicò gran parte della propria produzione alla valorizzazione degli strumenti ad arco, pubblicando anche una raccolta di studi per viola sola. In questa composizione emergono chiaramente gli influssi della riforma ceciliana, che si fondono con un gusto melodico italiano e con una costruzione formale ampia e rigorosa. Il momento più intimo della serata è affidato alla Elegy per viola sola di Benjamin Britten, composta nel 1930 quando il musicista inglese aveva appena sedici anni. Scritta poco prima dell'ingresso al Royal College of Music e degli studi con Frank Bridge, la pagina rivela già una sorprendente maturità espressiva. Privata dell'accompagnamento, la viola diventa qui una voce solitaria e meditativa: una linea libera, ricca di sfumature timbriche e contrasti interiori, capace di anticipare quella sensibilità per il colore sonoro e per la tensione lirica che caratterizzerà tutta la produzione di Britten. La sezione dedicata all'organo solo propone invece la Sonata n. 5 in re maggiore op. 65 di Felix Mendelssohn Bartholdy, composta tra il 1844 e il 1845 nell'ambito di una raccolta di sei sonate destinate al mercato inglese. La partitura si distingue per la sua struttura in tre movimenti: un Andante costruito su un tema corale originale, seguito da un Andante con moto dal carattere malinconico e infine da un brillante Allegro maestoso di grande imponenza virtuosistica. Mendelssohn ebbe un ruolo fondamentale nella riscoperta dell'opera di Johann Sebastian Bach nel XIX secolo, contribuendo alla cosiddetta "Bach-Renaissance": il suo linguaggio organistico unisce infatti il rigore contrappuntistico della tradizione barocca a una nuova sensibilità romantica, facendo dell'organo il luogo ideale di incontro tra passato e modernità.
A chiudere il concerto sarà la Fantasia op. 12 di Yngve Sköld, compositore e organista svedese nato nel 1899. Composta nel 1923, in una fase in cui la musica scandinava cercava un equilibrio tra influenze europee e identità nazionale, l'opera sviluppa una struttura libera nella quale la viola assume il ruolo di voce narrante su un tessuto organistico limpido e trasparente. La scrittura evita volutamente il contrappunto più denso, privilegiando linearità melodica e chiarezza espressiva, riflesso della formazione internazionale di Sköld tra Stoccolma, Praga e Brno.
Con questo nuovo appuntamento, Il Suono delle Pietre, grazie alla disponibilità delle Diocesi di Puglia - e in questo caso al Vescovo di Andria Mons. Luigi Mansi e al Presidente del Capitolo Cattedrale di Andria Don Giannicola Agriesti - continua a trasformare i luoghi della storia e della spiritualità pugliese in spazi di ascolto e condivisione, affidando al patrimonio architettonico il respiro della grande musica dal vivo.
La rassegna, coordinata artisticamente dal noto organista pugliese Francesco Di Lernia, rientra nella programmazione 2026 della Camerata Musicale Barese ed è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Bari e sostenuta da quattro realtà imprenditoriali del territorio attraverso l'Art Bonus: Garofoli Spa, Levante Logistica srl, Donato Violante Consulting, Studio Legale Fabio Verile.
L'ingresso al concerto è gratuito.
Ulteriori informazioni sul sito www.cameratamusicalebarese.it.
Il programma del concerto dal titolo Suggestioni romantiche, sarà costruito attorno al dialogo sonoro tra viola e organo: due strumenti profondamente diversi ma sorprendentemente complementari per colore, profondità e capacità espressiva.
Il concerto si apre con la Fantasia per viola e organo di York Bowen, composta nel 1906. Musicista britannico nato nel 1884 e formatosi alla Royal Academy of Music di Londra, dove divenne successivamente docente di pianoforte, Bowen fu tra i più convinti sostenitori della viola come strumento solista, collaborando strettamente con il celebre violista Lionel Tertis, destinatario di molte sue composizioni. In questa pagina la viola esplora una tessitura ampia e virtuosistica, mentre l'organo, strumento che Bowen conosceva profondamente grazie alla sua esperienza presso la St John's Church di Upper Holloway, assume un ruolo strutturale e architettonico di grande rilievo. Segue il celebre ciclo Märchenbilder op. 113 di Robert Schumann, composto nel 1851 durante il periodo trascorso dal compositore a Düsseldorf come direttore musicale cittadino. Dedicati a Wilhelm Joseph von Wasielewski, violinista e primo biografo di Schumann, i quattro brani vengono proposti nella versione per viola e organo realizzata da Simone Vebber, che conserva integralmente l'articolazione originale dell'opera. Le indicazioni espressive – dal Nicht schnell iniziale al conclusivo Langsam mit melancholischem Ausdruck – restituiscono tutta la dimensione intima e narrativa della scrittura schumanniana, mentre l'organo sostituisce il pianoforte valorizzando cromatismi, tensioni armoniche e colori timbrici tipici dell'ultimo Schumann. Il percorso prosegue con Corale e Allegro dalla Sonata per viola e organo di Marco Anzoletti, violinista, compositore e didatta nato a Trento nel 1867. Allievo di Gaetano Coronaro al Conservatorio di Milano, Anzoletti dedicò gran parte della propria produzione alla valorizzazione degli strumenti ad arco, pubblicando anche una raccolta di studi per viola sola. In questa composizione emergono chiaramente gli influssi della riforma ceciliana, che si fondono con un gusto melodico italiano e con una costruzione formale ampia e rigorosa. Il momento più intimo della serata è affidato alla Elegy per viola sola di Benjamin Britten, composta nel 1930 quando il musicista inglese aveva appena sedici anni. Scritta poco prima dell'ingresso al Royal College of Music e degli studi con Frank Bridge, la pagina rivela già una sorprendente maturità espressiva. Privata dell'accompagnamento, la viola diventa qui una voce solitaria e meditativa: una linea libera, ricca di sfumature timbriche e contrasti interiori, capace di anticipare quella sensibilità per il colore sonoro e per la tensione lirica che caratterizzerà tutta la produzione di Britten. La sezione dedicata all'organo solo propone invece la Sonata n. 5 in re maggiore op. 65 di Felix Mendelssohn Bartholdy, composta tra il 1844 e il 1845 nell'ambito di una raccolta di sei sonate destinate al mercato inglese. La partitura si distingue per la sua struttura in tre movimenti: un Andante costruito su un tema corale originale, seguito da un Andante con moto dal carattere malinconico e infine da un brillante Allegro maestoso di grande imponenza virtuosistica. Mendelssohn ebbe un ruolo fondamentale nella riscoperta dell'opera di Johann Sebastian Bach nel XIX secolo, contribuendo alla cosiddetta "Bach-Renaissance": il suo linguaggio organistico unisce infatti il rigore contrappuntistico della tradizione barocca a una nuova sensibilità romantica, facendo dell'organo il luogo ideale di incontro tra passato e modernità.
A chiudere il concerto sarà la Fantasia op. 12 di Yngve Sköld, compositore e organista svedese nato nel 1899. Composta nel 1923, in una fase in cui la musica scandinava cercava un equilibrio tra influenze europee e identità nazionale, l'opera sviluppa una struttura libera nella quale la viola assume il ruolo di voce narrante su un tessuto organistico limpido e trasparente. La scrittura evita volutamente il contrappunto più denso, privilegiando linearità melodica e chiarezza espressiva, riflesso della formazione internazionale di Sköld tra Stoccolma, Praga e Brno.
Con questo nuovo appuntamento, Il Suono delle Pietre, grazie alla disponibilità delle Diocesi di Puglia - e in questo caso al Vescovo di Andria Mons. Luigi Mansi e al Presidente del Capitolo Cattedrale di Andria Don Giannicola Agriesti - continua a trasformare i luoghi della storia e della spiritualità pugliese in spazi di ascolto e condivisione, affidando al patrimonio architettonico il respiro della grande musica dal vivo.
La rassegna, coordinata artisticamente dal noto organista pugliese Francesco Di Lernia, rientra nella programmazione 2026 della Camerata Musicale Barese ed è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Bari e sostenuta da quattro realtà imprenditoriali del territorio attraverso l'Art Bonus: Garofoli Spa, Levante Logistica srl, Donato Violante Consulting, Studio Legale Fabio Verile.
L'ingresso al concerto è gratuito.
Ulteriori informazioni sul sito www.cameratamusicalebarese.it.




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