Decaro incontro sulla sanità
Decaro incontro sulla sanità
Politica

Buco sanità, FdI: "No aumento tasse, Decaro cominci a risanare sprechi e ruberie, e vigili su opere finanziate con Pnrr"

“La voragine nei conti della sanità pubblica regionale fa spavento: fra 350 e 450 milioni di euro, secondo le stime dei preconsuntivi"

Di seguito la dichiarazione congiunta del gruppo regionale di Fratelli d'Italia (il presidente Paolo Pagliaro la vice presidente Tonia Spina e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri)

"La voragine nei conti della sanità pubblica regionale fa spavento: fra 350 e 450 milioni di euro, secondo le stime dei preconsuntivi. Il governo Decaro dovrà pagare i debiti contratti da chi l'ha preceduto, ma amministrare significa assumersi la responsabilità di quegli errori. Quindi, se bisogna risanare, non si può pretendere di presentare il conto ai cittadini strangolandoli con le tasse. No all'aumento dell'addizionale Irpef e ad aggiustamenti dell'Irap, no al mix delle due imposte o ad interventi sui redditi più alti, tutte ipotesi circolate in questi giorni.
"Il sistema sanitario regionale va bonificato prosciugando l'enorme sacca di sprechi. Tanti ne abbiamo denunciati, e continueremo a farlo: macchinari acquistati ma in attesa di essere installati da anni; cantieri aperti per milioni di euro e mai finiti; lavori di ristrutturazione interrotti o da rifare; progetti finanziati e ripensamenti in corso d'opera; spesa farmaceutica fuori controllo; mobilità passiva in aumento per l'impossibilità di curarsi in Puglia; protesi d'oro senza un centro unico di acquisto regionale; reparti ristrutturati ma vuoti. Se si moltiplicano questi sprechi per cento, mille casi, per incapacità di programmare e gestire la sanità regionale, il buco è presto spiegato. Per non parlare delle tante ruberie e mazzette per le forniture e gli appalti sanitari, su cui indagano le procure e che hanno già portato a processi e arresti.
"Ma chiedere ora ai cittadini pugliesi di stringere la cinghia, dopo aver dissipato i soldi pubblici destinati alla sanità – che già divora oltre l'80% del bilancio della Regione – è davvero la goccia che fa traboccare il vaso della pazienza. Stanno venendo al pettine tutti i nodi su cui noi di Fratelli d'Italia abbiamo lanciato l'allarme in tempi non sospetti.
"Martedì prossimo, 10 marzo, la Regione dovrà relazionare sui conti delle dieci asl pugliesi ai ministeri di Salute e Finanze, e la verità verrà a galla. Noi chiediamo al presidente Antonio Decaro scelte responsabili, a cominciare dalla nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie, che sia dettata da competenze e capacità manageriali effettive e non più dall'obbedienza e dall'appartenenza politica. La verità è che la sanità è stata gestita come un feudo elettorale e di consenso. E questo deve finire.
"In attesa dei numeri definitivi di aprile, chiediamo un segnale concreto di serietà e responsabilità, vigilando sul rispetto dei tempi di consegna di tutte le opere della sanità pubblica regionale finanziate con fondi PNRR, che vanno chiuse entro fine marzo e collaudate entro fine giugno per non rischiare la perdita dei 650 milioni stanziati per migliorare l'assistenza sanitaria territoriale, picconata negli ultimi vent'anni dai governi di centrosinistra della Puglia."
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