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Una nuova “materia” di studio

Simone, studente di Scienza dei Materiali a Bari

Avete mai sognato di indossare un costume fosforescente o dalle qualità idrofobe, capace di scacciare pioggia o proteggervi dalle intemperie? Quante volte abbiamo fantasticato su ipotetici marchingegni che avrebbero ottimizzato il nostro tempo e migliorato la qualità della vita? La risposta alle nostre futuristiche fantasie dimora in una sola componente: il materiale.

Volgarmente conosciuta sotto il nome di «facoltà kamikaze», il corso di laurea in Scienza dei Materiali offre un'opportunità d'approfondimento di una sfera innovativa nel campo dell'avanguardia scientifica. Ne parliamo con Simone, diplomato al liceo linguistico di Andria, che frequenta a Bari il secondo anno del corso triennale: «Scienza dei materiali è un corso di laurea afferente alla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Uniba. Non esiste un test d'ingresso per accedere al corso, ma solo un test di valutazione delle conoscenze logiche e matematiche».

Qual è il pane quotidiano dello studente medio del tuo corso, chiedo a Simone. «Ci occupiamo dello studio di materiali nuovi, innovativi e tecnologicamente avanzati, sotto più punti di vista: chimico, fisico o cristallografico. Tutto ciò per modificarne adeguatamente le proprietà atomiche e microscopiche e per avere nuove applicazioni a livello macroscopico». I moderni congegni tecnologici, gli smartphone, gli iPod o i tablet, che custodiamo gelosamente nelle loro custodie, sono il frutto del lavoro meticoloso di centinaia di addetti al settore: «I prodotti sono già davanti ai nostri occhi: celle fotovoltaiche, montature degli occhiali in fibra di carbonio, laser, persino camicie dai colletti in plasma studiate appositamente per renderle idrofobe, cosicché il sudore scivoli e non si sporchino».

Studiare Scienza dei Materiali a Bari significa «vagabondare tra il dipartimento di chimica, di fisica e di geologia» dice Simone, perché non esiste una struttura adibita solo al corso di studi. «Altra pecca è quella della suddivisione delle lezioni: si sacrifica molto l'attività di laboratorio per la teoria». Ciò nonostante, fatta eccezione per i soliti problemi che affliggono i poveri pendolari, costretti a lunghe passeggiate mattutine e pomeridiane per raggiungere il Campus, Simone è abbastanza soddisfatto del suo corso: «E' un po' più organizzato rispetto agli altri più affollati, i professori comunicano con noi rispondendo alle mail e rispettando gli orari di ricevimento».

Chimica, fisica, analisi… Come sfuggire dall'incubo dei radicali, delle funzioni e delle derivate? «La formazione scolastica è sicuramente importante, ma non indispensabile. Chi proviene da uno scientifico è avvantaggiato e può comprendere prima alcuni concetti» ci dice Simone, «ma se si ha passione e se si è portati per le materie scientifiche non c'è freno che tenga. Tutti i professori cominciano dalle basi e sono disponibili a chiarire dubbi».

Le aziende italiane e straniere richiedono un largo numero di laureati in Scienza dei Materiali, c'è qualcuno che riesce a trovare lavoro anche solo dopo la triennale. Aziende, fabbriche o anche multinazionali come la Eni o la Bosch, assumono un largo numero di esperti come addetti al controllo della qualità e alla certificazione, fino alla caratterizzazione e allo studio effettivo di nuovi materiali. Rimbocchiamoci le maniche, che la corsa al brevetto abbia inizio!
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