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Attribuire valore in Europa alla laurea italiana

Equipollenza, questa sconosciuta!

Dopo una laurea italiana decidi di continuare gli studi o di trovare lavoro in un altro Paese dell'Unione Europea: come fare? A tal proposito, prima di disperare dinanzi ad una burocrazia sempre più intricata, vediamo come orientarci in territorio comunitario.

Equipo… che? Il certificato di Equipollenza consiste in una verifica della validità del proprio titolo di studio per poterlo definire equivalente, da un punto di vista giuridico, alle norme dello Stato straniero nel quale vogliamo lavorare o continuare gli studi;

Una equipollenza o più equipollenze? Sfatiamo un mito: non esiste un riconoscimento automatico dei titoli di studio. Ogni caso dovrà essere analizzato singolarmente con cura: tutti i paesi dell'UE si sono arrogati il diritto di riconoscere i titoli universitari sulla base di criteri diversi. Inoltre, l'equipollenza si stabilisce anche a seconda dello scopo della loro spendibilità all'estero. Ad esempi o, per partecipare ad un concorso pubblico in Italia con un titolo estero (senza dimenticare i requisiti di cittadinanza) la procedura di equipollenza è molto più semplice perché basata sul singolo concorso (art. 38 del Decreto Legislativo 165/2001);

A chi rivolgersi? I centri ENIC/NARIC si occupano direttamente delle pratiche e della traduzione dei documenti nella lingua del paese in cui hai deciso di trasferirti. Ad esempio, se hai studiato in Slovenia e ritorni in Italia, devi rivolgerti al centro ENIC/NARIC del tuo paese d'origine; nel caso contrario, viceversa.

Dove andare? Se sei uno studente straniero e vuoi continuare gli studi in Italia, devi rivolgerti al Magnifico Rettore di un Ateneo nel quale sia presente un corso di studi simile a quello per cui si inoltra la richiesta. In caso contrario, sarà necessario rivolgersi alla Sezione Culturale dell'ambasciata in Italia del paese presso cui si intende inviare la domanda.

European Union, il cui motto recita Unity in diversity?
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