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Fioccano eccellenze al Politecnico di Bari

Ricerca scientifica: Poliba al 1° posto

Il tragitto medio che va da piazza Aldo Moro, stazione Centrale, sino alla sede del Politecnico di Bari è di circa trenta minuti. Trenta minuti di spiacevoli scarpinate, prima via Capruzzi, poi la biblica via Re David, lungo la quale forse ci siamo interrogati sulla precarietà dell'esistenza umana, sul perché di un marciapiede così stretto e di una strada così lunga. Ma mentre a Bari piovono pezzi di cornicione, come quello precipitato ieri all'angolo di via Garruba, mentre in Italia in questi giorni ci si mobilita per lo sblocco dei turnover, il nostro irraggiungibile Politecnico si piazza per il terzo anno di fila al primo posto per la qualità della ricerca scientifica italiana nel Scimago Institutions Ranking (Sir) World Report del 2013.

I criteri della graduatoria si basano sull'analisi delle ricerche scientifiche prodotte dagli istituti di ricerca e sull'«impatto normalizzato», ovvero sul rapporto fra l'impatto scientifico di una pubblicazione e la media mondiale. L'Impatto Normalizzato è reso attraverso un numero decimale: quello del Politecnico di Bari quest'anno è pari al 2,03 seguito da altri prestigiosissimi istituti di ricerca italiani quali il Politecnico di Milano (1,42), di Torino (1,36), la Bocconi (1,58), il CNR (1,28), la Normale di Pisa (1,82) e l'Istituto Italiano di Tecnologia (1,85).

Qualche mese fa Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo, aveva infelicemente proposto di chiudere gli atenei di Bari, Messina e Urbino, a suo avviso inutili «fabbrica delle illusioni». La dichiarazione aveva suscitato enormi polemiche in seno ad un ambiente universitario piuttosto fecondo, soprattutto in campo scientifico. Qualche esempio? Quello di Valeria Leonarda Scarano, 33enne di Lucera che, dopo il Dottorato di Ingegneria industriale presso il Poliba, è stata premiata dalla Commissione di Valutazione di Enel Foundation e della Fondazione CRUI per il suo studio dal titolo Nuovo approccio per la valutazione di affidabilità di Smart Grid. Il Politecnico barese si riconferma in prima linea nel settore dello Smart Grid, rete d'informazione su un uso intelligente e razionale della distribuzione elettrica.

Mentre prosegue il graduale depauperamento dei Dipartimenti e delle ex Facoltà inserite all'interno di essi, l'esistenza di eccellenze umane in più istituti di ricerca baresi smaschera un progressivo abbandono da parte del Ministero della Pubblica Istruzione travestito da un'ottimizzazione dei fondi da ripartire solo negli atenei virtuosi (cioè più ricchi). Istruzione a tutti i costi? Anche per noi è sì.
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