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Un fenomeno italiano

Disoccupazione giovanile e cervelli in fuga

A pochi giorni dalla pubblicazione delle graduatorie nazionali degli idonei al test d'ingresso di Medicina e Chirurgia, un'altra inquietante rivelazione turba i sogni degli studenti italiani: il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 40,01%, come affermano i dati Istat. Le persone in cerca di lavoro nella fascia d'età tra i 15 e i 24 anni sono 667mila, pari all'11.1% dei ragazzi della stessa età. Il tasso degli inoccupati, cioè di tutti coloro che non hanno mai avuto esperienze lavorative riconosciute e contribuite, si attesta al 36.3%. A questo si aggiunge la crescita progressiva del numero dei Neet (not in employment, education or training), giovani fra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati in nessun tipo di attività formativa o lavorativa.

In questo scenario disarmante, l'unico spiraglio di luce è quello della fuga all'estero. La Coldiretti ha condotto un'inchiesta, basandosi sui dati Ocse, per indagare il fenomeno dell'esodo dei cervelli dall'Italia. Le percentuali parlano chiaro: quasi l'8% dei ragazzi intervistati ha scelto la via dell'emigrazione approfittando di opportunità lavorative che il nostro paese non garantisce. A questi si aggiunge quel 56% di giovani studenti pronti ad espatriare per lo stesso motivo.

Un esodo internazionale al quale si aggiunge quello che nelle ultime ore si sta profilando come esodo intra-nazionale. Stiamo parlando delle centinaia di ragazzi idonei al test di ingresso di Medicina che dovranno lasciare le regioni del Nord per andare a ricoprire i posti vacanti negli atenei del Sud Italia. Il motivo di questo insolito quando inaspettato colpo di scena va ricercato nell'introduzione della graduatoria nazionale che sancisce metri di valutazione uguali in tutta Italia. In altre parole, molti studenti idonei ma prenotati dovranno studiare in un ateneo diverso da quello sperato a causa dell'esaurimento dei posti. Una sorta di corsa all'oro studentesca, una diaspora assurda quanto gravosa per centinaia di famiglie che si concluderà, probabilmente, dopo la fine degli studi con un'emigrazione all'estero consigliata o costretta. Un fenomeno tutto italiano, insomma.
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