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Pedagogia e maternità

Studiare Scienze della Formazione oggi

Fare la mamma ormai è diventato un vero e proprio mestiere. Ce lo ricordano le trasmissioni in tv, le tate che diventano star dopo aver partecipato ai reality show e i sociologi del primo pomeriggio. La prima insegnante di vita è la madre, figura contradditoria ed emblematica. Lungi da noi la soluzione alla «mazzi i pannell», la moderna pedagogia suggerisce orientamenti più razionali e ponderati.

Solo nella seconda metà del secolo XIX la pedagogia si propose come scienza, come filosofia dell'educazione e didattica sperimentale. Attualmente il nostro ordinamento universitario prevede corsi di laurea specifici per l'insegnamento primario e la formazione. Facciamo il punto: quanti sono gli iscritti a Scienze della Formazione? A cosa vanno incontro?

In una precedente puntata, Cinzia, 23 anni, ci parlava della sua esperienza universitaria nell'ateneo barese, esternando dubbi, aspettative ed offrendoci chiarimenti a proposito della formazione prevista per esercitare il mestiere dell'insegnante: http://www.andriaviva.it/magazine/rubriche/puntate/da-grande-faro-l-insegnante-utopia-o-realta/. L'approccio suggerito oggi, al contrario, si basa su un'ottica più ampia: quella dell'intero Paese.

Secondo i dati elaborati da Alma laurea per l'anno 2011 e 2012, la quasi totalità dei laureati in Scienze della Formazione è rappresentata dal sesso femminile (95,9%). Nonostante questo lo stipendio medio dei laureati uomini è più alto rispetto a quello delle donne (1.133 euro mensili contro i 1.079 femminili) e la percentuale di occupazione dei laureati (95%) è leggermente più alta di quella delle laureate (90,3%). Una differenza di genere piuttosto contradditoria se pensiamo che nell'immaginario collettivo l'insegnante, l'educatore, l'assistente sanitario indossa sempre vesti femminili. Il livello di specializzazione, dopotutto, sta abbattendo le tradizionali barriere legate alla predominanza femminile nel settore; non a caso la percentuale di occupazione all'interno di strutture private (20,7%) sta lentamente salendo rispetto al passato.

Molto interessante è indagare sul profilo attitudinale e sociale dei laureati: ben il 36% proviene dalla classe operaia ed il 34,4% ha precedentemente studiato in un liceo socio-psico-pedagogico o magistrale. L'81,6% degli intervistati ha già lavorato in passato, ambisce ad una professione nel campo delle risorse umane e formazione (65,5%), dell'organizzazione e pianificazione (31,7%) o del marketing, comunicazione, pubbliche relazioni (27,9). Il livello di soddisfazione degli studenti rispetto al corso di studi non è dei migliori: solo il 36,6% risponde affermativamente alla questione.

Insegnanti, educatrici, assistenti sociali, mamme: siamo sicuri che insegnare ed educare sia una prerogativa esclusivamente femminile?
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