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«Mens sana in corpore sano»

Sport in Università: una corsa ad ostacoli!

La vita dello studente universitario è piena di rinunce; una fra queste è, senza dubbio, la riduzione del tempo destinato all'attività fisica e allo sport. «Mens sana in corpore sano» diceva il caro vecchio Giovenale… E come dargli torto? Lo sport, infatti, non è soltanto un toccasana per il benessere fisico ma è anche un mezzo per scaricare le tensioni accumulate a causa dello stress scolastico.

Quali opportunità offre il nostro sistema universitario per chiunque voglia mantenersi in forma? In Italia, la più importante organizzazione sportiva universitaria è il C.U.S.. Esistono quarantotto C.U.S., ognuno dei quali fa capo ad una specifica università e associazione sportiva. Il C.U.S. di Bari è il più grande in tutta Italia ed accoglie ben dieci sezioni sportive tra le quali atletica leggera, canottaggio, nuoto, pallacanestro, canoa, lotta e pattinaggio. Tutti gli studenti impegnati nelle attività agonistiche possono partecipare a gare e tornei organizzati fra le varie università.

Ciononostante, la mole di studio, l'impraticabilità di alcune strutture e la naturale instabilità della carriera dello sportivo spingono molti giovani ad abbandonare sogni agonistici per abbracciare un corso di studio più convenzionale. A tutto questo va sommata l'assenza di borse di studio e della flessibilità necessaria per coordinare gli allenati allo studio. Persino la crisi ci mette lo zampino: i tagli effettuati sul sistema scolastico vanno ad incidere anche sui fondi destinati ai C.U.S.. Il capitale destinato al «potenziamento dell'attività sportiva universitaria», infatti, ha subito un calo precipitoso, dai 10 milioni stanziati nel 2008 ai poco più di 5 milioni del 2012. Tagli che non incentivano affatto l'attività motoria e vanno ulteriormente ad abbassare il livello di efficienza dei centri sportivi, a dir poco vergognosi se rapportati ad altre realtà internazionali, come quella inglese o statunitense.

Mi ritorna in mente il caso Stendardo: il 31enne napoletano, difensore dell'Atalanta, lo scorso dicembre diserta la gara della Coppa Italia contro la Roma, nella quale era dato tra i titolari, per sostenere l'esame di stato per l'esercizio della professione di avvocato. La risposta dell'allenatore? «Ci sono dei regolamenti, noi siamo a disposizione dell'Atalanta, siamo dei professionisti ben pagati». E voi, al suo posto, cosa avreste scelto?
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