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La ripida salita d'Ippocrate

Il test d’ammissione al Corso di Medicina e Chirurgia

Il prossimo 9 settembre, saranno 84 mila gli studenti impegnati nel test d'ammissione al Corso di Laurea a numero programmato di Medicina e Chirurgia. Si preannuncia che quest'anno l'accesso alla facoltà sarà ancor più arduo rispetto agli anni passati, complice l'aumento delle iscrizioni e la mancata introduzione di nuovi posti. Le richieste, infatti, sono cresciute del 23%, basti pensare che lo scorso anno gli studenti che hanno partecipato al concorso sono stati 68.426, all'incirca 16mila in meno. Nonostante il forte incremento delle iscrizioni, soltanto 10.748 studenti per Medicina e 984 per Odontoiatria potranno effettivamente intraprendere la carriera universitaria in quanto il numero di posti a disposizione è rimasto invariato rispetto allo scorso anno accademico.

Le discussioni intorno al test d'ingresso per le professioni sanitarie sono state inasprite da una serie di proposte che hanno ridimensionato la possibilità di accesso per alcune fasce di studenti. Stiamo parlando dell'introduzione del bonus-maturità, variabile da uno a 10 punti, per gli studenti diplomati con un punteggio uguale o superiore ad 80 su cento. La meritocrazia della proposta è in realtà soltanto apparente: è stato introdotto un criterio di valutazione in percentili che non garantisce una distribuzione eguale di punti bonus in tutti gli istituti italiani. In altre parole, come specificato nella precedente puntata (http://www.andriaviva.it/magazine/rubriche/puntate/facolta-a-numero-chiuso/), per ottenere il massimo del bonus, 10 punti, lo studente dovrà ottenere un punteggio finale che l'anno precedente è stato superato solo dal 5% dei diplomati della stessa scuola.

La preparazione al test dà vita ad un giro d'affari non trascurabile: libri, manuali e costose ripetizioni private che saranno imprescindibili vista la maggiore difficoltà del «quizzettone». In media, solo un ragazzo su 8 riuscirà a superare la prova, stima che contribuirà all'aumento della competitività fra gli studenti, soprattutto se teniamo in considerazione l'alto numero di quelli che lo rifaranno dopo vari tentativi a vuoto degli anni passati. Da quest'anno, però, la graduatoria sarà nazionale e, dunque, la prova si dirà superata a partire da un determinato punteggio, lo stesso in tutte le sedi universitarie italiane.

Non ci resta che augurare un grande in bocca al lupo a tutti gli studenti che il 9 settembre sosterranno il test che deciderà le sorti del proprio futuro universitario.
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