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L’universitario «in crisi»

Continuare gli studi o gettare la spugna?

All'ultimo di Liceo, la studentessa G. si trova di fronte ad un bivio: continuare gli studi o gettare la spugna? Il sogno di G. è sempre stato quello di insegnare, la sua è quasi una vocazione: non a caso per racimolare qualche spicciolo si dedica alle ripetizioni pomeridiane. «Crisi, crisi, crisi!» le dice suo padre, operaio cassintegrato, «studiare non serve a niente, non possiamo permetterci di mantenerti».

Viviamo un presente che svela i segni premonitori di un futuro ancor più infausto. Esodati, cassintegrati o, peggio ancora, disoccupati. Chi decide di iscriversi adesso all'Università lo fa mettendo in conto il rischio di non vedere concretizzarsi i propri progetti di vita. Trent'anni fa chi decideva di concludere gli studi lo faceva con la consapevolezza che le eventuali privazioni sarebbero state transitorie, che l'istruzione sarebbe servita alla preparazione professionale da mettere in atto scendendo in campo.

Secondo le statistiche, il 2012 ha registrato un calo di iscrizioni pari a 50.000 unità. Il danno non è soltanto personale perché a perderci è l'intero sistema: di quanti potenziali fisici, cardiologi, insegnati, eccellenze ci stiamo privando? Abbandonare gli studi quando si hanno le giuste capacità non può essere una forzatura. Sebbene si respiri un giustificato clima di sconforto generale, è bene non dimenticare che il diritto allo studio, seppur ultimamente depauperato nei fondi e nelle modalità di accesso, continua ad offrire agevolazioni, borse di studio, vere e proprie ancore di salvezza per gli studenti meno agiati.

L'A.di.su. Puglia mette annualmente a disposizione servizi di diritto allo studio. Quali? Il primo è senz'altro l'attribuzione di borse di studio per i meno abbienti; quest'anno quasi la totalità degli iscritti ne ha potuto beneficiare grazie all'arrivo di ulteriori fondi. Tramite l'Ente è anche possibile avere accesso ad agevolazioni fiscali sulle tasse universitarie, su spettacoli teatrali e in alcune sale cinematografiche od usufruire delle cinque mense scolastiche situate a Bari in punti strategici in modo da ricoprire interamente l'utenza.

Il book sharing, ovvero il prestito di libri usati tra studenti, è la forma tradizionale di soccorso al portafoglio, soprattutto quando i professori, spesso autori delle pubblicazioni, non tollerano fotocopie ed esigono i libri testo all'esame. Il servizio viene offerto dalle aulette delle varie facoltà, dalle associazioni e spesso anche dalle biblioteche universitarie. Con un apposito permesso è possibile prelevare i libri direttamente in facoltà per poi riconsegnarli affinché tutti gli studenti possano consultarli. Perché è proprio a partire dalla cooperazione che si può cominciare a condividere saperi, nutrire curiosità e affrontare con forza il futuro.
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