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Il primo colloquio non si scorda mai

Dritte, consigli per aspiranti assunti

Sveglia prima del solito. L'abbigliamento è quello di un sedicente affarista da metropoli. Hai costretto per settimane amici e parenti a sorbirsi l'interpretazione forzata del tuo prossimo colloquio di lavoro ma adesso, a poche ore dall'incontro fatale, sei più nervoso di un ragazzino il giorno della sua prima confessione. Ne hai superati di esami ma il primo colloquio, si sa, non si scorda mai.

Studiare fino al minimo dettaglio il proprio outfit non basta. Arrivare preparati significa anche conoscere in anticipo quelle che potrebbero essere le domande a noi riservate. Qualche esempio? «Perché volete questo lavoro?» per poi passare al più lungimirante «Vi dedicate al lavoro con passione?». Non mancano neppure le più personali «Vi integrate facilmente? Che obiettivi avete raggiunto fino ad ora?».

Nulla è da lasciare al caso. Avere la risposta pronta ad ogni domanda, senza peccare d'egocentrismo e presunzione, prepararsi al peggio per dare il meglio di sé. Vi guarda, abbassa gli occhiali e passandovi in rassegna vi chiede: «Perché dovremmo scegliere lei?». Mai venne posta domanda più ostile. La risposta, in questo caso, dev'essere forte e decisa. Rispondete sinceramente, senza remore. L'obiettivo è quello di convincere il vostro interlocutore che la sua azienda non può non avvalersi della vostra professionalità e del vostro apporto.

Cosa non fare? Innanzitutto, evitare di presentarsi senza conoscere il proprio curriculum, soprattutto se l'ultimo colloquio è avvenuto molto tempo fa. Altro ammonimento: non siate eccessivamente prolissi. Forse la cronostoria dettagliata del vostro ultimo esame di Diritto Privato interessa ben poco ai fini dell'assunzione. Nell'era cybernetica in cui siamo costretti a sopravvivere, non mancano i colloqui via web. In Italia società come Allergan, Axa MPS Assicurazioni Vita, DHL Express Italy e Infocert incontrano gli aspiranti candidati via Skype. Anche in questo caso siate spontanei, sicuri di sé ed evitate visuali imbarazzanti come i pensili della cucina o, peggio ancora, la spalliera del letto.
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