UniverCity

Il dispaccio degli appunti universitari

Nasce Skuola.net Store, piattaforma online per gli appunti

Poi arriva quell'esame, quello per cui stai sudando sette camicie, tre saggi, quattro dispense, pagine su pagine di appunti. Già, gli appunti. I tuoi o quelli del tuo compagno di corso, scritti in un pulito stampatello maiuscolo oppure più indecifrabili della Stele di Rosetta, fotocopiati oppure meticolosamente ricopiati a penna. Se hai frequentato tutti i giorni oppure sei circondato da compagni universitari generosi e clementi, la ricerca e la successiva conquista degli appunti è a costo zero. Ma in tempi di crisi e di malora, sono molti gli studenti che mettono su veri e propri dispacci di appunti, ottenendo un guadagno anche superiore al 50 per cento.

Potremmo discutere di quanto sia etico o meno vendere appunti universitari per ore. Ma, quando la necessità chiama, il Dio Denaro risponde. Un po' come assetati nel deserto ci affidiamo al miraggio del primo mercante e, in questi casi, non ci sono garanzie di acquisto. Proprio per fronteggiare possibili delusioni, nasce a Torino la prima piattaforma online per la compravendita di appunti, Skuola.net Store. La start up è frutto dell'idea dell'Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico e consente di acquistare materiali a prezzi accessibili: tra i 5 e i 7 euro per gli appunti, intorno ai 3 euro il prezzo delle esercitazioni. Lo Store funziona come una qualsiasi applicazione e consente un miglioramento dell'accesso al materiale sia per i venditori che per gli acquirenti. Chi vende appunti, infatti, può guadagnare sino al 70 per cento; i compratori, d'altro canto, non corrono il rischio di incappare in trappole perché un team di esperti controlla la qualità dei contenuti e si riserva di approvarli. Dopo l'acquisto del materiale, ogni utente/acquirente può recensirli, come in un vero store.

Skuola.net Store contiene già appunti e materiali di 6mila esami di tutte le università italiane. Gli sviluppatori si sono prefissi, entro la fine del 2014, di riempire la piattaforma con il materiale di tutti gli esami presenti nelle varie università italiane. Fine dell'era della compravendita dai bagarini o inizio dell'età misericordiosa del prestito? Ai posteri l'ardua sentenza.
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