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Facoltà di Architettura: una sfida possibile?

L'esperienza universitaria di un neo laureato

Italiani, popolo di artisti, scultori, architetti, progettisti sin dall'epoca romana. L'architettura, in particolare, è il dominio dell'equilibrio, della sinergia fra uomo e natura, del giusto compromesso fra innovazione e fruibilità. In Italia ci sono ben 51 scuole, tra facoltà di Architettura e Ingegneria, ed è italiano un terzo degli architetti europei, cifra che rappresenta quasi un decimo del totale mondiale. Ciononostante, la categoria è ben lontana dal vantare una situazione occupazionale positiva; infatti, stando all'ultimo rapporto redatto da Alma Laurea, degli architetti iunior laureati nel 2011 lavora solo il 18,8%, peggio solo psicologi, ingegneri e geo-biologi.

Studiare Architettura a Bari è un'impresa possibile? Chiediamolo ad un neolaureato, fino a poco tempo fa alle prese con la sua tesi di laurea. Come in tutte le facoltà, la qualità dell'insegnamento delle materie di studio dipende strettamente dal docente e, come ricorda il nostro neolaureato, «di alcuni serbo un ottimo ricordo, di altri meno. Ho incontrato un po' di problemi soprattutto durante la preparazione della tesi». Le tesi di Architettura, infatti, sono dei veri e propri progetti da realizzare in gruppi di circa sei studenti basandosi su laboratori di lavoro precedentemente stabiliti dai diversi insegnanti. Uno fra i problemi più noti è quello delle forti spese che lo studente in Architettura deve sostenere. «La mia - continua l'intervistato - è una facoltà elitaria; oltre a comprare materiali costosi all'inizio dell'anno, necessari per la frequentazione dei corsi, anche le stampe, talvolta di grossi formati, rappresentano un ingente carico da sostenere quasi settimanalmente». L'eterna diatriba tra innovazione e tradizione è stata mediata a livello internazionale grazie all'introduzione della figura del visiting professor, un professionista del settore che, dopo un'esperienza esterna sul campo pratico non più lunga di due anni, possa far tesoro del bagaglio culturale accresciuto per organizzare un ciclo di insegnamento accademico all'avanguardia.

La domanda sorge spontanea: quanto viene stimata la facoltà di Architettura barese se messa in rapporto con i corsi degli altri politecnici italiani? «La mole di studio è sempre tanta, gli argomenti approfonditi in maniera efficace». Questo comporta da un lato una preparazione teorica molto specifica e riconosciuta a livello nazionale, dall'altro il proverbiale alto tasso dei laureati fuoricorso. Basti pensare che fra i 150 immatricolati nell'a.s. 2006/2007, solo due sono attualmente laureati.
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