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Lingue non più straniere: come apprenderle?

Quante volte ci sarà capitato di incorrere nella spiacevole situazione di maledire la nostra scarsa padronanza nelle lingue straniere? Quando il caso si presenta sotto forma di avventato turista, le nostre possibili alternative sono due: troncare sul nascere qualsiasi possibile forma di comunicazione interculturale o, peggio, cercare di intavolare una conversazione criptica ed ermetica riesumando reliquie di inglese o di francese accademico.
Attualmente, tutte le facoltà italiane prevedono nel corso di laurea uno o più prove di lingua straniera, alcune fra queste prevedono esami di inglese scientifico come il LMP: Language for Medical Purposes. In realtà, la padronanza di almeno un idioma straniero oltre l'inglese è diventata una necessità non soltanto per studenti in erba ma anche per gli aspiranti professionisti del domani.

Il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) è stato messo appunto dal Consiglio d'Europa per regolarizzare e formalizzare il livello di competenza delle sei lingue più parlate in Europa: inglese, francese, italiano, spagnolo, tedesco e portoghese. Le tre fasce di competenza A (Base), B (Autonomia) e C (Padronanza) sono ulteriormente suddivise in due sottolivelli (1 e 2). Lo studente durante l'esame dovrà mettere alla prova le sue capacità d'ascolto, comprensione e, per ultimo, di produzione.
L'aspirante anglofono può facilmente sostenere il PET (Preliminary English Test), rilasciato dall'Università di Cambridge, che rappresenta il livello di difficoltà B1. Il B1 è il livello "di soglia" per quanto riguarda il riconoscimento universitario effettuato dai Centri Linguistici Universitari: si tratta di un parametro puramente obiettivo, oramai adottato da varie università europee. Per gli amanti della lingua teutonica è riservato il Goethe Zertifikat (livello B2), certificato dal Goethe Institut. Gli innamorati del francese, invece, possono sostenere il DELF (Diplome d'Etudes en langue française) oppure il DALF (Diplome approfondi de langue française) entrambi rilasciati dal Ministero dell'Istruzione francese e riconosciuti a livello internazionale. Infine, i cultori della lingua spagnola, dimenticando il solito «lo spagnolo è uguale all'italiano, basta aggiungere le 's' alla fine» potranno mettere alla prova le loro capacità con il DELE (Diplomas de Español como Lengua Extranjera), rilasciato dall'Instituto Cervantes.

Così facendo con un po' di pazienza, unita ad una giusta dose d'impegno, non soltanto potremmo rispondere dignitosamente all'ipotetico turista in panne, ma anche arricchire il nostro bagaglio culturale.
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