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Braccia allevate per l’agricoltura

Facoltà di Agraria: cresce del 40% il numero degli iscritti

«Braccia levate all'agricoltura», quale insulto peggiore potrebbe mai scaraventarsi contro lo studente poco incline all'impegno? Il lavoro nei campi, le levatacce mattutine, i cicli e le stagioni… Quando si parla di produzione agricola fioccano stereotipi d'ogni tipo. Eppure, in netta controtendenza rispetto all'attuale situazione economica del Paese, l'agricoltura vitale e anticiclica rimane uno dei settori meno inclini al declino. I dati Agia, Associazione dei giovani imprenditori della Cia, parlano chiaro: delle 158 mila aziende agricole under 40 presenti in Italia, il 39% è guidato da giovani imprenditori da poco inoltratisi nel campo (e fra i campi).

L'hanno capito bene i neo immatricolati alla Facoltà di Agraria, in crescita del 40% secondo la Coldiretti. Buoni anche i dati forniti da Almalaurea: i laureati specialistici lavorano al 79% con un guadagno medio di 1.284 euro mensili. La vastità delle risorse lavorative offerte dalla campagna ha incrementato persino il numero di iscritti agli istituti professionali agricoli (29%) e agli istituti tecnici di agraria, agroalimentare e agroindustria (13%) per l'anno scolastico 2012/2013.

A conti fatti, il 30% degli impiegati nel settore sono laureati: agronomi (43%), veterinari (9%) ma anche ingegneri (21%), economisti (18%), psicologi (7%), laureati in Giurisprudenza (3%) o in Lettere (14%). La ragione di questa richiesta così vasta ed eterogenea sta nella moderna capacità degli agriturismi, delle aziende vinicole, casearie di diversificare un'offerta sempre più multifunzionale. Qualche esempio? Agriasili, vere e proprie fattorie didattiche, agricosmetica etica, sino ad arrivare a produzioni alimentari innovative (come il nuovo agrigelato) o tradizionali (pane, birra, prodotti tipici, yogurt, formaggi…). Di conseguenza, queste piccole o medie imprese necessitano di nuove figure professionali come addetti alle vendite, hostess e steward pronti all'accoglienza del turista, da affiancare ai tradizionali potatori, taglialegna o trattoristi.

La facoltà di Agraria a Bari possiede ben tre corsi di primo livello: Scienze e Tecnologie Agrarie, Tutela e Gestione del Territorio e del Paesaggio Agro-Forestale e Scienze e Tecnologie Alimentari. Gli interessati ai Corsi di Laurea Magistrale, invece, possono scegliere fra Scienze e Tecnologie Alimentari, Gestione e Sviluppo Sostenibile dei Sistemi Rurali Mediterranei oppure Medicina delle Piante.
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