
Cronaca
Strage Andria-Corato 2016, la Procura Generale impugna tre assoluzioni
Ronchi, Nitti e Ferrotramviaria, assolti a settembre, ancora al centro della vicenda giudiziaria
Andria - giovedì 12 febbraio 2026
10.07
La Procura Generale della Corte d'Appello di Bari ha impugnato, con rimando in Corte d'Appello, la sentenza di assoluzione per tre imputati, coinvolti nella vicenda giudiziaria relativa alla strage ferroviaria sulla tratta Andria-Corato del 12 luglio 2016. Si tratta della società Ferrotramviaria, dell'ex direttore generale Massimo Nitti e dell'ex direttore di esercizio Michele Ronchi.
Diventano irrevocabili le sentenze di assoluzione, risalenti allo scorso settembre, per gli altri 12 imputati. Tra questi spiccano l'ex presidente di Ferrotramviaria Enrico Maria Pasquini, ma anche i dirigenti Giulio Roselli, Vito Mastrodonato e Francesco Pistolato. Con loro anche Alessio Porcelli, capostazione di Corato in servizio la mattina dell'incidente. Assolti anche l'ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture Virginio Di Giambattista e gli ex esponenti apicali dell'Ufficio Speciale Trasporti e Impianti Fissi, Pietro Marturano e Alessandro De Paola.
Alla base dell'impugnazione da parte della Procura Generale c'è la tragedia sfiorata del 2014, con una mancata collisione che ha reso di fatto prevedibile il disastro di due anni più tardi. Giudicato insufficiente ed obsoleto, infatti, il sistema di blocco telefonico in uso sulla linea di Ferrotramviaria, il cui utilizzo reiterato ha implicato l'accettazione del relativo rischio penale.
Resta l'errore umano, quello che ha portato alle condanne del capostazione di Andria Vito Piccarreta, che dovrà scontare 6 anni e 3 mesi di reclusione, e del capotreno del convoglio partito da Andria, Nicola Lorizzo, condannato a 6 anni e 9 mesi. Il bilancio del disastro fu di 23 morti e 51 feriti.
Diventano irrevocabili le sentenze di assoluzione, risalenti allo scorso settembre, per gli altri 12 imputati. Tra questi spiccano l'ex presidente di Ferrotramviaria Enrico Maria Pasquini, ma anche i dirigenti Giulio Roselli, Vito Mastrodonato e Francesco Pistolato. Con loro anche Alessio Porcelli, capostazione di Corato in servizio la mattina dell'incidente. Assolti anche l'ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture Virginio Di Giambattista e gli ex esponenti apicali dell'Ufficio Speciale Trasporti e Impianti Fissi, Pietro Marturano e Alessandro De Paola.
Alla base dell'impugnazione da parte della Procura Generale c'è la tragedia sfiorata del 2014, con una mancata collisione che ha reso di fatto prevedibile il disastro di due anni più tardi. Giudicato insufficiente ed obsoleto, infatti, il sistema di blocco telefonico in uso sulla linea di Ferrotramviaria, il cui utilizzo reiterato ha implicato l'accettazione del relativo rischio penale.
Resta l'errore umano, quello che ha portato alle condanne del capostazione di Andria Vito Piccarreta, che dovrà scontare 6 anni e 3 mesi di reclusione, e del capotreno del convoglio partito da Andria, Nicola Lorizzo, condannato a 6 anni e 9 mesi. Il bilancio del disastro fu di 23 morti e 51 feriti.

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