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Report "Mal'Aria di Città" 2026, Andria tra le più inquinate d'Italia

Il trend degli ultimi 15 anni: valori non conformi ai prossimi limiti normativi

Polveri ultrasottili e inquinamento proveniente da combustioni industriali catapultano Andria tra le città più inquinate d'Italia secondo il report "Mal'Aria di Città" 2026 curato da Legambiente. I risultati rappresentano un'elaborazione sulla base dei dati raccolti da Arpa negli ultimi 15 anni, con una proiezione per il quinquennio 2026-2030 e gli obiettivi da raggiungere prima dell'entrata in vigore dei nuovi limiti normativi europei per la tutela della salute.

Nell'ambito delle polveri ultrasottili, il comune federiciano fa registrare i numeri più alti della Puglia. Per il PM10, materiale particolato sospeso in aria dal diametro di un centesimo di millimetro, il dato è di 24 microgrammi per metro cubo: 3 in più di Bari, Barletta e Foggia, 4 in più di Taranto e Lecce, 6 in più di Brindisi. Primato anche per il PM2,5, particelle dal diametro di 2,5 micron: Andria in testa con 12 microgrammi per metro cubo, gli stessi di Lecce e uno in più di Bari, Barletta, Foggia, Taranto e Brindisi. Si torna a 24 microgrammi per metro cubo, invece, per il concentrato di biossido di azoto, derivante da traffico veicolare, riscaldamento e industrie.

Gli inquinanti presi in esame nel rapporto di Legambiente sono responsabili di malattie respiratorie e cardiovascolari. Per il momento, i valori fatti registrare dalla città di Andria restano in linea con la media annuale imposta dalle normative in vigore: un massimo di 40 µg/mc per il PM10, una soglia di 25 µg/mc per il PM2,5 e un limite di 40 µg/mc per il biossido di azoto. I valori apicali imposti dalla normative UE, però, saranno abbassati nel 2030: per il PM10 si scenderà a 20 µg/mc, per il PM2,5 addirittura fino a 10 µg/mc e per il biossido di azoto si arriverà a 20 µg/mc.

Per adeguarsi ai nuovi parametri, Andria dovrà abbassare del 17% le concentrazioni dei tre valori fatti registrare negli ultimi 15 anni. Una sfida che potrebbe passare anche da piani d'azione rigidi e immediati, adottabili dalle autorità locali, in modo da non incorrere nelle sanzioni della Commissione Europea.

A livello nazionale, tra le città capoluogo di provincia, Andria è al 28° posto per concentrazione di PM10, al 47° posto per livello di PM2,5 e al 19° posto nella classifica del biossido di azoto.
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