Acquedotto Pugliese insegna
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Territorio

Siglato accordo tra Acquedotto Pugliese e Lucano

La partnership permetterà di ottimizzare il servizio

Nasce l'alleanza tra Acquedotto Lucano e Acquedotto Pugliese. Le due utilities dell'acqua hanno siglato, questa mattina a Bari alla presenza dei presidenti della Regione Puglia, Michele Emiliano, e della Regione Basilicata, Marcello Pittella, un protocollo di intesa che attiva stabili relazioni industriali e che apre nuovi scenari di crescita nei rispettivi territori. Una "alleanza di scala" che permetterà ad AL e AQP di migliorare il servizio offerto agli utenti e di conseguire una serie di vantaggi. L'intesa, infatti, mira alla definizione e all'implementazione di procedure e sistemi gestionali innovativi, con particolare riferimento all'efficienza delle reti e degli impianti gestiti. Le due aziende, entrambe ricadenti nel distretto idrografico dell'Appennino meridionale, valuteranno anche la possibilità di adottare comuni forniture (ad esempio per l'energia elettrica) abbattendo in tal modo i costi operativi. Il tutto, ovviamente, a vantaggio dei cittadini dei Comuni gestiti. Per la realizzazione di tutte le attività previste dal Protocollo sottoscritto, sarà istituito un tavolo tecnico congiunto.

«Ringrazio il presidente della Basilicata che ci onora della sua presenza, e non sono parole di circostanza - ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - c'è un sentimento genuino fondato su generazioni di famiglie, lavoratori, intellettuali che hanno sempre pensato a queste due regioni, seppur distinte, in forte connessione. Essere uniti nelle diversità e nell'identità ben definita è un privilegio che non capita a tutti. E per noi è importante avere un riferimento dal punto di vista industriale, culturale e dei servizi in genere, in una regione ben governata e che costituisce un esempio per il Mezzogiorno. È inevitabile che dopo la divisione dell'Acquedotto queste due parti tendessero nuovamente ad attrarsi. Il protocollo di oggi dimostra che non ragioniamo in termini di campanile ma con la testa, per mettere a frutto strategie comuni in una condizioni di scarsità, non solo di acqua. Questo è uno schema generale dal punto di vista politico, che ci può consentire di difendere meglio le prerogative di quella parte del Sud che funziona, che si batte, che ha dignità, che risolve i problemi, che ha voglia di progredire e dare una mano al Paese nel suo complesso. Questa parte di Mezzogiorno c'è, e oggi lo confermiamo. L'Acquedotto pugliese peraltro può essere un'occasione per unire tutto il Mezzogiorno e chissà che con altre regioni del Sud questo modello di governance, razionale e sentimentale, possa trovare concretezza, eventualmente anche in altri campi. Il Masterplan del Sud, in fondo, è un modo di pensare al Sud che si aiuta e si fa aiutare anche dal resto del Paese, basato sul buon senso e sulla tecnica».

«Basilicata e Puglia, da tempo, hanno messo in atto un sistema di concertazione sull'uso e la gestione delle risorse idriche – ha dichiarato il presidente della giunta regionale lucana, Marcello Pittella -. La partnership siglata quest'oggi si inserisce in un quadro più ampio, in una visione di insieme già espressa nell'Accordo di Programma Quadro del 1999 (in scadenza a fine anno) e al cui rinnovo e rilancio stiamo lavorando di concerto con il Governo. E' di giovedì scorso, infatti, l'incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, con il quale puntiamo a disegnare una strategia complessiva sull'uso delle risorse idriche che possa essere valida per i prossimi 15 anni».
ACQUEDOTTO LUCANO gestisce in Basilicata il servizio idrico integrato in un'area che comprende 130 comuni, 591.338 abitanti e 266.720 utenti. AL è un sistema di più di 13.626 chilometri di condotte, 66 pozzi, 479 sorgenti, 170 impianti di depurazione, 142 impianti di sollevamento idrico, 93 impianti di sollevamento fognario, 829 serbatoi, 2 impianti di potabilizzazione.

ACQUEDOTTO PUGLIESE S.p.A., con reti idriche e fognarie per oltre 42 mila chilometri al servizio di quattro milioni di cittadini, e 184 depuratori, è tra i maggiori player nazionali nella gestione del ciclo idrico integrato, che va dalla captazione, alla raccolta sino alla potabilizzazione ed alla distribuzione dell'acqua oltre che ai servizi di fognatura e di depurazione delle acque reflue.
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