Ospedale Bonomo di Andria
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Politica

Maxi buco Sanità: la Lega paventa il rischio chiusura ospedali, tra questi Andria

"Da notizie sempre più insistenti, a causa del maxi buco in sanità di oltre 400 milioni"

Per il maxi buco della Sanità in Puglia, la Lega paventa il rischio di chiusura degli ospedali. Sulla vicenda è intervenuto il Gruppo regionale della Lega, con una nota:

"Da notizie sempre più insistenti, parrebbero a rischio chiusura diversi ospedali pugliesi, a causa del maxi buco in sanità di oltre 400 milioni.
"Solo in provincia di Bari Triggiano, Monopoli, Putignano e Corato sarebbero a rischio chiusura, dichiara Fabio Romito - presidente del Gruppo Regionale - e questo per noi è inammissibile.
"Nella Bat Bisceglie, Barletta e Andria. Nel Foggiano Lucera, Cerignola e San Severo. In Salento Casarano, Galatina e Copertino. Tre ospedali sotto tiro anche nel Tarantino: Santissima Annunziata, Grottaglie e Moscati. Nel Brindisino Mesagne e San Pietro Vernotico.
"Non consentiremo mai che si leda ulteriormente il diritto alla salute dei pugliesi, già gravemente compromessi da una gestione ultraventennale fatta di sprechi, clientelismo e becero amichettismo. Prima di chiudere ospedale e comprimere servizi ci spiegassero come hanno gestito in questi anni i primariati, le unità operative complesse, gli incarichi nel management sanitario di vertice. Prima di ledere ancora il diritto alla salute dei pugliesi, ci spiegassero perché fino ad oggi hanno consentito che si consentissero, ai soliti noti, posizioni di privilegio e comando", dicono i Consiglieri regionali della Lega.
"Depositeremo in queste ore una richiesta urgente di audizione in Commissione Sanità del Capo Dipartimento Vito Montanaro, preannunciando fin da ora che combatteremo contro ogni ipotesi di chiusura, pronti anche alle forme più eclatanti di protesta.
"Non si gioca con la salute dei pugliesi."

E sulla vicenda è anche intervenuto, con una nota del consigliere della Lega Antonio Paolo Scalera.
"Quello che sta emergendo in queste ore sulla sanità pugliese è estremamente grave e merita chiarezza immediata. Non è accettabile che, dopo anni di gestione discutibile e sprechi mai realmente affrontati, oggi si arrivi a parlare contemporaneamente di aumento delle tasse e di riduzione dei servizi sanitari.
Il possibile aumento dell'addizionale Irpef e dei ticket sanitari, mentre circolano indiscrezioni sulla chiusura o sul ridimensionamento di numerosi ospedali pugliesi, rappresenta uno scenario che non possiamo accettare passivamente. Ai cittadini non si può chiedere di pagare di più per avere di meno.
Se davvero esiste un disavanzo sanitario di centinaia di 370 milioni di euro, la prima domanda che la politica deve porsi è molto semplice: come si è arrivati a questa situazione? Perché prima di mettere le mani nelle tasche dei pugliesi bisogna avere il coraggio di guardare dentro il sistema e affrontare seriamente il tema degli sprechi, delle inefficienze amministrative e delle scelte organizzative sbagliate.
Le notizie che parlano di ospedali a rischio chiusura o ridimensionamento in diverse aree della Puglia sono allarmanti. Smantellare la sanità territoriale significa aumentare le disuguaglianze nell'accesso alle cure e mettere in difficoltà soprattutto i cittadini più fragili. La questione non può essere affrontata con slogan o con soluzioni semplicistiche. La sanità pugliese ha bisogno di una riforma vera della gestione, di maggiore efficienza, di programmazione seria e soprattutto di trasparenza.
Continuare a scaricare i problemi sui cittadini è il modo più facile ma anche il più irresponsabile di affrontare una crisi. Prima di parlare di nuove tasse, la Regione dica con precisione dove sono finite le risorse, quali sprechi sono stati eliminati e quale piano concreto esiste per garantire ai pugliesi il diritto alla salute. Perché la sanità pubblica non può diventare la vittima degli errori della politica".


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