chiosco del
chiosco del "Ragno d'oro"
Vita di città

Seconda estate di chiusura per il chiosco del "Ragno d'oro"

Situato su una proprietà comunale, era uno dei luoghi cittadini più ambiti per svolgere attività commerciali

Desolatamente chiuso da due anni, in attesa di una brillante ripartenza. Potrebbe racchiudersi con questa frase la condizione in cui volge uno dei luoghi simbolo dello struscio di una città di provincia quale é Andria, situato com'è sul corso principale cittadino, miseramente chiuso dal settembre 2023.
Il "ragno d'oro" il chioschetto situato appunto su corso Cavour, angolo piazza dell'Unità d'Italia, zona Cappuccini, è stato il luogo di ritrovo di tanti giovani che lì si riunivano nel secolo scorso, all'uscita dalle lezioni scolastiche o per la movida serale andriese dei favolosi anni '80 (meno caciarona di quella attuale).

Purtroppo è la seconda estate che questo esercizio commerciale è chiuso: solo tre anni prima la sua riapertura, grazie allo "spirito d'imprenditore" di alcuni giovani andriesi che decisero la rentreè, con una nuova formula di food and beverage, dopo un lungo, precedente periodo di abbandono.

La particolarità di questo chioschetto, deriva dal fatto che è situato su di una proprietà comunale e pertanto, al pari di altri beni comunali, come il Circolo Tennis o il bar/ristorante de "Lo Steccato", situati entrambi in zona villa comunale/pineta, dovrebbe essere assegnato in concessione dal Comune per ottenerne un canone d'affitto. Per una città che ancora non può dirsi completamente fuori dal Piano di riequilibrio pluriennale, leggasi predissesto, ogni bene pubblico quanto non viene alienato per far cassa ma assegnato dietro un corrispettivo in denaro, è un favore che si fa alle casse comunali.

Ma questo stranamente ancora non accade. Eppure sarebbero in tanti -molti di questi giovani- a voler riprendere questa attività, se il Comune decidesse di farlo attraverso un bando pubblico, magari riprendendo con una formula moderna, la fortuna che ebbe questo luogo, quando nella metà degli anni '50 il bravo signor Andrea Del Zio, decise di aprire questo gabbiotto per la somministrazione di caffè, bevande e soprattutto gelati, come il nostrano "tre nocelle".
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