Bari sit-in di protesta CGIL
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Territorio

​Scuola, la Flc Cgil Bat manifesta a Bari: la calda estate dei precari

Sit-in di protesta della Flc Cgil davanti all’Ufficio scolastico regionale

È un'altra estate calda anche per i precari della scuola della nuova provincia di Barletta – Andria – Trani che si sono ritrovati due giorni fa, martedì 15 luglio, a Bari davanti all'Ufficio scolastico regionale, insieme a tutti i colleghi della Puglia, per dire subito "no" a quelle che per il momento sono solo delle indiscrezioni ma che potrebbero invece andare a comporre il cosiddetto "Piano scuola" del Governo. Si tratterebbe di provvedimenti come l'incremento fino a 36 ore del monte ore settimanali per i docenti, della riduzione di un anno di percorsi scolastici alle superiori e dell'eliminazione della graduatorie di terza fascia, ovvero quelle d'istituto che oggi per molti precari sono l'unica ancora di salvezza nella speranza di poter nel futuro insegnare stabilmente. Le decisioni del Governo, inoltre, saranno calate sul mondo dell'istruzione a Ferragosto, come già accaduto con la riforma Gelmini, senza discutere con le parti sociali della scuola e senza il rinnovo dei contratti.

Dalla nuova provincia alla volta del capoluogo pugliese è partita una folta delegazione composta da docenti, studenti, precari della scuola e personale Ata, insieme al segretario generale della Flc Cgil Bat, Franco Dambra, ad Anna Lucia Corvace, della segreteria della Flc Cgil Bat, Anna Maria Acquaviva, componente del direttivo della scuola per il territorio ex Foggia e Michele Scommegna, coordinatore lavoratori precari della scuola.

«Le priorità per la Flc Cgil – sottolinea il segretario generale provinciale della scuola, Franco Dambra – sono e restano la lotta alla dispersione e l'allungamento del tempo scuola a partire dall'incremento del tempo pieno nella scuola primaria, concetti ribaditi anche dal segretario generale della Flc Cgil Puglia, Claudio Menga, nel corso dell'incontro avuto con la dott.ssa Anna Cammalleri dell'Usr. Non solo, non è più rinviabile il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro fermo da sette anni così come assolutamente necessario l'aumento degli organici e la stabilizzazioni immediata di tutti i precari. Il Governo con questo piano, se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, ancora una volta fa cassa sulla pelle dei precari; dopo la Gelmini, gli interventi sulla scuola sono ancora dettati dalla logica dei tagli senza che vi sia un dibattito vero sul tema».
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