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Politica

Sanità: tante polemiche sulle liste d'attesa in Puglia, a cominciare dai medici ospedalieri

Tra le note più critiche quelle di Amati, Di Bari in un video, Damascelli, Franzoso e Direzione Italia. A favore Pellegrino

Nell'iter di approvazione della proposta di legge, presentata da Amati, Cera, Colonna e Mennea riguardante "Misure per la riduzione delle liste d'attesa in sanità - Primi provvedimenti" ed approvata nella seduta di ieri dal consiglio regionale, a maggioranza (20 voti favorevoli e 12 contrari) e con emendamenti, non sono mancati duri momenti di scontro anche all'interno dello stesso centro sinistra.

Il CIMO-Fesmed, il sindacato dei medici ospedalieri, continua sulla linea di protesta appoggiando il possibile sciopero dell'intramoenia: "per dimostrare polemicamente che il fermo di tali attività, che pur rappresentano una percentuale irrisoria dell'attività ambulatoriale erogata in una struttura ospedaliera, porterebbe ad ulteriori allungamenti delle liste di attesa. I nodi infatti - sottolineano - non sono nella possibilità di esercitare visite fuori dai propri turni ospedalieri, che invece supportano il flusso della domanda di prestazioni che arrivano ai CUP, ma nella mancanza di medici sufficienti nei turni e in particolare di medici specializzati, oltre che di investimenti in tecnologie sanitarie efficienti. La storia vera è quella di una forte carenza di medici e assistenza di fronte alle richieste dei pazienti. Che peggiorerà se si blocca la libera professione".

Ed in un video sulla sua pagina fb, la consigliera regionale e capogruppo del M5S, avv. Grazia Di Bari, nel sottolineare il proprio disappunto dichiara: "Al contrario di quello che oggi viene riportato su alcuni giornali sulle liste d'attesa, ci sarebbe poco da festeggiare.
La salute dei cittadini pugliesi viene messa in attesa perché Emiliano con parte della sua maggioranza e parte della minoranza, Direzione Italia e Forza Italia, decide di non decidere pur di non farsi nemici.
È comoda la sua "non scelta" ma indovinate un po' chi ci rimette?


"Una cosa mai vista. Rinviare e tergiversare per più di un anno per poi dire che i voti di alcuni medici valgono più delle persone in fila al Cup. E la cosa più grave è che si è approfittato della nostra proposta di legge per introdurre un aumento di budget in favore dei privati, come se fossimo procacciatori d'affari per l'attività privata. Che peccato. Ma noi non ci fermeremo nel denunciare lo scempio dell'attesa in sanità."
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l'esito della votazione sulla proposta di legge sulle liste d'attesa. "Una legge che alla fine non tiene conto della legge statale, del Piano nazionale e del contratto dei medici.
Una legge trasformata in un mostro giuridico. Ma per comprendere ciò che è accaduto basti pensare che la proposta che prevedeva il blocco dell'attività privata in caso di mancato allineamento con l'attività pubblica, è stata sostituita con una norma che farà innalzare le prestazioni private e le spese, senza risolvere il problema dell'attesa. Una norma impossibile per l'ordinamento, che prevede l'acquisto di prestazioni da operatori accreditati esterni, in extra budget rispetto agli accordi contrattuali vigenti. Insomma, un'ingiustizia e un pasticcio."

"Pagina disdicevole", la commenta in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli.
"Oggi in Consiglio regionale è stata scritta una pagina molto triste per la Puglia: è disdicevole utilizzare un tema così delicato e importante per i cittadini, come le liste d'attesa nella sanità, per un braccio di ferro all'interno della maggioranza. Purtroppo è esattamente quello che è accaduto: le liste d'attesa chilometriche sono frutto della gestione a firma del centrosinistra, che governa la Regione da quasi 15 anni. Effettuo costantemente sopralluoghi nelle strutture sanitarie e capita, per fare solo un esempio, che un cittadino chieda di effettuare una Tac in un Pta che ne è dotato, ricevendo risposta negativa al Cup. Perché? Indagando, magari, poi si scopre che manca un tecnico perché è andato in pensione e nessuno ha provveduto a sostituirlo. E così il cittadino non può effettuare l'esame diagnostico. Questo accade ovunque: negli ospedali e negli ambulatori territoriali. Sono drammi che i pugliesi vivono ogni giorno e di cui nessuno si fa carico. Ancora: basta andare in un ospedale pediatrico per toccare con mano che spesso un bambino non viene ricoverato per mesi per carenza di posti letto e di lui nessuno si occupa. Perciò, discutere per ore e ore in Consiglio regionale solo per consentire alle fazioni del centrosinistra di duellare in aula, è veramente mortificante. È per questo che abbiamo deciso di non prestarci a questi giochi tra faide della maggioranza, mentre i cittadini chiedono risposte vere. Ci sono persone che muoiono perché le liste d'attesa non consentono di intervenire con immediatezza ed è un dramma che investe tutta la popolazione pugliese e colpisce i più fragili".

"Il no alla legge Amati sulle liste d'attesa dettato da Emiliano assesta un colpo durissimo al servizio sanitario gratuito, e blinda invece la casta del servizio a pagamento". Lo dichiara Francesca Franzoso consigliere regionale di Forza Italia. " Oggi abbiamo appreso in aula che il cruccio dell' assessore alla Sanità, non è quello di garantire il servizio pubblico gratuito, di adoperarsi per renderlo efficiente ed attrattivo abbattendo le liste d'attesa, ma quello di non scalfire il diritto del servizio a pagamento. In nome della libertà di scelta di pochi, è stato sacrificato il diritto di tutti di curarsi in tempi dignitosi. La sinistra di governo ha perso la bussola e a ricordarglielo è stata l' ala antagonista della colazione ormai irrimediabilmente a pezzi. Stasera, in un colpo, Emiliano ha fatto a pezzi lo spirito del servizio sanitario pubblico e la tenuta della sua maggioranza. Da domani i cittadini in fila ai Cup sapranno con chi prendersela".

Dichiarazione del gruppo regionale di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini)
"La Puglia da oggi si dota di una Legge per la riduzione delle liste d'attesa che magari non risolverà del tutto i problemi, ma sicuramente è un buon inizio. Chiaramente siamo soddisfatti perché abbiamo contribuito decisamente a spostare l'asse della Proposta di Legge del collega Amati da un'idea punitiva degli operatori sanitari, in un sistema pubblico in forte difficoltà per carenza di organico, su un versante di equilibrio del sistema che richiede sinergie cooperative di tutte le parti in causa e mettendo al centro il malato e non la spesa.
Questo non significa che non avvertiamo la responsabilità di una gestione oculata delle risorse pubbliche, ma siamo convinti che la salute deve sempre avere priorità, anche quando manca un operatore o un'attrezzatura, perché dobbiamo garantire al cittadino di potersi curare dove vuole, purché la prestazione venga erogata nei tempi utili. E' bene ricordare, infatti, che la prevenzione non è solo fatta di belle parole: se non si interviene per tempo nei processi diagnostici e curativi lo stato di salute si aggrava e comporta maggiori costi sanitari e sociali.
Infine, non esultiamo perché non crediamo che sarà una legge a risolvere il problema delle liste di attesa in Puglia, ma esprimiamo la soddisfazione di aver contribuito a determinare i pilastri sui quali costruire un sistema sanitario capace di garantire le prestazioni nei tempi utili"


"Nelle premesse era una legge superflua alla luce dell'intesta Stato-Regioni che ci obbliga a recepire le linee guida del Piano Nazionale di Governo di governo delle liste di attesa. In ogni caso, con alcuni miei emendamenti concordati con il collega Zullo, abbiamo evitato un'assurda previsione normativa: la sospensione automatica dell'attività libero professionale rispetto a un allungamento delle liste attesa. Liste di attesa che combatteremo, ma non con una mera furia punitiva nei confronti dei medici".
Lo dichiara il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, commentando il via libera del Consiglio regionale alla proposta di legge Amati sulla riduzione delle liste di attesa nella sanità.
"Alla fine – spiega Pellegrino - ha prevalso la linea moderata e costruttiva. Infatti, ove il direttore generale constati l'aumento delle liste di attesa, la legge prevede di effettuare tutti gli accertamenti del caso e in particolare procedere all'acquisto di ulteriori prestazioni, sia dal pubblico sia dal privato accreditato. Ma a mio avviso la cosa più importante, e diventa quindi l'essenza principale di questa legge, è che nel caso in cui il cittadino non trovi risposte nel regime istituzionale, se non nei tempi più lunghi di quelli previsti alla legge, si può rivolgere a un erogatore pubblico e privato, cioè al regime alpi senza pagare la prestazione. E lo facciamo, secondo il mio emendamento, con prestazioni aggiuntive e incremento del fondo già finanziato dal regime Alpi. Insomma, una soluzione esaltata anche dallo stesso presidente e assessore alla Sanità Emiliano, e che qui in Puglia eleva il nostro tasso di attenzione verso i cittadini più bisognosi di cure".
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